MINTURNO – Il caso, preso in prestito, riguarda una lottizzazione edilizia a Marina di Minturno. Il comune sta rispettando lo stato di attuazione delle convenzioni urbanistiche vigenti e verifica gli obblighi assunti dai soggetti convenzionati? Questo intrigante interrogativo il consiliare della lista “Insieme per Minturno” l’avvocato Mino Bembo l’ha rivolto in un’interrogazione al sindaco Gerardo Stefanelli specificando subito come nell’ambito della pianificazione e dell’attuazione urbanistica del territorio comunale possono essere stipulate convenzioni urbanistiche con soggetti privati, finalizzate a disciplinare l’attuazione di interventi edilizi e urbanistici e i relativi obblighi nei confronti dell’Amministrazione comunale.
Queste convenzioni possono prevedere, tra l’altro, la realizzazione e/o cessione di opere di urbanizzazione, aree e standard urbanistici, interventi di viabilità, parcheggi, verde pubblico, servizi e ulteriori opere o prestazioni a favore della collettività. Il rispetto degli obblighi convenzionali assume però particolare rilevanza sia sotto il profilo della corretta attuazione degli strumenti urbanistici sia sotto quello della tutela dell’interesse pubblico e del patrimonio comunale e da qui la richiesta di “disporre di un quadro complessivo e aggiornato delle convenzioni urbanistiche stipulate dal Comune di Minturno; conoscere quali obblighi siano stati effettivamente adempiuti dai soggetti convenzionati e quali risultino, invece, ancora da realizzare, completare, cedere o trasferire al patrimonio comunale e verificare l’eventuale presenza di convenzioni i cui termini di validità siano scaduti o prossimi alla scadenza, nonché le eventuali conseguenze derivanti dal mancato o parziale adempimento degli obblighi assunti.

L’elenco delle richieste dell’avvocato Bembo è chilometrico. Il consigliere di “Insieme per Minturno”, ha chiesto di sapere quante siano complessivamente le convenzioni urbanistiche attualmente vigenti, quelle “ancora produttive di obblighi o effetti giuridici nei confronti del Comune di Minturno”; di fornire, per ciascuna convenzione, gli estremi dell’atto di approvazione e della successiva stipula, l’eventuale piano urbanistico o intervento edilizio di riferimento, la localizzazione dell’intervento e il soggetto o i soggetti convenzionati; “quali siano, per ciascuna convenzione, gli obblighi assunti a carico dei soggetti privati (con particolare riferimento a opere di urbanizzazione primaria e secondaria; realizzazione e cessione di strade; parcheggi pubblici; aree a verde pubblico; aree destinate a standard urbanistici; realizzazione o cessione di altre opere pubbliche; eventuali somme dovute al Comune e ulteriori obblighi previsti dalle singole convenzioni”.
Insomma il Comune di piazza Portanova è stato invitato a rendere noti “quali obblighi risultino ad oggi integralmente adempiuti, quali parzialmente adempiuti e quali ancora non adempiuti, indicando, per ciascun caso, le relative motivazioni”, “se tutte le opere di urbanizzazione previste dalle convenzioni siano state effettivamente realizzate, collaudate e, ove previsto, formalmente acquisite al patrimonio comunale”, ”per le opere già realizzate, se siano stati effettuati i necessari collaudi, verifiche tecniche e atti di presa in carico da parte dell’Amministrazione comunale”, “se risultino aree o opere che, pur essendo state previste dalle convenzioni, non siano ancora state cedute al Comune, specificando la relativa superficie, localizzazione e destinazione urbanistica”, ”se risultino garanzie fideiussorie o altre garanzie prestate a favore del Comune a tutela dell’adempimento degli obblighi convenzionali e, in tal caso, per quali importi e con quali scadenze”, “se, nei casi di mancato o parziale adempimento degli obblighi convenzionali, l’Amministrazione Stefanelli abbia proceduto ad azioni di sollecito, diffida, escussione delle garanzie, applicazione di penali o altre iniziative previste dalle singole convenzioni”, ”se esistano convenzioni i cui termini risultino scaduti, prossimi alla scadenza o oggetto di proroga, rinnovo o modifica, specificando per ciascuna le relative date e gli atti adottati”, “se siano state riscontrate situazioni nelle quali gli interventi edilizi siano stati realizzati, in tutto o in parte, mentre risultano ancora incompleti gli obblighi di urbanizzazione o di cessione previsti dalla relativa convenzione”, “quale sia il valore complessivo, allo stato attuale, delle opere e delle aree ancora da realizzare o acquisire al patrimonio comunale in forza delle convenzioni urbanistiche vigenti”, “ se l’Amministrazione disponga di un registro o banca dati aggiornata delle convenzioni urbanistiche, con indicazione dello stato di attuazione di ciascuna” e,infine, “se l’Amministrazione intenda predisporre e mettere a disposizione del Consiglio comunale una ricognizione complessiva delle convenzioni urbanistiche, evidenziando per ciascuna lo stato di attuazione,gli obblighi assolti e quelli residui”.
