LATINA – Era di nazionalità polacca e da anni risiedeva a Latina l’operaio di 54 anni che ha perso la vita martedì mattina a causa del gran caldo nel luogo in cui stava regolarmente lavorando. La tragedia, la seconda in appena 24 ore, si è consumata in un parco fotovoltaico in fase di realizzazione nelle campagne di Borgo Santa Maria. Quanto è avvenuto nel cantiere aperto in via Macchia Grande lo vuole capire la Procura della Repubblica sulla scorta delle indagini avviate dagli agenti della Squadra Mobile della Questura del capoluogo. L’operaio, che aveva iniziato a lavorare alle cinque del mattino, ha accusato un malore poco dopo le 9.30 mentre stava realizzando un basamento di cemento armato su cui sarebbe dovuto essere fissato un pannello fotovoltaico.
A far scattare l’allarme sono stati i colleghi di lavoro del 54enne ma è stato tutto drammaticamente inutile. L’uomo non respirava già più quando è sopraggiunta sul posto un’ambulanza del 118, al cui personale sanitario non è rimasto altro che diagnosticarne il decesso. L’area, su disposizione della Procura, è stata posta sotto sequestro così come il cadavere dello sfortunato operaio è stato trasferito nell’obitorio del cimitero di Latina per essere sottoposto ad autopsia. Si tratta di un esame tecnico irripetibile importante per accertare ufficialmente la causa del decesso avvenuto – va sottolineato – mezzora prima del termine fissato dalla Regione che ha inibito, a causa del caldo torrido di questi giorni, qualsiasi attività lavorativa nella fascia oraria 10-16. Un fatto è purtroppo certo: questa di martedì è una tragedia fotocopia a quella consumata lunedì in un cantiere edile di via Paganini, nel quartiere Q4 Nuova Latina, dove il gran caldo aveva “ucciso” un altro operaio edile, di 65 anni, e sempre di nazionalità polacca.
Non si è fatta attendere la durissima presa di posizione della Cgil di Frosinone e Latina che, attraverso un’iniziativa del settore edili ha organizzato tempestivamente un sit in venerdì mattina nei pressi della Prefettura del capuologo pontina per denunciare una situazione che sembra essere sfuggita di mano sulla gestione dei cantieri e “perché quello che chiedono i lavoratori dell’edilizia riguarda la dignità di tutti”. “Non riusciamo più a tenere il conto delle vite che il lavoro si porta via in questo territorio, e ogni volta le parole di circostanza non bastano più – ha osservato Giuseppe Massafra, Segretario Generale della Cgil di Latina e Frosinone – Continuiamo a sfinire i lavoratori senza pietà, anche quando il caldo cocente rende evidente a chiunque che a certi orari e a certe temperature non si può e non si deve lavorare. Due lavoratori morti in un giorno non sono una fatalità: sono la fotografia di un modello produttivo che continua a considerare la sicurezza un costo da comprimere, non un diritto da garantire. Alle famiglie delle vittime va il cordoglio di tutta la nostra organizzazione, ai colleghi che hanno assistito a queste tragedie la nostra vicinanza più sincera”. Il segretario generale di Latina e Frosinone della Cgil chiede il potenziamento dei controlli per il rispetto dell’ordinanza della Regione anti-caldo (“Il provvedimento esiste ma da solo non basta: servono controlli seri, sistematici e diffusi, perché venga rispettata da tutte le imprese, senza eccezioni. Le regole ci sono: quello che manca è chi le fa osservare davvero”) e l’attivazione dell’istituito del tavolo istituzionale “Salute e Sicurezza”: “Non possiamo permetterci che un impegno preso in Prefettura resti lettera morta. Chiediamo che quel tavolo venga riaperto subito – ha concluso Massafra – con la partecipazione di tutte le parti, perché sulla sicurezza dei lavoratori non ci sono rinvii che tengano”.