Opere a difesa delle spiagge di Terracina, per il pd “non risolvono l’erosione ma la spostano”

TERRACINA – “Un intervento parziale che scarica l’erosione sulle spiagge non protette. Una scelta irresponsabile”. Il Partito Democratico di Terracina critica la scelta dell’amministrazione comunale di procedere con un intervento “parziale e sbagliato” per difendere la costa tra Foce Sisto e Badino, finanziando con un milione e 200mila euro “solo una parte del progetto complessivo: due nuovi pennelli a mare e la modifica di un terzo già esistente, lasciando scoperti ampi tratti di spiaggia.” Per il segretario e consigliere comunale del Pd Pierpaolo Chiumera “è un fatto tecnico incontestabile”. E lo motiva pure: i pennelli a mare, se realizzati in modo incompleto, “non risolvono l’erosione ma la spostano. Trattengono la sabbia in un punto e scaricano il problema sulle spiagge non protette, che subiscono un’accelerazione dell’erosione e l’arretramento della linea di costa.” Il Pd chiede chiarimenti su un altro aspetto di questa scelta dell’amministrazione Giannetti che definisce “ancora più grave e incomprensibile”. La Regione Lazio ha già chiesto la revisione del progetto di difesa costiera del Comune di Latina, che prevedeva anch’esso l’utilizzo dei pennelli a mare. Lo stop è arrivato per motivazioni precise, messe nero su bianco: “criticità legate agli effetti sottoflutto”, “rischio di aggravamento dell’erosione nei tratti limitrofi”, “necessità di una valutazione più approfondita degli impatti ambientali e della sostenibilità complessiva dell’intervento”.
“Di fronte a queste motivazioni, riconosciute dalla stessa Regione, è “del tutto inspiegabile che a Terracina – aggiunge Chiumera – si scelga di andare avanti senza alcuna revisione, riproponendo lo stesso schema già contestato altrove. Siamo di fronte a una doppia incoerenza: la Regione chiede approfondimenti e prudenza su Latina mentre il Comune di Terracina procede invece con un intervento parziale, senza garanzie di completamento e senza valutare alternative meno impattanti. Questa non è programmazione. È ostinazione politica”
Pierpaolo Chiumera ha un’idea ben precisa: “Difendere la costa non significa aprire cantieri “a pezzi” e sperare che i danni si fermino dove conviene. Significa assumersi la responsabilità delle conseguenze. E qui le conseguenze sono già scritte: nuova erosione sulle spiagge escluse dai pennelli e nuovi costi pubblici per rimediare a errori annunciati”. La richiesta dei Dem si articola in tre punti: lo stop immediato dell’intervento parziale; una revisione complessiva del progetto, come già avvenuto per Latina; il coinvolgimento della Regione, di competenze scientifiche indipendenti e delle comunità locali; la valutazione seria di soluzioni alternative e più sostenibili. “La costa non è un laboratorio di esperimenti – termina Chiumera – E Terracina non può permettersi di ripetere errori che altrove sono già stati riconosciuti come tali.