APRILIA – È stata corretta e, soprattutto, opportuna la decisione della gestione commissariale del comune di Aprilia di confermare nel suo incarico il dirigente del settore Lavori Pubblici Paolo Terribili? L’interrogativo campeggia in un’interrogazione parlamentare che i deputati del Pd Matteo Orfini, Maria Elena Boschi di Italia Viva, Stefania Ascari e Ilaria Fontana del Movimento Cinque Stelle e Filiberto Zaratti e Elisabetta Piccolotti di Avs hanno inviato al Ministro degli Interni Matteo Piantedosi per rimarcare l’inopportunità di trattenere al suo posto Terribili non tanto per i termini superati per il suo pensionamento quanto per il coinvolgimento dello stesso dirigente nel terzo filone dell’operazione “Assedio” che ha provocato nel 2024 lo scioglimento per mafia del secondo comune della provincia di Latina. I parlamentari firmatari dell’interrogazione rimarcano come Terribili sia tuttora indagato per il reato di turbativa d’asta, in relazione alla gara per l’affidamento del Trasporto Pubblico Locale bandita dall’amministrazione del sindaco Tonino Terra nel 2019.
L’interrogazione parlamentare definisce “grave” la decisione della gestione commissariale del comune di Aprilia di “trattenere” Terribili alla luce delle considerazioni rilevate dall’inchiesta dei Pm della Dda di Roma circa la “sistematica occupazione sistemica della macchina amministrativa da parte della criminalità organizzata, con condizionamenti su appalti, assunzioni e gestione della cosa pubblica”. I deputati del Pd, di Italia Viva, del Movimento Cinque Stelle e di Avs condividono nell’interrogazione al titolare del Viminale le preoccupazioni esternate a più riprese dal fronte progressista – Aprilia Domani, Progetto Civico Italia, Europa Verde, Sinistra Italiana, Movimento 5 Stelle, Italia Viva e Partito Democratico- secondo il quale nel contesto attuale il cui versa il comune di Aprilia “ogni decisione della gestione commissariale dovrebbe rispondere, prima di ogni altra esigenza, al bisogno di ricostruire la fiducia dei cittadini e di segnare una netta discontinuità con il passato. Prorogare in servizio, oltre i limiti pensionistici, un dirigente coinvolto in un procedimento connesso proprio alle vicende che hanno portato allo scioglimento dell’ente va nella direzione opposta”.
Le forze politiche che hanno “interrogato” il Ministro Piantedosi non vogliono mettere in discussione il principio del “pieno rispetto della presunzione di innocenza, che rimane un principio costituzionale non negoziabile” ma giudicano “grave” – come detto – “la mancata applicazione di un principio di rotazione dei dirigenti negli enti commissariati per infiltrazioni mafiose. La rotazione degli incarichi non è un formalismo burocratico: è uno strumento essenziale di prevenzione, pensato proprio per evitare che si consolidino situazioni di contiguità, di condizionamento o anche solo di percezione di continuità con assetti di potere che le istituzioni hanno il dovere di superare. Un Comune sciolto per mafia dovrebbe applicare questo principio con particolare rigore, non con eccezioni”. Il titolare del Viminale è stato invitato ad intervenire e a pronunciarsi sulla scelta compiuta dalla Commissione Straordinaria e se non intende assumere “iniziative, anche di carattere normativo, per introdurre criteri più stringenti sulla conferma, la proroga e la rotazione dei dirigenti coinvolti in procedimenti giudiziari collegati alle cause dello scioglimento, durante la gestione commissariale”.