FORMIA, Funerali di Michele Consoli – Una leggera e fastidiosa pioggia intervallata da un vento gelido e poi tante e commosse lacrime. La comunità di Penitro si è fermata giovedì pomeriggio – sono state annullate in segno di rispetto le iniziative programmate in occasione del Giovedì grasso nell’ambito del locale Carnevale – in occasione dei funerali di Michele Consoli, il barman di 38 anni di Formia che ha perso la vita domenica pomeriggio a Pettorello del Molise, in provincia di Isernia, in seguito ad un drammatico incidente stradale lungo la strada Statale 17 quando la sua moto, una Honda X-Adv, si scontrava contro un’auto che sopraggiungeva dalla direzione opposta. Come da previsione sono stati tantissimi i giovani a stringersi attorno all’anziana madre e alla sorella (che risiede a Cassino) di Michele per via del suo lavoro che aveva svolto in maniera impeccabile presso tre bar di Formia, “La Perla”, il Tirreno e, da qualche settimana, presso il “Leonardo” in via Emanuele Filiberto. Il compito più arduo è toccato al parroco della Chiesa del Buon pastore, don Showry Konka, che ha dovuto officiare le esequie. Ha letto nel vangelo un passo del capitolo 7 del Vangelo di Luca che racconta i funerali del figlio unico di una madre vedova sino a farlo resuscitare.
“Oggi siamo qui con il cuore ferito. La morte improvvisa del nostro giovane Michele ci lascia senza parole – ha detto nella sua successiva omelia don Showry – Un incidente, un attimo, e una vita piena di sogni, di progetti, di relazioni, ci è stata strappata troppo presto. Davanti a questo dolore non servono spiegazioni facili: il silenzio, le lacrime e la vicinanza sono spesso il linguaggio più vero. Il Vangelo che abbiamo ascoltato sembra scritto per questo momento. Anche lì c’è un giovane morto, anche lì c’è una madre nel pianto, anche lì una folla che accompagna senza parole. Una madre accompagna al sepolcro il figlio, l’unico, e con lui seppellisce anche il proprio futuro. È un dolore che conosciamo bene, perché ogni morte lascia un vuoto che nessuna parola umana può colmare. La morte di un giovane è sempre una ferita che lascia senza parole”. Il Vangelo però dice dell’altro ed il parroco di Penitro l’ha sottolineato: “Gesù è presente proprio su questa strada. Non arriva dopo, non resta lontano. ‘Vedendola, il Signore ne ebbe compassione’ Gesù vede il pianto di una madre. La compassione qui non è solo sentimento: è un movimento profondo che spinge Dio ad agire Davanti alla morte, Dio non è indifferente: Dio soffre con noi. Gesù dice alla madre: ‘Non piangere’. Non è un impedimento, ma una promessa. ma ci dona una speranza più grande: la vita di Michele non è finita nel nulla. Tutto ciò che ha vissuto — il suo sorriso, una qualità semplice: la sua bontà, la sua amicizia , il suo impegno, la sua sensibilità, l’amore che ha donato — nulla è perduto davanti a Dio. Oggi non comprendiamo tutto ma il miracolo di Nain – ha concluso don Showry nella sua toccante omelia – ci annuncia una verità grande: che l’amore è più forte della morte. la morte non ha l’ultima parola.. È il segno di ciò che Dio desidera per ogni suo figlio: non la perdita, ma la vita; non l’abbandono, ma l’incontro.”
Il feretro ha lasciato il gremitissimo piazzale antistante la chiesa del Buon Pastore con il lancio di palloncini bianchi e soprattutto con un lungo e fragoroso applauso che reso ancora più triste questo congedo”. Michele, dopo l’esperienza lavorativa presso il Caffè La Perla ( i suoi patron, Lello e Amedeo Bartolomeo hanno tenuto chiuso per lutto l’attività in occasione dei funerali), era volato alle Canarie, in Spagna, per affinare la sue capacità di preparatore di cocktail. Era stato costretto a fare rientro a Formia dopo la prematura scomparsa del padre e, dunque, per assistere la madre in considerazione del fatto che la sorella sposata vive a Cassino. Michele si era fatto voler bene durante la sua breve ma intensa esperienza lavorativa la scorsa estate presso il Caffè Vitruvio, rappresentato ai funerali da un commosso Lello Albano. Poi la decisione lo scorso ottobre di voler tornare alle Canarie per aprire un bar di proprietà, una scelta che poi lo stesso 38enne non ha mai attuato. Domenica pomeriggio la tragedia lungo la statale 14, in Molise, per la quale la Procura di Isernia vuole vederci chiaro sulla dinamica e per accertare eventualità responsabilità affidando le indagini alla Polizia Stradale di Agnone. Il barman di Formia è deceduto lungo una delle arterie più pericolose del Molise: il frontale è avvenuto a poche decine di metri dal luogo in cui si era consumata un’altra immane tragedia con la scomparsa di una giovane che aveva soltanto 20 anni.
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