Disservizi idrici a Ponza, Rosato interroga il ministro dell’ambiente Pichetto Fratin

PONZA – Nel clou della stagione turistica Ponza non può subire prolungati black out idrici. Era stato chiaro nei giorni scorsi il sindaco della principale isola pontina Franco Ambrosino chiedendo ed ottenendo, attraverso il Prefetto di Latina Ciaramella, l’intervento di Acqualatina soprattutto per lenire i disservizi e anche i disagi che avevano interessato la parte alta dell’isola, la frazione di Le Forma. L’ente gestore ha aumentato da tre a quattro il numero delle bettoline provenienti da Napoli e Gaeta ma la situazione va subito affrontata – aveva auspicato il sindaco di Ponza- con una diversa e più razionale gestione della distribuzione idrica sull’intera isola, magari riducendo in alcune fasce orarie del giorno la distribuzione idrica nella parte bassa dell’isola, in località Santa Maria e nella zona del porto per dirottarla, attraverso pompe di sollevamento, laddove l’acqua arriva col contagocce.

Questa situazione, paradossale, di Ponza, che fa del turismo la sua unica fonte di ricchezza, è finita ora sulla scrivania del ministro dell’Ambiente e della transizione energetica, Gilberto Pichetto Fratin. A chiedere il suo intervento, attraverso una mirata interrogazione parlamentare, è stato negli ultimi giorni il deputato e vice segretario nazionale di Azione, Ettore Rosato. A suo dire “la situazione vissuta da Ponza questa estate conferma che sull’approvvigionamento idrico serve una soluzione strutturale affinché il servizio sia garantito con continuità, soprattutto nei mesi estivi e di maggiore affluenza”.

Rosato ha auspicato un’operazione-chiarezza “sulle criticità che si sono verificate nei mesi di luglio e agosto, sulla gara per l’affidamento del trasporto marittimo di acqua potabile che risulta essere andata deserta e l’episodio di fine agosto, documentato da alcune immagini, del riversamento di acqua da parte di una nave cisterna. Quanto avvenuto in queste settimane – ha rimarcato il parlamentare di Azione ed ex Pd – dimostra ancora una volta che serve anche una maggiore comunicazione preventiva alle amministrazioni comunali nei casi di interruzione del servizio, evitando di lasciare soli i sindaci a governare situazioni di emergenza che non dipendono da loro e su cui hanno ridotti margini di intervento”.

Ambrosino non aveva dato molto credito – come detto – alle immagini diventate virali sui social relativamente alla dispersione del mare in località Cala Infermo dell’acqua potabile che una bettolina stava scaricando in uno dei quattro serbatoi dell’isola pontina. “Capita spesso – aveva osservato Ambrosino – perché non è stato mai attivato un servizio di informatizzazione e di telecontrollo di questa manovra”. Ambrosino aveva preferito, invece, sottolineare la necessità di riconvocare a settembre del tavolo tecnico per la realizzazione nel mare di Cala dell’Acqua del dissalatore finanziato da Acqualatina. I lavori sono in effetti iniziati per la realizzazione di due condotte sottomarine per pompare al largo dell’acqua marina e per smaltire la salamoia. Ai primi intoppi si sono affiancati i relativi contenziosi che impediscono alla principale isola pontina di essere tale.

A sintonizzarsi sulle stesse frequenze del sindaco Ambrosino è ora il vice segretario nazionale di Azione: “E’ indispensabile – ha terminato Ettore Rosato – una decisa accelerazione sulla realizzazione dell’impianto di dissalazione, il cui iter è stato avvito nel 2019 e del quale non risultano chiari lo stato dei lavori, il cronoprogramma aggiornato e la data prevista di entrata in esercizio. Ponza non può continuare ad affidare la sicurezza idrica a una gestione fragile ed emergenziale”.