Coppia di albanesi arrestata a Formia con oltre 1 kg di droga, il gip dispone misure più leggere

FORMIA – Ottocento grammi di cocaina già suddivisi in 1187 dosi, due panetti di hashish pari a 210 grammi, quattro telefonini cellulari, un’ingente somma di danaro, un’agenda si cui erano appuntati i nomi degli assuntori con i relativi crediti ed un bilancino di precisione. Sono alcuni dei numeri dell’importante operazione anti droga che ha visto impegnati a Formia i Carabinieri della Compagnia di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta. I militari, al termine di mirata perquisizione domiciliare, hanno arrestato una coppia di nazionalità albanese, A.H. di 42 e F.H. 43 anni, che da tempo – secondo quanto è emerso dalle indagini – era monitorata circa la sua capacità di soddisfare l’aumentato fabbisogno di sostanze stupefacenti nelle zone della movida di Formia ma anche di Gaeta.

Avvocato Gianni Bove
Avvocato Gianni Bove

La cocaina era stata trovata occultata in una scatola di scarpe vuota,, sistemata nel bagno dell’abitazione in cui viveva la coppia nella frazione orientale di Penitro. I Carabinieri l’hanno rinvenuta grazie al nervosismo palesato da marito e moglie all’arrivo, all’alba, dei militari. La donna chiedeva di andare a bagno con l’intento di occultare la cocaina ma commetteva l’errore di chiudere la porta a chiavi, a più mandate, e di aprire a lungo il rubinetto. I Carabinieri a quel punto, coordinati personalmente dal Comandante Giovanni Russo sfondavano la porta e rinvenivano la scatola vuote di scarpe nella vasca, coperta da un tappeto bagnato. I panetti di hashish sono stati sorpresi su un comodino della camera da letto che i due, in Italia con un regolare permesso di soggiorno dal 2021, non avevano ancora provveduto a suddividere.

Per i due albanesi scattava l’arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e su disposizione del magistrato inquirente, il sostituto procuratore Maria Beatrice Siravo, l’uomo veniva associato al carcere di Cassino e la moglie in quello romano di Rebibbia. I due, difesi dall’avvocato Gianni Bove, giovedì sono comparsi per l’interrogatorio di convalida davanti il Gip del Tribunale Claudio Marcopido. A fronte della richiesta della Procura che sollecitava la conferma della misura restrittiva in carcere per entrambi, al termine di una lunga camera di consiglio è stata disposta, su richiesta dell’avvocato Bove, l’immediata scarcerazione della coppia con l’applicazione di due misure più lievi del carcere: i domiciliari per l’uomo e l’obbligo o di presentazione alla polizia giudiziaria da parte della donna.