ANAGNI – Niente udienza preliminare perché il quadro probatorio è sufficiente per farne a meno. Avrà pensato questo il Gip del Tribunale di Frosinone Antonello Bracaglia Morante disponendo il giudizio immediato per una coppia di Anagni, Roberto M. e Anastasia T, di 46 e 19 anni. I due dovranno comparire davanti il Giudice monocratico, dottor Ruscito, il 15 ottobre prossimo dovendosi difendere dalla grave accusa di estorsione in concorso per i quali si trovano ai domiciliari dalla serata dell’11 giugno scorso. I due imputati – secondo l’impianto accusatorio ricostruito dal Pm che ha chiesto ed ottenuto il giudizio immediato, il sostituto Procuratore Beatrice Neroni – erano venuti in possesso di un telefonino iPhone smarrito dal figlio di una donna di Piglio, di 54 anni. Roberto M. e Anastasia T, dopo aver capito la proprietà dell’apparecchio, avevano cominciato a contattare e a inviare messaggi alla donna esplicitando la loro richiesta di danaro: 150 euro. In più, soprattutto Roberto M. aveva falsamente dichiarato alla donna di Piglio come l’iPhone del figlio si trovasse nella disponibilità di un soggetto di nazionalità albanese al quale lo stesso 46enne di Frosinone avrebbe dovuto corrispondere una somma di danaro per ottenerne la restituzione. Ne seguì una trattativa con sms e messaggi whattsapp attraverso i quali la coppia di Anagni diede appuntamento alla donna di Piglio in un orario notturno, in un luogo isolato e scarsamente illuminato. I due pretesero la somma pattuita ma non mostrarono il telefonino quando Roberto M., decisamente nervoso, minacciò urlando che se non avesse avuto i soldi avrebbe gettato l’apparecchio in un vicino corso d’acqua mentre Anastasia T., presenziando all’incontro, “contribuiva alla pressione intimidatoria esercitata sulla persona offesa, pienamente consapevole dell’origine illecita della richiesta e della finalità estorsiva”. I due indagati, difesi dagli avvocati Antonio Ceccani e Mario Felli, decideranno ora se affrontare un rito alternativo come il giudizio immediato.