Liste di Attesa ASL, prenotazioni visite ed esami diagnostici, dal 1° febbraio si cambia

LATINA, Liste di Attesa Asl – Il tema delle liste di attesa continua a rappresentare una delle principali criticità del Servizio Sanitario Regionale. Con la Deliberazione della Giunta regionale n. 1344 del 30 dicembre 2025, la Regione Lazio prova a intervenire in modo più strutturale, approvando nuove Indicazioni per la corretta modalità di prescrizione e la ridefinizione degli ambiti di garanzia, operative a regime dal 1° febbraio 2026.

L’intervento non introduce nuove prestazioni né maggiori risorse economiche, ma punta a riorganizzare il sistema a monte, intervenendo su prescrizioni, priorità cliniche, ambiti territoriali e gestione delle agende di prenotazione.

Il contesto: dalle misure nazionali alle criticità regionali

Il provvedimento regionale si colloca nel quadro delle politiche nazionali per il contenimento dei tempi di attesa, richiamando il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2019–2021, i piani regionali attuativi e le più recenti misure urgenti introdotte dal Decreto-Legge n. 73/2024, convertito dalla legge n. 107/2024.

La Regione individua tra le cause strutturali delle lunghe attese non soltanto la pressione della domanda, ma anche una gestione non omogenea delle prescrizioni, una frammentazione territoriale dell’offerta e una configurazione delle agende di prenotazione non sempre coerente con i bisogni clinici reali.

Prescrizione medica: più precisione e responsabilità clinica

Il cuore del provvedimento riguarda l’appropriatezza prescrittiva. La prescrizione viene definita come il primo atto del percorso clinico-assistenziale del paziente e non come un semplice requisito amministrativo.

Le indicazioni regionali rafforzano:

  • la necessità di una prescrizione puntuale e completa per il primo accesso;
  • la distinzione netta tra primo accesso e controlli successivi;
  • l’assegnazione corretta della classe di priorità, elemento centrale per il rispetto dei tempi clinicamente appropriati.

L’appropriatezza è intesa come coerenza tra indicazione clinica e tempistica di erogazione, evitando sia ritardi potenzialmente dannosi sia anticipazioni improprie che sottraggono spazio ad altri pazienti.

Ambiti di garanzia: superare i confini rigidi delle ASL

Uno degli elementi più innovativi del provvedimento è la ridefinizione degli ambiti di garanzia, ovvero delle aree territoriali entro cui deve essere assicurata l’erogazione della prestazione.

Il Centro (ASL Roma 1, Roma 2 e Roma 3) diventa l’ambito di riferimento per:

  • Nord Ovest (Viterbo, Roma 4),
  • Nord Est (Rieti),
  • Sud Est (Frosinone, Roma 5),
  • Sud Ovest (Latina, Roma 6).

Questa impostazione mira a ridurre l’impatto dei vincoli territoriali sulle liste di attesa, ampliando il bacino di offerta disponibile per il cittadino quando la prestazione non è disponibile nella propria ASL.

L’analisi della tempistica: prima e dopo il provvedimento

Prima dell’intervento regionale, la tempistica di accesso alle prestazioni era fortemente influenzata da rigidità territoriali, prescrizioni disomogenee e da una visibilità incompleta delle agende di prenotazione. Il tempo di attesa risultava spesso legato più alla ASL di residenza che alla reale disponibilità regionale della prestazione.

Con l’entrata in vigore delle nuove indicazioni dal 1° febbraio 2026, la Regione tenta di incidere sulla tempistica in modo strutturale, rendendo l’attesa più coerente con la priorità clinica, meno frammentata territorialmente e più trasparente sul piano organizzativo.

L’obiettivo non è una riduzione automatica dei tempi, ma una loro governance più razionale, che renda prevedibile e giustificabile l’attesa in relazione al bisogno di salute.

Liste di attesa nel Lazio: prima e dopo il 1° febbraio 2026

PRIMA

  • Ambito di garanzia spesso coincidente con la singola ASL
  • Limitata possibilità di indirizzare il paziente fuori territorio
  • Prescrizioni non sempre uniformi o dettagliate
  • Uso disomogeneo delle classi di priorità
  • Agende di prenotazione non sempre pienamente visibili nel ReCUP
  • Tempi di attesa variabili e difficilmente prevedibili

DOPO

  • Ambiti di garanzia ampliati con riferimento al “Centro” regionale
  • Maggiore mobilità del paziente tra ASL diverse
  • Prescrizioni più puntuali e responsabilizzanti
  • Priorità cliniche meglio distribuite
  • Integrazione rafforzata delle agende nel sistema ReCUP
  • Tempi di attesa più coerenti con l’urgenza clinica e meno dipendenti dalla residenza

Tutto ciò si traduce per il paziente che accede per la prima volta alla prestazione, nei seguenti termini temporali:

Classe di priorità Validità attuale Validità proposta
Urgente (U) 180 giorni 10 giorni
Breve (B) 180 giorni 20 giorni
Differita (D) 180 giorni 40 giorni visite / 70 giorni prestazioni strumentali
Programmata (P) 180 giorni 130 giorni

La priorità U identifica le prestazioni Urgenti in cui esiste la necessità clinica che la prestazione sia erogata entro 72 h dalla prescrizione;

La priorità B identifica le prestazioni Brevi in cui esiste la necessità clinica che la prestazione sia erogata entro 10 giorni dalla prescrizione. Il paziente deve essere informato dal prescrittore della necessità di procedere con l’accesso al CUP con la massima urgenza e che la prescrizione scade a 20 giorni dalla compilazione, come da tabella precedente. Il paziente, qualora non sia disponibile nell’ambito di garanzia una prenotazione entro 10 giorni dalla data di contatto con il sistema di prenotazione, ha diritto ad un pass di garanzia che viene erogato dalla Asl di assistenza.

La priorità D identifica prestazioni Differibili in cui esiste la necessità clinica che la prestazione sia erogata entro 30 giorni (visite mediche) o entro 60 giorni (esami strumentali). Il paziente deve essere informato dal prescrittore della necessità di procedere celermente con l’accesso al CUP e che la prescrizione ha validità di 40 giorni per le visite mediche e di 70 per gli esami strumentali. Anche in questo caso il paziente, qualora la prestazione non sia disponibile nei tempi previsti, ha diritto a vedersi erogato dalla Asl un pass di garanzia.

La priorità P identifica le prestazioni Programmabili in cui la necessità clinica consente l’erogazione entro 120 giorni. Non sono ricomprese nella priorità P tutte le prestazioni programmate per esigenze cliniche oltre i 120 giorni che andranno prescritte in accesso successivo. Il paziente deve essere informato dal prescrittore che la prescrizione ha validità di 130 giorni dalla compilazione.

Per tutte le visite o esami specialistici che vengono erogati a seguito di un primo accesso diagnostico o terapeutico le prescrizioni e le prenotazioni dovranno essere effettuate dal medico ed al paziente non rimane che la sola regolarizzazione amministrativa.

Tra aspettative e verifica sul campo

La riforma delle liste di attesa nel Lazio si configura come un intervento di razionalizzazione organizzativa, più che di espansione dell’offerta. I suoi effetti concreti dipenderanno dalla capacità di applicare in modo uniforme le nuove regole e di monitorarne l’impatto nel tempo. Solo i primi mesi di attuazione consentiranno di valutare se il nuovo assetto riuscirà davvero a ridurre le attese evitabili e a rendere il sistema più equo e trasparente.