CISTERNA, corruzione – Dopo Terracina e Sabaudia, ora anche Cisterna. Continua, senza soste, l’attività di monitoraggio della Procura della Repubblica di Latina nei confronti di alcuni comuni pontini in tema di svolgimento e gestione delle gare d’appalto e di incarichi. L’ultimo comune finito nel mirino dei Pm della Procura di Latina è, appunto, quello di Cisterna, alle prese con un vero e proprio terremoto giudiziario alla luce della richiesta di arresti domiciliari che il sostituto procuratore Valentina Giammaria ha chiesto per otto tra amministratori e funzionari del comune e tecnici progettisti, indagati a vario titolo soprattutto per corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio. Il primo a comparire davanti il Gip, che naturalmente si è riservata a decisione se accogliere o meno l’istanza della Procura, è stato Luca De Vincenti, dirigente all’Urbanistica e ai lavori pubblici del Comune di Cisterna che, assistito dall’avvocato Massimo Caria, ha risposto alle domande del giudice e della dottoressa Giammaria ribadendo la sua estraneità ad un episodio corruttivo con un imprenditore.
Era molto atteso l’interrogatorio preventivo dell’unico politico coinvolto in questa vicenda, il consigliere comunale e provinciale Renio Monti. Figlio del costruttore Domenico Monti – anch’egli indagati – l’esponente Dem è stato coinvolto in questa vicenda per il ruolo svolto da presidente della commissione Urbanistica del comune occupandosi della progettazione della “Variante al Programma Integrato d’ Intervento relativo alla riqualificazione dell’area comprendente gli edifici dismessi dell’ex cinema Luiselli, Consorzio Agrario e lo spazio antistante la nuova sede comunale” all’interno del Ppe “Il Centro della Città” del Comune pontino. Secondo l’accusa i Monti, padre e figlio, avrebbero chiesto una somma di danaro, 75mila euro, da David D’Ercole in qualità di legale rappresentante della 3Heads. Ci sarebbe stata la mediazione di due funzionari del comune che avrebbero fatto pressioni nei confronti di D’Ercole a rivolgersi allo studio Monti per ottenere l’approvazione di un progetto relativo alla realizzazione di una media struttura in vendita in corso della Repubblica a Cisterna. Monti senior avrebbe realizzato il progetto, il figlio presidente della commissione urbanistica del comune si sarebbe impegnato a farlo approvare in Giunta con un benefit personale di 20mila euro.
Le misure cautelari richieste dalla Procura scaturiscono da specifiche indagini svolte dal comando provinciale di Latina della Guardia di Finanza e al centro ci sarebbe la cessione di un’altra mazzetta, di 40mila circa che l’imprenditore Gabriele Califano, amministratore unico della nota società Califano Carrelli, avrebbe dato in parte in contanti e in parte come parcella all’architetto Eleonora Boccacci (al Gip ha presentato una memoria difensiva) e al dirigente del settore urbanistica del comune di Cisterna Luca De Vincenti.
In cambio il Comune di Cisterna di sarebbe messo a disposizione per accelerare l’iter della procedura per l’ampliamento della Califano Carrelli lungo la strada regionale Pontinia. Se l’imprenditore, difeso dagli avvocati Angelo Farau e Domenico Volante, si è avvalso della facoltà di non rispondere, Davide D’Ercole ha risposto a tutte le domande postegli dal Gip e dalla dottoressa Giammaria. Questa inchiesta si è abbattuta come un ciclone sul comune di Cisterna e il primo a rivelarne è stato il sindaco di Cisterna Valentino Mantini: “Ribadendo la piena fiducia nei confronti dell’operato della Magistratura, rinnovo anche la fiducia nelle persone coinvolte che confido faranno piena chiarezza rispetto alle ipotesi di reato che vengono loro contestate. Saranno altresì avviate le dovute verifiche interne per fare luce sulle eventuali responsabilità o omissioni all’interno della macchina amministrativa, così come previsto dalla normativa. Intanto l’azione di questa Amministrazione va avanti nel rispetto degli impegni assunti nei confronti della nostra comunità”. Conclusi in una sola giornata gli interrogatori preventivi spetta al Gip del Tribunale il compito di accogliere o meno le severe richieste domiciliari giunte dagli uffici giudiziari di via Ezio.