LATINA – Dopo tre anni alla guida del Comando provinciale dei Carabinieri di Latina, il colonnello Christian Angelillo lascia il territorio pontino. Al suo posto è atteso il colonnello Luca Palmieri, attuale comandante del Gruppo Carabinieri di Roma. Un avvicendamento che segna una nuova fase per l’Arma in una provincia da anni al centro dell’attenzione per la presenza di fenomeni di criminalità organizzata.
Il cambio della guardia al vertice dei Carabinieri di Latina si inserisce in un più ampio movimento di ufficiali e incarichi strategici all’interno dell’Arma. Christian Angelillo, insediatosi nel settembre 2023, lascia infatti il comando provinciale per assumere un incarico di particolare rilievo: sarà alla guida del Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Roma.
Un passaggio che lo stesso Angelillo, nel corso dell’incontro di commiato con la stampa, ha interpretato come il riconoscimento di un modello organizzativo e operativo costruito negli anni a Latina. Un’esperienza che il colonnello ha definito intensa, formativa e, sotto il profilo umano, «fantastica e totalizzante».
Quando Angelillo arrivò a Latina, nel settembre 2023, proveniva da un’esperienza particolarmente significativa al comando del Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli. Nei tre anni trascorsi nel capoluogo campano aveva coordinato delicate indagini sulla criminalità organizzata, lavorando in stretto raccordo con le procure del territorio.
Alle spalle aveva inoltre una lunga esperienza nel settore investigativo e dell’antimafia. Dal 2016 al 2020 aveva ricoperto l’incarico di capo della Terza Sezione dell’Ufficio Criminalità Organizzata del Comando Generale dell’Arma, occupandosi anche di cooperazione internazionale di polizia in materia di terrorismo, criminalità organizzata e reati gravi.
A Latina quella esperienza si è tradotta in una particolare attenzione al controllo del territorio e al contrasto delle organizzazioni criminali.
Nel bilancio tracciato prima della partenza, Angelillo ha sottolineato come l’attività investigativa si sia concentrata sulla presenza e sulle interazioni tra diversi gruppi criminali, attraverso un’azione definita «pervasiva e capillare». Un lavoro svolto insieme alle altre forze di polizia e alle componenti specialistiche dell’Arma.
Durante il suo mandato, particolare attenzione è stata dedicata anche ai fenomeni legati allo sfruttamento del lavoro e al caporalato, alla tutela dell’ambiente e alle diverse forme di illegalità che interessano il tessuto economico e sociale della provincia.
Un capitolo importante è stato inoltre quello della criminalità informatica. Già all’inizio del suo incarico Angelillo aveva indicato il cybercrime come una delle minacce emergenti. Nel suo bilancio finale ha ribadito la necessità di non sottovalutare il fenomeno delle truffe online, dietro le quali possono nascondersi gruppi criminali strutturati e capaci di sfruttare le fragilità delle vittime.
Il periodo di Angelillo a Latina si è sviluppato in un territorio particolarmente delicato sul fronte della criminalità organizzata.
Tra i dossier più rilevanti c’è stato quello di Aprilia, dove le indagini hanno portato alla luce fenomeni di infiltrazione mafiosa e rapporti tra esponenti della criminalità e settori della vita economica e amministrativa.
Nel luglio 2024 una vasta operazione antimafia condotta tra Latina e Aprilia portò a numerosi arresti nell’ambito di un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Il quadro investigativo contribuì a mantenere alta l’attenzione sulle infiltrazioni criminali nel territorio pontino.
La questione Aprilia è rimasta centrale anche nel 2026: a luglio la Commissione parlamentare Antimafia è tornata in provincia di Latina, affrontando, tra gli altri temi, proprio la situazione successiva allo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, il fenomeno del caporalato e le dinamiche della criminalità organizzata nel territorio. All’audizione partecipò anche Angelillo, ancora comandante provinciale.
