Stalking e maltrattamenti, pesante condanna per un 51enne residente a Formia

FORMIA – Mano pesante del collegio penale del Tribunale di Cassino (presidente Alessandro Iannitti) nei confronti di un pluripregiudicato di 51 anni che, originario di Maddaloni ma da anni residente a Formia, è stato condannato a quattro anni e tre mesi di reclusione per stalking e maltrattamenti in famiglia. La sentenza di condanna del Tribunale è stata leggermente inferiore rispetto alla requisitoria del rappresentante della pubblica accusa che aveva chiesto una pena a quattro anni e mezzo di carcere relativamente a diversi episodi di violenza subiti sino al 2018 dalla compagna dell’uomo, ora 50enne, e delle due figlie della coppia all’epoca poco più che bambine.

La difesa dell’uomo, rappresentata dall’avvocato Giovanni Valerio, ha ribadito l’estraneità del suo assistito rispetto ai diversi episodi di maltrattamenti denunciati dalla donna che, considerazione della gravità dei fatti oggetto di indagini della Procura, aveva deciso di abbandonare Formia e l’intero comprensorio del Golfo unitamente alle sue figlie. Ma non è finito. Negli uffici della Procura è arrivata una nuova querela della donna che nelle fasi conclusive del dibattimento sarebbe stata intimidata in aula da un altro pregiudicato che, amico dell’imputato, è conosciuto alle forze dell’ordine di Formia per essere contiguo alla famiglia Bardellino.

Gli episodi di stalking segnalati dalla vittima sarebbero avvenuti alcuni mesi prima che l’ormai ex compagno finisse in carcere per scontare una condanna diventata definitiva nel giugno 2019 a 4 anni e 8 mesi di reclusione in ordine agli episodi estorsivi contenuti in una delle più importanti operazione anti camorra, “Formia connection”, mai eseguite dal commissariato di Polizia.

Il 41enne nel giugno 2019 fu raggiunto da un ordine di esecuzione per la carcerazione emessa Sostituto Procuratore generale presso la Corte di Appello di Roma Emma D’Ortona sulla scorta – come detto – della sentenza di condanna della Corte Cassazione resa definitiva  il 31 maggio di sette anni fa.

Il 41enne si costituì presso il carcere di Cassino insieme ad altri tre pregiudicati, condannati in via definitiva per essere gli autori di una lunga scia di estorsioni, minacce e pestaggi ai danni del presidente della Cooperativa “Solidarietà Sociale” che in passato aveva svolto alcune mansioni su mandato dell’amministrazione comunale di centro.