Morti sul lavoro in condizioni di caldo estremo, Venerdì il presidio dei sindacati sotto la prefettura

LATINA – “I due operai morti sul lavoro a Latina, in un contesto segnato da temperature estreme, impongono una domanda che non può essere elusa: sono state applicate tutte le misure previste dall’ordinanza regionale sul piano anti caldo 2026?”. Lo chiedono in una nota congiunta Luigi Garullo, segretario generale della Uil di Latina, e Robert Freiherr Von Der Heyden Rynsch, segretario regionale Uil Lazio con delega alla salute e sicurezza sul lavoro. E’ un interrogativo che anticipa lo svolgimento del presidio unitario che, in programma venerdì mattina davanti la Prefettura di Latina, registrerà naturalmente anche la partecipazione della Uil edilizia perché “serve anche un cambio di passo sul piano istituzionale e ribadire la centralità della sicurezza nei luoghi di lavoro e per chiedere risposte concrete”.

Per Luigi Garullo e Robert Freiherr Von Der Heyden Rynsch “spetta agli inquirenti fare luce sui due tragici episodi avvenuti nel quartiere Q4 e a Borgo Santa Maria. Ma la realtà ci dice che le morti sul lavoro non possono essere archiviate come semplici fatalità: ogni tragedia impone di verificare se le misure di sicurezza siano state pienamente adottate, se le procedure siano state rispettate e se i controlli siano stati efficaci”. “La salute e la sicurezza sul lavoro devono essere un tema prioritario nella quotidianità – hanno aggiunto i due segretari – Servono investimenti continui nella prevenzione, nella formazione dei lavoratori e nei controlli. Soltanto così le regole possono tradursi in una reale protezione per lavoratrici e lavoratori. La sicurezza non può essere considerata un costo, ma un investimento indispensabile per tutelare la vita delle persone”.

A chiedere alla politica di operare “una riflessione profonda e un’azione immediata è anche l’Ugl dopo i due decessi in cui hanno perso la vita a causa del caldo eccezionale di questi giorni due operai edili di nazionalità polacca. Per l’Ugl “in attesa che le autorità competenti accertino le cause dei decessi, il contesto climatico in cui sono avvenute queste tragedie non può essere ignorato”. Come si ricorderà la Regione Lazio ha recentemente rafforzato l’ordinanza che vieta, nei giorni a rischio “alto” indicati dal sistema Worklimate, il lavoro con esposizione prolungata al sole nella fascia oraria 12.30 – 16.00, estendendo le tutele alle attività maggiormente esposte. “Esprimiamo il nostro più profondo cordoglio e la vicinanza alle famiglie dei due lavoratori, ai loro colleghi e a quanti stanno soffrendo per questo immenso dolore. Nessuna parola – hanno sottolineato Ivan Vento e Armando Valiani, rispettivamente segretario provinciale di Latina e regionale dell’Ugl – può colmare un vuoto simile, ma è dovere di tutti fare in modo che tragedie del genere non si ripetano mai più. Attendiamo con rispetto l’esito degli accertamenti della magistratura, ma è evidente che le temperature estreme e gli effetti dei cambiamenti climatici richiedano un salto di qualità netto nelle politiche di prevenzione, salute e sicurezza sul lavoro”.

Il sindacato, in considerazione dell’istituzione del tavolo di monitoraggio e coordinamento a Latina con Prefettura, Regione Lazio, Asl di Latina, Inail , Ispettorato del Lavoro, sindacati e associazioni datoriali, chiede il proseguimento del confronto tra il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, l’assessore al lavoro e le Organizzazioni Sindacali per definire strumenti di tutela sempre più efficaci; informazione capillare a imprese e lavoratori su rischi da stress termico, idratazione, riorganizzazione dei turni e normative vigenti; potenziamento delle verifiche nei periodi di allerta climatica e adozione di protocolli aziendali che mettano la sicurezza delle persone al primo posto. “Le ordinanze sono un passo fondamentale – hanno incalzato Ivan Vento e Armando Valiani – ma da sole non bastano se non sono accompagnate da una vera cultura della prevenzione e della responsabilità condivisa. La sicurezza deve essere garantita ogni giorno: ogni lavoratore ha il diritto di tornare a casa dalla propria famiglia”.

Ugl Latina e Ugl Lazio confermano la propria totale disponibilità a collaborare con istituzioni e parti sociali per costruire un modello di prevenzione permanente adatto alle sfide dei cambiamenti climatici. La vita delle persone viene prima di ogni altra cosa: sulla sicurezza non si accettano deroghe.