FORMIA – Il fascicolo è sulla scrivania personale del Procuratore capo di Cassino Carlo Fucci con un’ipotesi di reato ancora vigente nel nostrano Codice Penale: omissione d’ufficio. Il comune di Formia ha fatto tutto il possibile per l’attuazione, dal 2021 in poi, di uno specifico protocollo d’intesa che, sottoscritto dall’allora commissaria Prefettizia del comune Silvana Tizzano, assegnava alla sezione navale della Guardia di Finanza cinque degli otto immobili che, appartenuti sino al 2013 alla famiglia Bardellino in via Giorgio La Pira nel quartiere di Vindicio, erano stati trasferiti al comune dall’agenzia nazionale dei beni confiscati alla criminalità organizzata?
A questo interrogativo vuole rispondere con le sue indagini la Procura di Cassino, interessata a capire perché quel protocollo d’intesa siglata dal Prefetto Tizzano nel settembre 2021 (ad un mese dalle elezioni amministrative, ndr) è rimasto in un cassetto della ripartizione urbanistica del palazzo municipale. Lo è stato sino a poco più di un anno fa, sino al maggio 2025 quando cominciarono a svolgersi i primi sopralluoghi dei funzionari dell’ufficio tecnico che chiesero, vista la delicatezza della problematica, di essere scortati da Carabinieri e dalla Polizia Locale. La Procura ha acceso i suoi riflettori anche per valutare quanto deliberato la scorsa primavera dal consiglio comunale che, prendendo atto come l’immobile in cui vivevano alcuni componenti della famiglia Bardellino fosse stato realizzato nel 1973 in contrasto al Piano regolatore generale vigente del comune di Formia, approvava una sorta di sanatoria degli abusi edili nel frattempo realizzati e, dunque, dello stesso fabbricato via Giorgio La Pira.
L’immobile al momento è interessato da lavori di recupero e l’impresa che ha aperto il cantiere è stata scelta dal comune solo al termine di una laboriosa di manifestazione di interesse. Ultimati i lavori di riqualificazione, gli ex appartamenti della famiglia potranno essere assegnati – come prevedeva l’accordo di cinque anni fa – agli agenti in servizio a Gaeta della sezione operativa navale delle Fiamme Gialle? Lo spera innanzitutto il Procuratore Capo Fucci che – secondo quanto è trapelato – vuole fugare alcuni dubbi sollevati da due sedute della commissione urbanistica nell’agosto 2025 e nel febbraio scorso, un mese fa prima del voto favorevole del consiglio comunale su una sanatoria “necessaria”. Fu corretta nelle modalità e nei tempi? La Procura avrebbe chiesto al comune le carte prodotte, anche in relazione a quell’immobile che per 53 anni nessuno sapeva – o almeno – che fosse stato realizzato in maniera difforme rispetto al permesso a costruire rilasciato dalla mitologica commissione edilizia del comune di Formia. Esserne componenti per diversi decenni ha rappresentato un peso contrattuale che non poteva vantare neppure un sindaco democraticamente eletto..