Incidente mortale del motociclista di Formia Alfredo Vezzà, i risultati dell’autopsia

FORMIA – Un colpo violento che ha provocato la rottura della scatola cranica ed una serie di politraumi che non hanno dato scampo. Si è conclusa giovedì con questi risultati l’autopsia che, disposta dal sostituto Procuratore Luigi Santulli della Procura di Napoli, è stata eseguita presso l’obitorio del secondo policlinico del capoluogo campano sul cadavere del 51enne centauro di Formia Alfredo Vezzà. L’uomo era deceduto lunedì nello stesso nosocomio napoletano dopo un’agonia durata 26 giorni.

Era iniziata il 2 settembre scorso quando Vezzà, appartenente ad una famiglia che ha gestito a Formia un storico ristorante sulla strada Litoranea ed un’attività commerciale in via Vitruvio , era stato vittima di incidente stradale mentre, indossando regolarmente il casco di protezione, percorreva in sella al suo scooter in direzione nord l’Autostrada Napoli-Pompei-Salerno per fare ritorno a Formia attraverso la tangenziale di Napoli e, successivamente,la strada Statale Domiziana.

Quanto è avvenuto lo stanno accertando gli agenti della Polizia stradale di Angri ma è ormai certo che Vezzà, a poche centinaia di metri dallo svincolo dell’A3 in direzione tangenziale, sia stato tamponato da un camion di una ditta di trasporti di Salerno alla cui guida c’era un ucraino di 32 anni, ora indagato a piede libero per omicidio colposo.

Se la Procura partenopea vuole vederci chiaro nominando il medico legale Gaetano Di Donna e l’anatomapatologo Oscar Nappi, anche la famiglia della vittima, attraverso l’avvocato Luca Scipione, ha nominato un perito di parte, il dottor Maurizio Lionello. Giovedì hanno eseguito l’autopsia i cui risultati saranno resi noti non prima di 60 giorni.