GAETA – C’è una prima indagata per l’incidente mortale che nella notte tra domenica e lunedì ha causato il decesso di Pierluca Pascali e Pierluca Vellotti. La conducente della Smart, A.P., classe 2005, di Gaeta ma residente a Minturno, risulta infatti indagata per duplice omicidio stradale, a causa del coinvolgimento dell’autovettura nel sinistro. Il pubblico ministero della procura della Repubblica di Cassino, titolare dell’inchiesta, è la dottoressa Chiara d’Orefice, a cui le parti offese faranno le proprie istanze, a cominciare dalle autopsie, attraverso i propri legali appena incaricati, Fabrizio De Cesare per la famiglia di Pierluca Pascali e Matteo e Vincenzo Macari per i genitori ed i due fratelli di Eugenio Vellotti.
Slittano, per ora, i funerali di Pierluca Pascali e di Eugenio Velllotti, i due 19enni di Gaeta che, coinvolti lunedì notte in sella allo scooter (guidato dal primo) in un terribile incidente verificatosi lungo la strada regionale Flacca all’altezza di “Villa Accetta”, hanno provocato nella comunità cittadina un mix di commozione, di incredulità e dispiacere ma anche qualche evitabilissima polemica politica. Ma andiamo per gradi. La giornata di martedì, iniziata con il doloroso annuncio con la scomparsa presso l’ospedale San Camillo di Romadi Eugenio Vellotti (vi era stato elitrasportato dal Dono Svizzero di Formia con una situazione clinica assai compromessa), è terminata con una notizia che era nell’aria: i funerali di Pierluca e di Eugenio si svolgeranno nei prossimi giorni in due momenti e luoghi distinti e separati. Si stanno allungando le fasi medico-legali che, disposte da un’unica Procura territorialmente competente (quella di Cassino anche se Vellotti è deceduto al San Camillo), devono culminare con lo svolgimento di un esame tecnico irripetibile che è l’autopsia delle due vittime. Quella di Pascali – a meno di ripensamenti del pm di turno che deve nominare il proprio medico di fiducia- è in programma mercoledì presso l’obitorio dell’ospedale “Santa Scolastica” di Cassino.
Espletato questo adempimento di legge, solo allora saranno fissate (tra giovedì e venerdì) le esequie di Pascali di cui si occuperà l’Antica Onoranza Funebre di Salvatore Salemme. La Procura di Cassino, attraverso i Carabinieri della tenenza di Gaeta e della Compagnia di Formia, vuole vederci chiaro sulla dinamica di questo terribile duplice incidente stradale ma non vuole trascurare neppure l’esito degli esami autoptici in programma. Il secondo sarà quello sulla salma di Eugenio Vellotti che nella giornata di martedì è stato trasferito, a cura dell’agenzia funebre “Bruschi” (che poi curerà i funerali a Gaeta), presso l’obitorio del Policlinico universitario di Tor Vergata dove ad operare sarà sempre un medico legale nominato dalla Procura di Cassino. Perché sono importanti questi esami tecnici irripetibili? I loro risultati, unitamente agli accertamenti dei Carabinieri nella tragica notte tra domenica e lunedì sul luogo di questa indicibile tragedia (teatro nel recente passato di altre simili drammi a causa dei quali hanno perso la vita altri giovani di Gaeta), potrebbero definire le eventuali responsabilità, anche del conducente della Smart che, diretta verso Formia, si è scontrata con lo scooter in sella al quale c’erano Pierluca ed Eugenio. L’impatto c’è stato quando uno dei mezzi era impegnato a compiere un sorpasso?
Ai Carabinieri non sono bastate le dichiarazioni testimoniali degli occupanti della Smart e della Peugeot 308 contro la quale è terminata la carambola mortale dello scooter condotto da Pascali. Gli inquirenti stanno esaminando le telecamere del sistema di sorveglianza di alcune abitazioni private e attività commerciali della zona il cui esito potrebbe contrassegnare lo svolgimento di un processo che si preannuncia lungo e delicato. In quest’ottica un altro fatto è trapelato: le famiglie, dilaniate da un dolore indicibile, delle due vittime vogliono sapere cosa sia veramente accaduto e non è caso che quella di Pierluca avrebbe nominato un avvocato di Formia per beneficiare in questa fase probatoria della necessaria assistenza legale. I funerali di Pierluca e di Eugenio si terranno in due momenti e giorni diversi ma avranno la comune partecipazione di quei tanti giovani di Gaeta ma anche di Formia che nella notte tra lunedì e martedì hanno invocato con un raduno spontaneo in sella ai loro scooter sul luogo della tragedia il miracolo (che purtroppo non c’è stato) per Eugenio e hanno rinnovato la memoria di Pierluca indossando magliette con la sua foto.
