Commissione Antimafia a Latina, l’associazione Caponnetto chiede trasparenza

LATINA – L’associazione antimafia Caponnetto chiede chiarezza sugli esiti della missione della commissione parlamentare antimafia a Latina, a cui non avrebbe partecipato la presidente della commissione Chiara Colosimo. “La recente missione della Commissione Parlamentare Antimafia a Latina, svoltasi lo scorso 21 luglio 2026, anziché rappresentare un momento di chiara assunzione di responsabilità istituzionale e di trasparenza verso i cittadini, ha lasciato spazio a profondi interrogativi e forti perplessità, spingendo la nostra Associazione a denunciare pubblicamente il metodo e il merito di una visita che appare, sotto molti aspetti, deludente e incompleta.

Un primo elemento di gravità politica e istituzionale risiede nella mancata partecipazione della presidente della Commissione, l’onorevole Chiara Colosimo. La sua assenza, in un territorio fortemente provato da dinamiche criminali complesse, trasmette un segnale di distacco istituzionale che non può passare inosservato. A ciò si aggiunge una preoccupante opacità procedurale, determinata dalla mancata indicazione dei nomi dei parlamentari presenti e della composizione della delegazione, compromettendo così quel principio di trasparenza che dovrebbe guidare ogni atto di un organo parlamentare d’inchiesta.

A rendere il quadro ancora più fosco sono le pesanti omissioni tematiche registrate durante i lavori. Su tutte, il totale silenzio sulla complessa e controversa situazione di Sperlonga, che si protrae ormai da decenni ed è caratterizzata da vicende giudiziarie articolate, tra pregresse archiviazioni della Procura e recenti condanne, nonché da questioni cruciali come i concorsi a scacchiera e l’attivazione di commissioni d’accesso. Eppure, nel corso degli anni, la nostra Associazione e altre realtà hanno avanzato molteplici richieste, formali e informali, ai sensi degli articoli 142 e 143 del TUEL, finalizzate alla rimozione o alla sospensione degli amministratori e allo svolgimento di verifiche approfondite sulle infiltrazioni e sui condizionamenti di tipo mafioso. Richieste che continuano a essere colpevolmente ignorate.

A ciò si aggiunge il mancato riferimento alle residenze fittizie e alle ulteriori criticità locali di Sperlonga. La mappa delle omissioni istituzionali, inoltre, si estende ben oltre, facendo scomparire dal dibattito parlamentare altri comuni della provincia pontina gravati da pesanti zone d’ombra, come Sabaudia e Terracina. Salendo poi da Sperlonga ad Aprilia, investita nei mesi scorsi da profondi scossoni amministrativi e istituzionali, continua a destare sconcerto la permanenza in servizio di un dirigente comunale coinvolto in indagini giudiziarie di rilievo che, pur in attesa dei successivi gradi di giudizio, risulta tuttora saldamente al proprio posto all’interno dell’amministrazione.

In questo contesto non è dato sapere quali azioni concrete siano state messe in campo per tutelare e favorire le denunce dei cittadini, in un tessuto sociale ed economico profondamente provato. Né risultano avviate le formali procedure di incandidabilità previste dalla legge, troppo spesso sostituite da logiche burocratiche e concorsuali opache.

Per tutte queste ragioni, l’Associazione contro le illegalità e le mafie Antonino Caponnetto O.d.v. ribadisce che la lotta alle mafie non si realizza con visite di cortesia o passerelle istituzionali prive di riscontri concreti, ma richiede chiarezza, trasparenza, rigore amministrativo e il coraggio di affrontare i nodi irrisolti della provincia di Latina, da Sperlonga e Sabaudia fino a Terracina e Aprilia.

L’Associazione conferma che continuerà a monitorare con attenzione ogni evoluzione giudiziaria e amministrativa, a tutela della legalità costituzionale e dei cittadini onesti”.