Terracina / Dissequestrato lo stabilimento balneare “Il Sombrero”: il Riesame annulla il provvedimento

TERRACINA – Un mese. Tanto è durato il sequestro operato il 25 settembre scorso da parte della Guardia Costiera di Terracina che, su disposizione del Procuratore capo Gregorio Capasso e del sostituto Procuratore Martina Taglione, aveva apposto i sigilli nei confronti dei uno degli stabilimenti balneari più noti e frequentati di Terracina, “Il Sombrero”. Ora il Riesame ha annullato il provvedimento di convalida del sequestro emesso dal Gip del Tribunale di Latina Giuseppe Cario accogliendo di fatto il ricorso presentato, per conto di “Calima” – la società proprietaria della struttura sul lungomare Circe – dagli avvocati Vincenzo Macari, Alfredo Zaza d’Aulisio e Giovanni Maiello.

La Procura di Latina aveva contestato al concessionario, un imprenditore di Terracina di 47anni, alcune violazioni del Testo Unico dell’edilizia, del codice della navigazione e della normativa in materia di autorizzazione paesaggistica. Nello specifico l’indagato era accusato di aver installato – diversi mesi prima dell’arrivo della Guardia Costiera – sull’area in concessione di circa 2500 metri quadrati alcune strutture carenti delle prescritte autorizzazioni. Nello specifico si trattava di vere e proprie migliorie per i bagnanti come un presidio di Pronto Soccorso, di sei spogliatoi e di un servizio igienico per portatori di handicap.

Per la Procura queste strutture, seppur amovibili e a carattere stagionale, necessitavano acquisizione dell’autorizzazione paesaggistica semplificata. “El Sombrero” era stato sequestrato per aver realizzato opere di difficile rimozione – un manufatto in muratura destinato a bar e servizi per 125 metri quadrati – in assenza dei pareri del Provveditorato per le opere Pubbliche per il Lazio, dell’agenzia del Demanio, dello Sportello unico per l’edilizia del comune e della Soprintendenza per i beni culturali. Il Riesame ha annullato l’ordinanza di convalida del Gip Cario secondo la quale lo stabilimento balneare di Terracina, tutto sommato, in virtù della concessione demaniale marittima rilasciata dal Comune l’11 giugno scorso aveva evitato di chiedere tutte le autorizzazioni e i nulla osta necessari per svolgere la propria attività.

La difesa ha eccepito invece l’insussistenza dei reati contestati, la legittimità delle opere e l’inesistenza di violazioni paesaggistiche ed il Riesame- per l’occasione composto dai giudici La Rosa-Mongillo-Ciccone- al termine della discussione, ha accolto il ricorso disponendo il dissequestro della struttura e la restituzione al concessionario. Il sequestro della Guardia Costiera era scattato – come si ricorderà – nell’ambito di una preventiva attività finalizzata alla verifica del possesso da parte di queste strutture balneari dei titoli demaniali stagionali rilasciati dal comune di Terracina.