GAETA, Piazzale stazione – Non saranno brevi i tempi perché la proposta di iniziativa popolare, sottoscritta da oltre mille cittadini (cinque volte di più rispetto a quanto previsto dall’articolo 12 dello Statuto del comune di Gaeta) per il ritorno del piazzale dell’ex stazione ferroviaria torni nel patrimonio immobiliare dell’ente. E’ rimasto deluso chi pensava che la proposta promossa dal comitato presieduto dal professor Damiano Di Ciaccio finisse nell’ordine del giorno del primo consiglio comunale utile. La conferenza dei capigruppo è tornata a riunisti giovedì mattina, coordinata dal presidente d’aula Gennaro Dies, ha fissato la prossima seduta consiliare per il 23 febbraio e al massimo gli argomenti saranno due: la surroga del consigliere comunale Massimo Magliozzi (diventato nel frattempo neo assessore) con il primo dei non eletti della lista in cui era stato candidato alle amministrative del giugno 2022, l’assessore uscente ai Lavori Pubblici Luigi Gaetani e lo svolgimento della discussione di alcune interrogazioni e interpellanze presentate dal gruppo di opposizione del Partito Democratico. La querelle del ritorno del piazzale dell’ex stazione merita un nuovo incontro con il presidente Di Ciaccio ed una delegazione del comitato che ha presentato la proposta di iniziativa – ha fatto sapere il presidente d’aula Dies che non ha voluto specificare le motivazioni, siano esse tecniche o amministrative. Probabilmente sono emerse dalla riunione di maggioranza di lunedì sera in cui non era stato invitato il consigliere Raffaele Matarazzo, quello del violento alterco verbale con il sindaco Cristian Leccese e mandato in diretta dallo stesso servizio streaming del comune durante la votazione di adozione del Pua, il piano di utilizzo degli arenili. Giovedì mattina alla conferenza dei capigruppo era presente il consigliere “ribelle” Matarazzo ma non il primo cittadino. Quest’ultimo ha deciso volutamente di evitare questo primo contatto con Matarazzo dopo il velenoso faccia a faccia dell’altra settimana in pieno consiglio comunale?
Un fatto politicamente interessante è avvenuto: la consigliera del Pd Sabina Mitrano, senza batter ciglio, ha votato insieme agli altri capigruppo della maggioranza decidendo una seconda nuova convocazione (non prevista dall’articolo 12 dello Statuto comunale) della delegazione del comitato proponente per martedì 17 febbraio, alle ore 10, presso il palazzo Municipale di Gaeta. Di certo il comportamento politico della professoressa Mitrano qualche motivo di imbarazzo e di irritazione l’ha creato tra il capogruppo Dem Emiliano Scinicariello ed il consigliere Franco De Angelis che non hanno potuto partecipare alla conferenza dei capigruppo. Prendendo atto della decisione della conferenza di riconvocare i cittadini per il 17 febbraio, il presidente del comitato dell’Atratina Di Ciaccio l’ha commentata in questi termini: “Noi quello che dovevano dire l’abbiamo riferito al presidente Dies nell’incontro del 2 febbraio. La proposta di deliberazione è stata dichiarata ammissibile dalla segretaria comunale e non vediamo alcuna ragione per questa nuova convocazione. Andremo naturalmente quando saremo convocati ma questa proposta di delibera non può essere oggetto di baratto. Oltre mille cittadini l’hanno sottoscritta così come l’abbiamo presentata e la maggioranza deve assumersi la responsabilità se accoglierla o respingerla. Non ci sono altre soluzioni di sorta. Naturalmente saremo attenti – ha concluso il presidente Di Ciaccio – a respingere eventuali escamotage perché la proposta di delibera, presentata ai sensi dell’articolo 12 dello Statuto e dell’articolo 8 del Tuel, è chiarissima…. Noi attendiamo a questo punto una seduta costruttiva e una favorevole decisione da parte dell’intero consiglio comunale per il ripristino dell’uso pubblico del piazzale da parte della intera cittadinanza che ne è stata ingiustamente privata”.
Questa proposta di delibera di iniziativa popolare, in teoria, potrebbe trovare una corsia privilegiata dopo quanto avvenuto giovedì 29 gennaio scorso davanti il Tribunale di Cassino. La vendita del piazzale dell’ex stazione ferroviaria di Gaeta non è più argomento di un processo penale. L’aveva deciso il collegio penale (presidente Iannitti, a latere Gioia e Passeri) dichiarando la prescrizione per l’ultimo reato superstite rispetto a quelli evidenziati dal sostituto procuratore Chiara D’Orefice nel chiedere il processo per 13 tra amministratori, tecnici e funzionari dell’ex Consorzio Industriale del sud pontino, del Comune di Gaeta e dirigenti della società “Cavour Immobiliare”. La richiesta di concedere la prescrizione ai vertici, tecnico-amministrativi, dell’ex Consorzio Industriale del sud pontino e della “Cavour Immobiliare” era stata avanzata dalla stessa Procura di Cassino attraverso il sostituto procuratore Francesca Fresh e dal collegio difensivo formato dagli avvocati Macari, Renzi e Giannichedda. La vendita dell’area fu avviata con avviso pubblico del giugno 2019 ma senza un’adeguata pubblicità, contrariamente alle regole imposte dall’Anac, l’Autorità anti corruzione. Ci fu una sola offerta, quella (appunto) della “Cavour srl”, che acquistò per soli 409mila euro non solo le particelle inserite nel bando semisconosciuto ma anche ulteriori pezzi inseriti direttamente nell’atto di alienazione stipulato il 15 gennaio 2020. Di qui la contestazione del reato di turbativa, ora cancellato perché i tempi della giustizia non sono stati tempestivi. La prescrizione era stata applicata anche ai tecnici e ai componenti della Giunta Municipale di Gaeta che sempre nell’estate 2019 avrebbero commesso il reato di lottizzazione abusivo. A cancellare l’abuso d’ufficio ci aveva pensato la legge che l’aveva abrogato. A seguito degli accertamenti della Guardia di Finanza del gruppo di Formia la Procura di Cassino aveva chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio per 13 persone tra cui nomi della politica che tranquillamente si possono definire eccellenti.