Nel salutare Latina, Angelillo ha voluto porre l’accento soprattutto sul lavoro collettivo svolto dai militari.
«Abbiamo lavorato in modo unitario», ha ricordato durante l’incontro con i giornalisti, sottolineando la collaborazione con le istituzioni e con le diverse componenti dell’Arma.
Il suo bilancio non è stato quindi soltanto investigativo. Il colonnello ha parlato anche dei rapporti umani costruiti nel territorio e dell’esperienza vissuta insieme alla propria famiglia durante i tre anni trascorsi a Latina.
Ora per Angelillo si apre una nuova pagina professionale, ancora più strettamente legata al contrasto alla criminalità organizzata: la guida del Centro Operativo DIA di Roma.
A raccogliere il testimone sarà il colonnello Luca Palmieri, ufficiale che conosce bene il territorio laziale e, soprattutto, la realtà della Capitale.
Palmieri è comandante del Gruppo Carabinieri di Roma dal settembre 2021. E’ originario di Santa Croce di Magliano, in provincia di Campobasso.
La sua carriera nell’Arma è iniziata nel 1993. Nel corso degli anni ha ricoperto diversi incarichi operativi e di comando, costruendo un percorso caratterizzato da esperienze territoriali e da una solida formazione in ambito giuridico e strategico.
Palmieri ha frequentato la Scuola Allievi Sottufficiali dei Carabinieri di Velletri, l’Accademia Militare di Modena e la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma. Ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e quella in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna, oltre ad aver frequentato il 20° Corso dell’Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze presso il Centro Alti Studi della Difesa e conseguito un master in Studi Internazionali Strategico-Militari.
Prima dell’arrivo a Roma ha maturato una significativa esperienza sul territorio, comandando, tra gli altri incarichi, il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Misilmeri e le Compagnie Carabinieri di Tivoli e Bologna-Centro.
Dal 2021 Palmieri guida il Gruppo Carabinieri di Roma, una delle principali articolazioni operative dell’Arma nella Capitale.
Il Gruppo comprende numerose compagnie territoriali e decine di stazioni, coprendo una parte significativa del territorio romano. Al momento dell’insediamento, da esso dipendevano nove compagnie — tra cui Roma Centro, Roma Casilina, Roma Eur, Roma Montesacro, Roma Parioli, Roma San Pietro e Roma Trastevere — oltre a 59 comandi stazione.
Un incarico che ha messo Palmieri quotidianamente a confronto con una realtà estremamente articolata: dalla sicurezza urbana alla prevenzione della criminalità, dalla gestione dei grandi eventi alla collaborazione con le altre istituzioni.
Negli anni il colonnello ha rappresentato l’Arma anche in numerose iniziative pubbliche. Nel 2022, per esempio, ha ritirato per i Carabinieri il Premio Internazionale «Il Combattente» nella sezione Legalità e Sicurezza.
Più recentemente, sempre a Roma, Palmieri ha partecipato a iniziative dedicate alla sicurezza di categorie particolarmente esposte, come i farmacisti, collaborando con le istituzioni e con le rappresentanze professionali sul fronte della prevenzione e della tutela degli operatori.
Il passaggio da Roma a Latina rappresenta per Palmieri una nuova sfida professionale. Se nella Capitale il comandante ha operato all’interno di una struttura territoriale estremamente ampia e complessa, in provincia di Latina dovrà confrontarsi con caratteristiche differenti ma con problematiche altrettanto delicate.
La provincia pontina è infatti un territorio nel quale convivono grandi centri urbani, aree agricole, attività industriali, turismo, importanti infrastrutture e una presenza criminale che negli ultimi anni ha richiesto una crescente attenzione investigativa.
È soprattutto sul controllo del territorio, sulla prevenzione e sul contrasto alle infiltrazioni criminali che si concentrerà inevitabilmente l’attenzione del nuovo comandante.