LATINA – Una perizia psichiatrica per valutare la capacità dell’imputata di affrontare o meno un processo in cui è accusata di aver ucciso il padre nell’abitazione in cui vivevano, in viale Kennedy, nei pressi del cimitero del capoluogo pontino. L’ha concessa martedì la Corte d’assise del Tribunale di Latina davanti alla quale è comparsa la 40enne Aurelia Porcelli, la donna di Latina accusata di omicidio volontario aggravato per aver ferito il 22 settembre 2024 il padre 67enne Guido, poi deceduto dopo un’agonia durata un mese dopo presso il reparto di rianimazione dell’ospedale Santa Maria Goretti del capoluogo pontino. Accogliendo un’istanza dei legali difensori Daniele Giordano e Gaetano Marino, il giudice Mario La Rosa – a latere la dottoressa Eugenia Sinigallia- ha nominato un consulente del Tribunale che dovrà verificare – le operazioni peritali inizieranno il prossimo 4 novembre- se la donna sia stata capace di intendere o di volere al momento dell’omicidio del padre operaio. Che il quadro clinico della donna non fosse dei migliori l’ha ribadito nell’udienza di martedì l’ex marito.
L’uomo ha dichiarato come il matrimonio con la Porcelli avesse avuto una breve durata, interrotto dopo aver riscontrato l’avvio da parte della donna di un percorso auto-distruttivo, acuito – ha riferito – dall’uso di sostanze stupefacenti e da una personalità “borderline”. Dopo aver ucciso il padre con un fendente all’addome, la Porcelli fece perdere le proprie tracce quando si trovava ai domiciliari presso il reparto di psichiatria dell’ospedale di Latina. Venne arrestata dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Trionfale e della Stazione di Roma Tomba di Nerone soltanto 30 ottobre di due anni fa presso l’abitazione di una conoscente che venne denunciata per favoreggiamento.
Conosciuta per i suoi disagi psicologici e condannata in passato ad un anno di reclusione per maltrattamenti con il riconoscimento della seminfermità mentale, Aurelia Porcelli quando fu rinviata a giudizio nel luglio 2025 dal Gup Laura Morselli (su richiesta del sostituto Procuratore Martina Taglione) attraverso la sua difesa si vide negata la richiesta di svolgere un incidente probatorio con lo svolgimento della perizia psichiatrica. Aveva negato la sua responsabilità sull’omicidio del padre configurando invece l’ipotesi del suicidio dell’uomo.Ora questa richiesta l’è stata concessa dalla Corte d’assise del Tribunale di piazza Buozzi.