GAETA, Project Financing – Meglio tardi che mai. Dal tardo pomeriggio di mercoledì è on line sul sito istituzionale del comune di Gaeta il richiamo della sezione di Latina del Tar che aveva invitato a metà febbraio l’Agcm, l’Autorità di garanzia sul mercato e sulla libera concorrenza, relativamente alla discussa approvazione dei progetti di finanza per il rilascio delle concessioni demaniali ventennali per la gestione degli stabilimenti balneare, a citare anche tutte quelle strutture turistico-ricettive “in essere sul territorio comunale” a favore delle quali l’allora dirigente del settore Demanio Pietro D’Orazio ed il sindaco di Gaeta Cristian Leccese (a quale titolo poi ?) il 1 aprile 2025 avevano prorogato, ai sensi della legge 166 del 14 novembre 2024 (ex decreto legislativo del 16 settembre 2024), le concessioni demaniali marittime entro e non oltre il 20 settembre 2027. I giudici amministrativi della seconda sezione di Latina del Tar del Lazio (presidente Ines Simona Immacolata Pisano, giudice estensore Rosaria Natalia Fausta Imbesi) con un’ordinanza avevano sintetizzato quanto deciso nell’udienza del 19 dicembre e pubblicata soltanto il lunedì 16 febbraio scorso. Il Tar, di fatto, aveva invitato l’Agcm, concedendole un termine massimo di 10 giorni, ad impugnare le concessioni demaniali rinnovate dal comune alla fine del 2024 dopo che erano state prorogate di un anno rispetto all’originaria scadenza del 31 dicembre 2023. Il primo grado della magistratura è stato chiaro nei confronti dell’Agcm quando scriveva che, impugnando soltanto i progetti di finanza approvati a più riprese dal consiglio comunale, creerebbe, di fatto, “un vantaggio ai titolari delle concessioni attualmente efficaci sul territorio comunale”. Quella del 19 dicembre era stata un’udienza transitoria e lo aveva ammesso lo stesso Tar quando sostiene che, di fronte al ricorso dell’Agcm (presentato e discusso dagli avvocati Gabriele Maria Politi, Enrico Labella e Claudio Guardina) – il comune si è difeso non la generosa avvocatura interna ma con i legali Francesco Cardarelli. Filippo Lattanzi e Diego Campugiani) – “il contradditorio non è integro”. Lo stesso Tar aveva fornito alcune “istruzioni per l’uso” ai legali dell’Agcm: non serve, visti i tempi contingentati, notificare “ad personam” le citazioni a tutti gli altri soggetti titolari dei concessioni demaniali marittime a scopo ricreativo e sportivo, L’integrazione del contradditorio, alla luce del “numero elevato di contenziosi in essere”, può avvenire semplicemente attraverso la pubblicazione del sito internet del comune di Gaeta – cosa avvenuta solo il 3 marzo – con cui far conoscere la discussa proroga del dirigente Serapo e del sindaco-dirigente Leccese del 1 aprile 2025 e, naturalmente, i motivi aggiunti presentati dal battagliero collegio difensivo dell’Agcm.
Il contenuto dell’ordinanza del presidente Pisano era stata notificata alla direzione generale dello sviluppo economico, attività produttive e area blue economy della Regione e alla stessa Anci. Un’azione informativa che – secondo le minoranze di centro sinistra – non depone per l’immagine e la credibilità amministrativa del comune di Gaeta che ha avuto bocciati quattro progetti di finanza. Il clou è previsto, però, nell’udienza camerale del 26 marzo prossimo quanto l’Authority chiederà al Tar l’annullamento di tutti gli attivi amministrative, le delibere di Giunta e di consiglio comunale riguardanti l’osteggiata scelta dei project financing che secondo il sindaco Leccese avrebbe fatto “giurisprudenza”. Che il comune di Gaeta sia nel mirino dell’Agcm lo si è capito, infine, da una pesantissima circolate che il presidente Roberto Rustichelli il 5 febbraio scorso aveva inviato, tra gli altri, al Ministro Roberto Calderoli in qualità di Presidente della Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano e al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi nella veste di presidente nazionale dell’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni italiani. Rustichelli definiva la sua una “segnalazione” non mancando di evidenziare una serie di “criticità concorrenziali in materia di concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali per l’esercizio delle attività turistico-ricreative e sportive”. E il monito è quello di sempre: “l’Autorità ribadisce l’importanza del ricorso a modalità di assegnazione competitive delle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali per l’esercizio delle attività turistico-ricreative e sportive, evitando ulteriori proroghe e rinnovi automatici, e a tal fine auspica che i rilievi sopra svolti siano tenuti in debita considerazione”. Nella selezione di Rustichelli l’operato del comune di Gaeta è severamente censurato a pagine 11: “Con i propri interventi, innanzitutto, l’Autorità ha rilevato dubbi in merito alla possibilità di utilizzare lo strumento del project financing per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime, anche tenuto conto dell’importante vantaggio competitivo riconosciuto in favore del soggetto promotore, ossia il diritto di prelazione”. E Gaeta voleva diventare la capitale italiana del mare…