GAETA SOTTO SHOCK
Anche Eugenio, come Pierluca , aveva frequentato sino al diploma conseguito lo scorso giugno l’istituto nautico “Giovanni Caboto”. La commossa dirigente scolastica, la professoressa Maria Rosa Valente, e l’intera comunità del plesso di piazza Trieste hanno esternato il loro dolore in una nota congiunta: “Ci sono momenti in cui le parole non hanno senso, sembrano vuote, incapaci di sostenere il peso di un dolore così grande. Solo lunedì abbiamo pianto e ci siamo stretti per Pierluca e oggi ancora siamo qui, attoniti, a piangere Eugenio. La tragica scomparsa di due nostri studenti lascia un vuoto incolmabile nei corridoi, nelle aule e, soprattutto, nei nostri cuori. Perdere due vite così giovani, piene di sogni, speranze e futuro, è una ferita lacerante che colpisce ciascuno di noi: compagni di classe, dirigente, docenti, personale ATA e famiglie – si legge – In queste ore di smarrimento e profonda tristezza, non ci sono spiegazioni che possano dare sollievo. Resta solo il silenzio del dolore e il bisogno primario di stringerci gli uni agli altri. La nostra scuola non è soltanto un luogo di studio, ma una grande famiglia, e oggi questa famiglia piange i suoi figli. Ai genitori, ai familiari e agli amici più cari va il nostro abbraccio più sincero, forte e commosso. A voi ragazzi, compagni di scuola, di gioco, di vita di chi oggi non c’è più, diciamo che è lecito sentirsi smarriti e fragili. Non chiudetevi nel vostro dolore: cercate il supporto degli insegnanti, dei vostri compagni, di chi vi sta accanto. Siamo qui per ascoltarvi, per piangere insieme a voi e per aiutarvi a portare questo peso insostenibile. Amate la vita più che potete e cercate di proteggerla sempre e comunque…non date adito a chiunque o a qualunque cosa di farvela portare via. Con profondo cordoglio e immensa vicinanza” -hanno concluso la preside Valente, il corpo docente ed il personale Ata del “Caboto”.
Il Comune di Gaeta martedì è rimasto in silenzio dopo che lunedì aveva espresso il cordoglio per la scomparsa incappando nella leggerezza comunicativa non tanto per difendere il proprio operato in tema di sicurezza stradale quanto per polemizzare con un comitato che si batte contro l’istallazione (“servono solo per fare cassa”) degli autovelox.
Se è vero che di spada ferisce di spada perisce il presidente di “Autovelox”, Gianantonio Sottile Cervini, in post sul blog Gaeta spia ha ritenuto “necessario precisare un punto con assoluta chiarezza: le nostre contestazioni non riguardano la necessità di garantire sicurezza sulle strade, ma la regolarità degli atti, delle postazioni e degli strumenti utilizzati dall’Amministrazione. Da settimane abbiamo chiesto documenti e chiarimenti precisi al Comune di Gaeta e agli uffici competenti. Ad oggi, per quanto ci riguarda, quelle risposte non sono ancora pervenute in modo completo. Per questo non accettiamo che le richieste di “Autovelox” vengano definite “polemiche” o “prese di posizione preconcette”. Se le installazioni sono pienamente conformi alla normativa, il modo più semplice per dimostrarlo è trasmettere gli atti richiesti e consentirne la verifica. Proprio per rispetto della tragedia avvenuta, riteniamo inoltre che quel fatto debba restare completamente separato dal confronto amministrativo in corso. Non conosciamo ancora tutti gli elementi dello specifico incidente e non intendiamo utilizzarlo in alcun modo per sostenere le nostre posizioni”.
Cervini ha concluso rinnovando la richiesta al sindaco di Gaeta di “rispondere nel merito alle nostre istanze, senza spostare il confronto su altri piani. “Autovelox” continuerà a fare ciò che ha fatto fin dall’inizio: chiedere documenti, verificare gli atti e pretendere il rispetto delle regole”. Tutto giusto ma dalla notte di domenica due giovani di 19 anni di Gaeta non ci sono più e le loro famiglie hanno avanzato una legittima istanza: rispetto e, se possibile, il silenzio…Altro che.
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