Maltrattamenti alla compagna, confermato l’arresto ad un 43enne di Fondi

FONDI – Il Gip del Tribunale di Latina, Laura Morselli, accogliendo l’istanza del sostituto procuratore Marco Giancristoforo, ha convalidato l’arresto e ha confermato la detenzione in carcere di Italo T., il pregiudicato di 43 anni di Fondi arrestato lunedì dai Carabinieri della locale tenenza. Le ragioni del provvedimento del Gip sono state illustrate e motivate in un’ordinanza di 12 pagine in cui al centro del deteriorato rapporto tra il 43enne e la compagna c’è stata una vera e propria contesa di un bambino nato dalla loro relazione sentimentale. Il Gip ha convalidato l’arresto di Italo T. temendo la reiterazione del reato da parte dell’uomo che, in anche presenza del figlio minore, avrebbe vessato, insultato e minacciato di morte l’ex compagna provocando alla donna e alla sua famiglia un “clima di terrore dalla quale è derivato un totale stato di soggezione psicologica”.

Se il legale del 43enne, l’avvocato Giulio Mastrobattista, ha anticipato la presentazione di un ricorso al Riesme contro l’ordinanza del Gip Morselli, il provvedimento cautelare fa leva su un episodio di lunedì che lo stesso magistrato definisce “l’ultimo anello di una catena di comportamenti offensivi, minacciosi, intrusivi e prevaricatori già rappresentati nell’immediatezza dalla persona offesa e confermati da una teste nonché dalla messaggistica acquisita”. Si è verificato che mentre l’ex compagna di ItaloT. si trovava presso la Tenenza Carabinieri di Fondi per denunciare le condotte dell’ex compagno, quest’ultimo giungeva sul posto, afferrava repentinamente il figlio minore, lo prendeva in braccio e tentava di allontanarsi con lui. I Carabinieri avevano capito come Italo T., probabilmente ubriaco e con un quadro psichico alterato, a quell’ora non poteva vedere né trattenere il bambino e lo invitavano a riaffidarlo alla madre. Seguivano una serie di frasi minatorie e irripetibili nei confronti della donna e solo il tempestivo intervento dei Carabinieri evitava che la violenza verbale degenerasse in aggressione fisica.

L’arresto in flagranza di Italo T. di fatto era stato anticipato da un’altra aggressione verbale consumata nella giornata del 23 agosto quando l’uomo al telefono aveva chiesto all’ex compagna di preparargli alle 9 del mattino “mio figlio”. La consegna del piccolo avvenne sempre con un contorno di insulti e minacce, proseguito nel pomeriggio al telefono (le chiamate sarebbero state addirittura un centinaio) anche quando il bambino si trovava con la mamma a casa. Italo T. -secondo l’ordinanza della dottoressa Morselli – avrebbe aggredito con insulti e minacce nello stesso pomeriggio del 23 agosto l’ex compagna di ritorno nella sua abitazione con un’amica, anche lei destinataria di frasi offensive e impronunciabili. Da qui la richiesta di intervento dei Carabinieri e l’arresto in flagranza del 43enne che- secondo il Gip del Tribunale di Latina – ha cominciato a creare problemi nel settembre 2024 quando fu denunciato per maltrattamenti e minacce.

Gli era stata allora applicata la misura del divieto di avvicinamento con dispositivo elettronico; avendo l’uomo violato la misura presentandosi presso un luogo frequentato dalla persona offesa, la misura era stata aggravata con gli arresti domiciliari. I due, dopo “un periodo di apparente ravvedimento”, avevano ripreso a convivere ma – secondo quanto emerge nell’ultima ordinanza della dottoressa Morselli – Italo T. ”aveva continuato a porre in essere offese e minacce, inducendo la donna a interrompere definitivamente la relazione e a mandarlo via di casa”. La reiterazione del reato è stata motivata in questi termini: “Risulta dunque documentato che, per ben due volte, l’indagato sia stato destinatario di misure cautelari per fatti analoghi commessi nei confronti della medesima persona offesa. Né la prima misura, né la successiva applicazione del divieto di avvicinamento, né il suo aggravamento negli arresti domiciliari hanno determinato un’effettiva revisione delle condotte o una stabile capacità di rispettare i confini imposti dalla cessazione della relazione”.