CONSIGLIO COMUNALE,STEFANELLI “ACCERCHIATO”
Il sindaco Gerardo Stefanelli, per quanto possa apparire paradossale, da quando è tornato nell’ovile del Partito Democratico è costretto ad affrontare e risolvere problemi di gestione delle sedute consiliari che in dieci anni non aveva mai incontrato. E tantomeno immaginato… Lunedì sera si è verificato l’imponderabile ed il centro destra, approfittando della (momentanea?) debolezza dell’avversario, ne ha approfittato per esaltarsi. Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia – partito quest’ultimo che governa il comune insieme al Pd e ha il suo maggiore esponente nel presidente del consiglio comunale, l’avvocato Massimo Signore – hanno effettuato le prime prove di ricompattamento L’occasione è stata l’approvazione di una mozione – o proposta – finalizzata a conferire l’incarico per approntare uno studio scientifico sull’ecosistema marino-costiero di Minturno “che non ha trovato il sostegno della maggioranza”.

Il sindaco Stefanelli in questa occasione stato lesto ad evitare che il gruppo consiliare del Pd si affiancasse al centro destra che, a sua volta, aveva formalizzato la richiesta “perché il Comune assumesse un ruolo attivo, senza demandare ad altri lo studio”. L’iniziativa del centro destra ricompattato serviva “almeno – tenevano a precisare il capogruppo ed il coordinatore comunale di Fdi, Pino D’Amici e Francesco La Rocca- a risvegliare qualcuno da un lungo sonno e a riportare il mare al centro dell’attenzione dell’Amministrazione”
Con una pesante considerazione politica: “In Consiglio abbiamo ascoltato continui richiami di Stefanelli – gli hanno rimproverato gli altri consiglieri di Fdi Francesco la Rocca e Barbara Sardelli, della Lega Massimo Moni e Nicolò Graziano e di Forza Italia Maria Di Girolamo ed il presidente del Consiglio Massimo Signore – alla necessità di coinvolgere altri livelli istituzionali. Singolare sentirli proprio da chi è stato Assessore provinciale all’Ambiente, Presidente della Provincia, Presidente di Acqualatina e Sindaco di Minturno da dieci anni”. Un centro destra in grande spolvero ffondava i colpi quando rinfacciava al sindaco di Minturno “un aspetto quasi paradossale”. Di aver proposto un indirizzo che “esisteva già”. Era stata approvata il 29 aprile 2025 all’unanimità una mozione sulla “Tutela del mare”. “Dopo oltre un anno, il Sindaco è tornato in Consiglio per chiedere nuovamente di essere impegnato ad agire secondo modalità analoghe a quelle sulle quali il Consiglio si era già espresso. La domanda, allora, è semplice: cosa è stato fatto in questo anno per dare seguito a quella mozione? La nostra proposta era diversa: uno studio scientifico promosso direttamente dal Comune di Minturno, per conoscere lo stato del proprio ecosistema marino-costiero e, da lì, programmare concretamente gli interventi. Ma l’indicazione del Sindaco alla sua maggioranza è stata chiara: la nostra proposta andava respinta – hanno aggiunto D’Amici e La Rocca – Avremmo preferito un percorso più strutturato e maggiormente concentrato su Minturno, ma abbiamo ritenuto che – hanno commentato i consiglieri di Fdi,Lega e Forza Italia – tra lasciare tutto fermo e provare comunque a fare qualcosa, fosse più responsabile scegliere la seconda strada. Ora ci auguriamo che quanto accaduto con la mozione del 29 aprile 2025 non si ripeta”.
La forbice tra Stefanelli ed il gruppo consiliare del Pd doveva ancora arrivare. E’ giunto quando il capogruppo Dem Matteo Marcaccio ha deciso di regolare i conti con Stefanelli per dare in pasto al centro destra minturnese il contenuto di un’interrogazione che il gruppo consiliare Dem (formato anche dall’ex assessore alla cultura Rita Alicandro) aveva presentato nei giorni successivi allo scorso….Ferragosto, all’indomani del nuovo tesseramento al Pd dell’ex sindaco di Italia Viva.
Quello che un mese fa era sembrato un chiaro corto circuito politico-istituzionale martedì notte si è palesato con tutte le sue contraddizioni elettorali. Il Pd ha fatto votare al centro destra (sempre unito) una mozione riassuntiva dell’interrogazione di agosto che, contenente ben 12 richieste di chiarimenti, riguarda il progetto di fattibilità tecnica ed economica (P.F.T.E.) del lungomare di Scauri che, denominato “Il Parco del Mare-Re-immaginare la costa: recupero sostenibile innovazione architettonica”, è stato approvato con la delibera di Giunta comunale numero132 del 7 luglio scorso. E a votarla fu anche l’assessore del Pd delle politiche ambientali del comune Piernicandro D’Acunto.
Il centro destra ha fatto sponda al “ribelle” gruppo consiliare del Pd nel momento in cui “condividono pienamente la necessità di procedere alla riqualificazione del tratto di lungomare di Scauri interessato dal progetto e della villa comunale di piazza Caio Mario” ma poi chiedono di verificare, in sintesi, se “le scelte progettuali siano supportati da adeguamenti approfondimenti tecnici, da un’istruttoria completa e da tutte le necessarie valutazioni sotto il profilo della sicurezza, della mobilità e della correttezza amministrativa”.
La considerazione di questo inedito asse Pd-centro destra è stata la seguente: Stefanelli sarà stato anche bravo ad intercettare i finanziamenti per riqualificare questo tratto di litorale di Scauri ma non può commettere due errori: il mancato rispetto del Prg approvato nel 1984 (magari presenti una variante sempre che gli uffici glielo permettano) ed il rischio di totale pedonalizzazione del litorale scaurese
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