Adsp pronta ad assegnare nuove concessioni, “concorrenza tra le imprese a rischio”

GAETA – Anche il futuro del porto commerciale di Gaeta è stato al centro dell’intervento del Segretario Generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Fabrizio Urbani, alla tavola rotonda promossa da “ALAS Confetra Lazio”, nell’ambito del convegno organizzato nei mesi scorsi a Palazzo Colonna a Roma per gli 80 anni dell’associazione. Il confronto ha cercato di evidenziare come le infrastrutture, l’intermodalità e la portualità possano mettersi in relazione il porto con il sistema produttivo regionale sono stati al centro dell’intervento del Segretario Generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Fabrizio Urbani, alla tavola rotonda promossa da ALAS Confetra Lazio, nell’ambito del convegno organizzato venerdì scorso a Palazzo Colonna a Roma per gli 80 anni dell’associazione.

Urbani ha sottolineato come gli interventi realizzati negli ultimi anni sulle infrastrutture portuali di Gaeta “stanno consentendo di ampliare le possibilità operative dello scalo e di rafforzarne la funzione commerciale, oltre che quella per le crociere delle navi boutique. Il nostro obiettivo – ha aggiunto Urbani – è far crescere un sistema nel quale i tre porti possano valorizzare le proprie differenti vocazioni. Per Civitavecchia la sfida è trasformare le infrastrutture già realizzate e quelle programmate in nuovi traffici, mettendo sempre più in connessione il porto con Roma, con le imprese del Lazio e con le grandi direttrici nazionali ed europee”.

Dopo l’introduzione del presidente di ALAS Confetra Lazio Valter Vomiero e la presentazione sulla ZLS, con un focus sul Lazio, dell’economista Alessandro Panaro si è aperta la tavola rotonda moderata dal giornalista di Radio 24 – Il Sole 24 Ore Massimo De Donato. Al confronto, insieme a Urbani, hanno partecipato Alessandro Pitto, presidente Fedespedi, Ivan Bassato, Chief Business Unit Aviation di ADR, Carlo De Ruvo, presidente Confetra, e Claudio Oliviero, direttore della Direzione Centrale Dogane. Nel corso del dibattito sono state illustrate le prospettive di sviluppo del sistema portuale del Lazio, partendo dalla nuova sfida di Civitavecchia sul fronte della logistica e dei traffici commerciali. “Per sviluppare ulteriormente Civitavecchia non solo sui passeggeri, segmento in cui siamo già tra i leader a livello mondiale, ma anche sulle merci – ha spiegato il Segretario Generale – sono fondamentali i collegamenti. Attendiamo il completamento della Civitavecchia-Orte, un’opera strategica che consentirà al porto di collegarsi in maniera più efficace con A1, E45, l’Italia centrale e il versante adriatico

Un passo importante è stato già compiuto sul fronte ferroviario con il completamento dei collegamenti di ultimo miglio all’interno dello scalo. Nel prossimo Comitato di Gestione sarà portato per l’approvazione definitiva il regolamento per l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria portuale, passaggio necessario per renderne pienamente operativo l’impiego da parte degli operatori. Il confronto si è quindi allargato – come detto – agli altri scali dell’Autorità di Sistema Portuale e alla complementarità tra Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta. Particolare attenzione è stata dedicata a Fiumicino, dove è in corso la realizzazione del primo stralcio funzionale, destinato alla darsena pescherecci, del porto commerciale pubblico, progettato con infrastrutture dimensionate sulle esigenze delle navi di nuova generazione e destinato ad aprire in futuro nuove opportunità per il mercato romano.

PORTUALITA’ GAETA, NUOVE CONCESSIONI IN ARRIVO

“Gaeta sta per andare in scena l’ennesimo accaparramento di un bene pubblico, che la politica e chi è deputato a difendere, senza ritegno, consegna in modo esclusivo nelle mani di un privato”. E non si è fatto attendere il nuovo affondo partito da Formia alla volta dell’attività imprenditoriale dell’azienda Intergroup della famiglia Di Sarno. L’ex sindaco e attuale capogruppo della lista d’opposizione “Un’altra città” Paola Villa accusa frontalmente il presidente dell’ex Autorità Portuale Raffaele Latrofa di “non difendere un bene pubblico che è il porto di Gaeta”.

“Dopo aver speso diverse decine di milioni di euro di soldi pubblici per ampliare l’infrastruttura portuale, il cosiddetto “porto commerciale”, affinché potesse essere usufruita dal maggior numero possibile di operatori, garantendo così reale concorrenza sul mercato e quindi il massimo beneficio per il pubblico interesse e per la reale economia di mercato”  mercoledì 30 settembre prossimo, nel Comitato di Gestione dell’Authority (dove potrebbe fare il suo esordio Damiano Magliozzi, l’imprenditore di Gaeta e fratello dell’ex sindaco e attuale assessore ai Lavori Pubblici Massimo, nominato dal presidente Francesco Rocca quale delegato della Regione Lazio) “il Presidente dell’Adsp Latrofa proporrà agli altri componenti, l’assegnazione in concessione demaniale per 30 anni della (quasi) totalità delle aree operative e comunque di quelle di maggior pregio dal punto di vista logistico del porto commerciale di Gaeta ad un singolo imprenditore: Nicola Di Sarno”.

