FORMIA, Ospedale Dono Svizzero – L’Asl di Latina e la direzione dell’ospedale “Dono Svizzero” chiariscano. E lo facciano con trasparenza e senza tentennamenti. E’ la richiesta che ha formalizzato il Movimento 5 Stelle di Formia in ordine all’assistenza del Pronto soccorso nei confronti di una donna che il 5 gennaio scorso richiese l’intervento di un’ambulanza del 118 (su richiesta del medico di base) a causa di una febbre persistente e di un quadro clinico ritenuto serio. Il M5S non definisce questo un “episodio isolato” ma una “rappresentazione concreta delle criticità strutturali che da tempo denunciamo sul nostro territorio”. Secondo quanto denuncia il M5S, la paziente, giunta al “Domo Svizzero” nel primo pomeriggio, rimase in attesa per diverse ore prima di essere visitata. Le fu prescritta una Tac con carattere di urgenza, ma l’esame non venne eseguito in giornata per l’assenza del tecnico preposto, “nonostante la gravità del quadro clinico” e così venne inviato al giorno successivo.
Le prime terapie furono avviate solo a notte inoltrata, con la somministrazione di antibiotici per via endovenosa, a fronte di esami ematochimici che “evidenziavano numerosi valori alterati”. Alla donna fu riferito che il quadro era preoccupante e che, una volta effettuata la Tac, sarebbe stato necessario il ricovero. “Durante la notte, tuttavia, l’assistenza risultò estremamente ridotta e, al cambio di turno, l’iniziale indicazione terapeutica venne improvvisamente smentita”. La Tac, eseguita solo il giorno successivo “nonostante fosse stata indicata come urgente”, evidenziò una polmonite acuta, come riportato chiaramente nel referto. Nonostante ciò il medico di turno – sempre secondo la versione del M5S- comunicò verbalmente alla paziente una diagnosi di bronchite acuta, in evidente contraddizione con l’esito dell’esame strumentale, e dispose le dimissioni senza procedere al ricovero. Nel corso della permanenza in Pronto Soccorso la cittadina riferì di aver assistito “ad una situazione di forte criticità organizzativa e umana, con pazienti lasciati per ore in attesa di visita, persone in evidente sofferenza non ancora prese in carico dalla sera precedente e una generale sensazione di abbandono che non può essere giustificata né normalizzata. Un contesto che restituisce l’immagine di un presidio sotto pressione e privo di una gestione adeguata dell’emergenza”.
Per il M5S questa testimonianza “si inserisce nel quadro più ampio in merito alla gestione della sanità nell’Asl di Latina, caratterizzata da una programmazione ferma al 2019 per quanto riguarda il piano aziendale delle liste di attesa, “mai aggiornato nonostante la pandemia, il PNRR e l’introduzione di nuove tecnologie. Gli Ambiti di Garanzia continuano così a basarsi su parametri superati, producendo disagi concreti per i cittadini e alimentando una narrazione istituzionale che non corrisponde alla realtà vissuta quotidianamente nei presidi ospedalieri”. A fronte di “dichiarazioni rassicuranti” da parte della Regione, i fatti raccontano – aggiunge il M5S – una sanità in difficoltà, con pronto soccorso al limite della sostenibilità, carenze di personale, assenza di una reale presa in carico dei pazienti e strutture che rischiano di restare inutilizzate senza un serio piano di reclutamento di medici e infermieri. Nel nostro territorio, inoltre, persistono situazioni paradossali come una Guardia Medica costretta ad operare in condizioni inadeguate, ulteriore segnale di una sanità territoriale priva di una visione organica”. Il Movimento 5 Stelle conferma che continuerà a chiedere “trasparenza, responsabilità e un cambio di passo immediato. La sanità pubblica non può essere oggetto di propaganda né di rassicurazioni di facciata, perché dietro ogni disservizio ci sono persone reali e diritti fondamentali che vengono messi in discussione. I cittadini meritano risposte, programmazione e rispetto”