FORMIA – Getto pericoloso di cose e deturpamento di bellezze naturali. Sono le ipotesti di reato che la Procura di Cassino ha ravvisato nei confronti della “legale rappresentante della società affidataria del servizio idrico integrato”, in ordine all’accertamento da parte dei Carabinieri Forestali di Spigno Saturnia di sversamento illecito di reflui fognari non depurati nell’alveo del torrente “Rio Fresco”, nel comune di Formia.
Questa denuncia è stata confermata dagli stessi Carabinieri che, delegati dall’autorità giudiziaria insieme alla Guardia Costiera, hanno evidenziato, nel corso di una mirata ispezione, l’esistenza di “un copioso trafilamento di acque maleodoranti, le cui esalazioni fuoriuscivano da una condotta in cemento posta sotto il “Ponte Sciarra”. Tradotto, nel Rio Fresco venivano sversamenti liquami fognari che – secondo le indagini dei Carabinieri Forestali – a distanza di poche centinaia di metri finivano nel tratto di mare antistante piazza Risorgimento, laddove sfocia uno dei corsi d’acqua che attraversano il centro urbano di Formia.
E’ facile desumere che la persona iscritta sul registro degli indagati della Procura della Repubblica di Cassino sia la presidente di Acqualatina spa, Cinzia Marzoli, un adempimento di legge che si inserisce in un filone d’indagine ben più ampio dei Carabinieri Forestali che quest’estate avevano avviato una serie di “verifiche su scarichi a mare, depuratori e impianti di sollevamento” accertando – come detto – uno sversamento illecito di reflui fognari non depurati nell’alveo del torrente “Rio Fresco”. Alle operazioni dei Carabinieri Forestali ha partecipato, su richiesta della polizia giudiziaria, anche il personale della sezione provinciale di Latina dell’Arpa Lazio, per effettuare i prelievi presso vari punti del corso d’acqua.
A seguito del rinvenimento dello scarico, i militari poi anche hanno effettuato un campionamento nel punto in cui i reflui ruscellavano dalla condotta in cemento affidandolo contestualmente ai tecnici dell’Arpa Lazio per le successive analisi chimiche e microbiologiche di laboratorio. Tramite utilizzo di “kit colorimetrici rapidi” e immissione di un tracciante (fluorescina), è stato dimostrato che i liquami nauseabondi derivavano dalla rottura del collettore fognario principale controllato dalla società che gestisce il servizio idrico integrato e, dunque, Acqualatina. I Carabinieri, rendendo noto questo significativo sviluppo giudiziario, hanno anche ammesso come i tecnici dell’ente gestore,una volta verificata la perdita, “si sono prontamente attivati per il ripristino urgente della condotta.
Quest’inchiesta era nata quasi per caso. Nel tratto sovrastante lo sversamento dei liquami fognari quest’estate la trafficata via Ferrucci era stata interessata da lavori di potenziamento della stessa condotta fognaria da parte di Acqualatina in occasione dei quali erano stati rinvenuti pericolosi residuati bellici risalenti alla primavera del 1944. Questo tratto di via Ferrucci venne chiuso al traffico veicolare ma l’odore nauseabondo di questi liquami “deviati” nel sottostante Rio Fresco non tardò a far scattare la polemica. E così che il 4 agosto scorso l’ex sindaco di Formia,l’attuale capogruppo della lista di minoranza Un’altra Città, si recò dai Carabinieri e formalizzò una denuncia contro ignoti specificando, primancora del blitz dei Carabinieri Forestali, che quel sversamento in atto,all’altezza dell’incrocio tra via Ferrucci e via del Cotto nella zona sottostante il ponte della ferrovia Roma-Napoli, aveva un carattere fognario.
Nella denuncia presentata ai Carabinieri, ripercorrendo quanto avvenne tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto 2026, la professoressa Villa evidenziò come il corso d’acqua del Rio Fresco “fosse monitorato da diverso tempo” e ribadì anche che “queste criticità” erano state segnalate al Comune attraverso una serie di Pec che, accompagnate da alcuni video,non avevano trovato alcun riscontro. L’arrivo dei Carabinieri Forestali e della Guardia Costiera ha confermato la veridicità di quanto sostenuto dalla rappresentante dell’opposizione che evidenzia comel’ufficiale apertura dell’inchiesta della Procura sia “un bel giorno. Quando ci dicevano: “tanto che denunciate a fare, tanto nessuno vi considera”…beh non sembra che sia proprio così! -ha commentato sui social l’ex sindaco di Formia – Da dicembre 2025 ad agosto 2026 la dispersione fognaria in Rio Fresco è stata continuativa e costante. Abbiamo fatto foto, video e denunce. Abbiamo chiamato tutti: Arpa, Capitaneria di Porto, Carabinieri, Acqualatina, comune di Formia, Procura, Prefettura. Li abbiamo chiamati proprio tutti. Abbiamo documentato settimana per settimana l’andamento dell’acqua, le fuoriuscite anomale, abbiamo documentato persino la puzza assurda. Siamo stati derisi, ci hanno persino detto che con le nostre pubbliche denunce “mettevamo a rischio il turismo e non volevamo bene al territorio”. Oggi è solo un piccolo tassello, purtroppo molto piccolo rispetto al danno fatto e che si continua a fare con i diversi sistemi fognari non adeguati. Ma oggi è un nu juorn buono, veramente buono! Grazie ai cittadini che non si sono arresi allo stato delle cose…”- ha concluso l’ex sindaco.