L’attacco della professoressa Villa è frontale e pregnato di ironia: “La Intergroup è già concessionaria da anni di ampi spazi coperti all’interno del porto, vantando un’economia green d’avanguardia, nonostante che i suoi principali traffici sono il petcoke ( sostanza altamente cancerogena), il polveroso clinker e il trasporto di balle di rifiuti, stoccati nel grande capannone bianco che si incontra entrando in porto sulla destra. Mercoledì 30 settembre si chiederà al comitato di gestione di votare l’anticipata occupazione della quasi totalità delle banchine del porto, la Intergroup si appresterà a edificare un capannone di oltre 14mila metri quadrati e 4 silos di oltre 22 metri. Latrofa e i suoi dirigenti non hanno tenuto in alcun conto le innumerevoli segnalazioni e proteste ricevute in questi ultimi mesi, circa le colossali incongruenze e gravi lacune riscontrate nel procedimento messo in piedi per arrivare all’aggiudicazione delle aree in concessione. Nulla da fare”.

Per l’ex sindaco di Formia l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Cento Settentrionale, ente pubblico sottoposto alla vigilanza da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, “da sempre sembra essere sorda ad ogni tipo di rilievo riguardante la procedura consegnerà al gruppo imprenditoriale dell’Intergroup la quasi totalità delle banchine, l’ennesimo beneficio, e continua ostinatamente per la propria strada, con l’avallo della politica governante a qualsiasi livello.  Oltre a non tener in alcun conto le istanze e le proteste degli altri operatori portuali, stavolta l’Autorità Portuale, forse per meglio “chiarire” a tutti chi realmente comanda in porto, ha deciso di andarci giù pesante. Spingendosi un pò troppo oltre”
Sono accuse al color bianco che il capogruppo di Un’altra Città arricchisce di preoccupanti valutazioni numeriche. Secondo Paola Villa “mercoledì 30 settembre in Comitato di Gestione verrà anche portato, per l’approvazione, un nuovo regolamento disciplinante le operazioni portuali in cui, guarda caso, la sosta merci in porto, che sino ad oggi non prevedeva limiti temporali, viene radicalmente ridotta ad un periodo massimo di 30 giorni non rinnovabili”.

Così nella stessa seduta “verrà decretato il rilascio in concessione per 30 anni alla Intergroup, della parte migliore delle aree del nuovo porto (oltre 34.000 metri quadrati), dove potrà stoccare ogni tipo di merce, senza alcun limite di tempo, viene anche deciso di privare tutte le altre imprese portuali non concessionarie di aree, di ogni residua possibilità di poter competere, limitando la loro possibilità di stoccaggio merci in porto a soli 30 giorni. Il tutto fatto d’imperio -osserva l’ex sindaco – Senza produrre alcuna motivazione al riguardo. Da un Ente che dovrebbe avere come scopo principale quello di “garantire l’efficientamento dei porti attraverso lo sviluppo del massimo della concorrenza tra imprese”. Concorrenza che per legge è tenuta a garantire.  Il messaggio, inequivocabile e spregiudicato, che emerge diretto a queste imprese che “fanno casino”, senza che nessuno le ascolti, perché non si rassegnano e cercano di sostenere le proprie ragioni e la sopravvivenza delle loro attività è: “Accontentatevi di quello che, ancora per poco, vi offriamo, cioè le briciole della torta-porto;  possiamo mettervi in ginocchio come e quando vogliamo”.

E’ un messaggio che produce effetti “chiarificatori” anche sulla clientela (importatori ed esportatori) di queste imprese portuali non concessionarie: “Se avete necessità di stoccare la vostra merce in porto oltre i 30 giorni a brevissimo ci sarà una sola impresa portuale in grado di farlo: la Intergroup. Prendetene atto, finché siete in tempo. e regolatevi di conseguenza”. Per la professoressa Villa “Di tutto questo succede, nel totale disinteresse delle Istituzioni, a Gaeta, in Italia nel cuore dell’Europa nell’anno domini 2026. E noi cittadini formiani prepariamoci, fra qualche tempo, a vedere dalla spiaggia di Vindicio il nuovo skyline, svetteranno i quattro silos accompagnati dalla polvere di petcoke che sarà sbarcato e stoccato in porto a cielo aperto e a circuito continuo…prepariamoci!”.