“Se riescono ad aprirlo, auguro ai ladri di farsi una cultura”. Il direttore del “Fatto Quotidiano” Marco Travaglio ha commentato con un tono ironico che gli è proprio quanto gli è capitato venerdì durante lo spettacolo, “Cornuti e contenti”, che ha fatto registrato il tutto esaurito presso il teatro comunale di Latina: “Sono entrati nel camerino, hanno preso il mio computer e quello della mia segretaria. Il teatro non ha telecamere, non hanno vigilanza, quindi al momento non abbiamo idea di chi possa essersi infilato lì per rubarli”. Questi particolari Travaglio li ha raccontati alla Polizia della Questura di Latina che sta indagando sull’episodio. Il giornalista si è soffermato su un particolare: “Curiosamente non hanno preso il portafogli – ha dichiarato – Però hanno portato via il borsellino dove c’era qualche centesimoi, un tagliaunghie e un po’ di documenti”. Mancante all’appello anche “un cardigan di cachemire”, ha ricostruitoTravaglio. Non è dunque chiaro se si sia trattato di un gesto mirato o semplicemente di un colpo molto maldestro. “Cosa volevano scoprire? Intanto dovrebbero scoprire la password del pc, che dopo tre tentativi si impalla – dice Travaglio con ironia- E comunque abbiamo già bloccato tutto”. Certo è che se i ladri pensavano di scoprire qualche ‘segreto’ del direttore del ‘Fatto’, cascano male: “Se cercavano dei segreti non troveranno nulla, io nel mio pc non ho nulla, ho solo i miei pezzi e un po’ di roba di archivio mia, tutta roba già edita e nulla di segreto – ha spiegato – Se sono riusciti ad entrare, ma non so nemmeno quello, possono farsi una cultura, glielo auguro”, ironizza Travaglio. Che sottolinea che “la sindaca di Latina Matilde Celentano mi ha scritto per rammaricarsi e scusarsi. E’ un mistero – conclude il giornalista- Vediamo se le indagini portano a qualcosa”. Intanto la direzione del Teatro Comunale “Gabriele D’Annunzio” ha espresso “piena solidarietà” a Marco Travaglio, alla sua produzione e allo staff, ospiti del teatro nell’ambito della programmazione culturale in corso. “La presenza di Marco Travaglio è stata fortemente voluta e inserita nella stagione teatrale “Liberi di scegliere”, rassegna che interpreta il senso più profondo del teatro pubblico: essere luogo di esercizio della libertà culturale, spazio di ascolto e di confronto, ambiente nel quale il pensiero critico, l’informazione e la pluralità delle idee possano trovare espressione nel rispetto della legalità, delle istituzioni e dei principi democratici” Il “D’Annunzio” ribadisce di svolgere “una funzione che va oltre la rappresentazione artistica: è presidio civile e culturale, parte integrante dell’azione pubblica dell’Ente, chiamato a garantire apertura, sicurezza, rispetto e tutela a chi lo attraversa, vi lavora o vi prende parte come ospite o come cittadino”. L’episodio occorso a Travaglio rappresenta per la direzione “un motivo di profondo rammarico, anche perché si tratta di un fatto del tutto inedito nella storia del Teatro Comunale “Gabriele D’Annunzio”, che da sempre opera, insieme all’Amministrazione, come spazio accogliente, ordinato e rispettoso, fondato su regole chiare e su un rapporto di fiducia con la comunità” Sin dai primi momenti, la Direzione del Teatro e l’Amministrazione – hanno fatto sapere – hanno agito “secondo criteri di correttezza istituzionale e responsabilità, procedendo alle necessarie segnalazioni e assicurando piena collaborazione alle autorità competenti, nella consapevolezza che la tutela delle persone e degli spazi pubblici costituisce un dovere primario dell’azione amministrativa”. La direzione ha ribadito, inoltre, “che quanto accaduto non è in alcun modo riconducibile ai contenuti dell’iniziativa, alla natura del confronto culturale o ai valori che ispirano la programmazione del Teatro, ma costituisce un episodio isolato, attualmente oggetto di accertamenti da parte delle autorità preposte”. Il Teatro Comunale “Gabriele D’Annunzio”, “in piena coerenza con il ruolo pubblico dell’Amministrazione comunale di cui è parte, continuerà a operare con rigore e responsabilità quale luogo di cultura, dialogo e responsabilità civile, nel quale la libertà di espressione trova spazio e tutela all’interno delle regole, nel rispetto delle istituzioni e a garanzia della comunità”.