FORMIA – Si prospetta assai lunga – si ipotizzano anche due mesi – la permanenza, in isolamento, all’ospedale “Dono Svizzero” di Formia del bambino di 12 anni che ha contrattato una rara forma di salmonella trasmettibile dalle feci di origine suina, maiali e cinghiali insomma. La conferma è arrivata dalla famiglia di Milano del piccolo, che a Formia presso il Parco Acquazzurra stava trasmettendo ospite di alcuni parenti gli ultimi scampoli di una vacanza che si è trasformata in un incubo – e dal reparto di pediatria. Vi era stato ricoverato quattro giorni fa il bambino in uno stato di disidratazione, forse alle prese con una possibile gastroenterite. La vicenda non ha conosciuto un epilogo ben più grave solo grazie allo zelo di un pediatra che dopo aver visitato il 12enne, ha disposto il trasferimento delle analisi effettuate nel frattempo a Formia presso il più attrezzato laboratorio dell’ospedale Santa Maria Goretti di Formia.
Il bambino era stato colpito dalla salmonella legata alle feci di specie suine. Probabilmente il 12enne le ha incautamente toccate sulla spiaggia sottostante il parco residenziale Acquazzurra, in località Acquatraversa a Formia, su cui sfocia un corso d’acqua lungo i cui argini “pascolano” nella stagione primaverile ed estiva cinghiali affamati provenienti dal versante formiano del Parco Regionale dei Monti Aurunci. Se il bambino dovrà affrontare ora una lunga profilassi per la quale è stato sconsigliato anche un possibile trasferimento, altri turisti del residence Acquazzurra sono stati preventivamente informati dalla famiglia del bambino e così è scattato l’allarme. E’ stato chiesto l’intervento del Comune e della Asl per individuare e allontanare i cinghiali ed effettuare una bonifica della spiaggia sottostante oltre che effettuare analisi sul corso d’acqua, al momento, è asciutto. Ad occuparsi di questa vicenda è stato anche il consigliere comunale del Partito Democratico al Comune Formia, Alessandro Carta che venerdì ha inviato al sindaco Gianluca Taddeo una precisa interrogazione. Il contagio e la successiva salmonella accertata dai medici dell’Asl sono stati definiti “aspetti gravi che non possono essere sottovalutati.
Purtroppo la presenza di cinghiali nella zona di Acquatraversa – secondo le numerose segnalazioni pervenute- non sarebbe episodica, ma si protrarrebbe da diversi mesi. Il cinghiale frequenterebbe abitualmente il tratto di arenile antistante il parco Acquazzurra, fino alla zona sottostante la “rotonda dei Carabinieri”, soprattutto nelle ore notturne, frugando tra i rifiuti e lasciando deiezioni sullo stesso arenile. Sarebbe inoltre stata individuata una possibile zona di abituale rifugio dell’animale tra le canne, nei pressi dell’area sottostante l’ex ristorante Risorgimento”. Se la presenza del cinghiale, inoltre, sarebbe stata segnalata all’Amministrazione comunale “già da tempo”, il consigliere Carta, “di fronte a una situazione di questo tipo”, ritiene doveroso sapere “cosa sia stato fatto, quando sia stato fatto e, soprattutto, se siano stati effettuati tutti gli accertamenti necessari a tutela della salute pubblica”.
L’interrogazione inviata al sindaco di Formia è stata presentata per chiarire “se il Comune fosse già a conoscenza della presenza del cinghiale e delle segnalazioni ricevute nei mesi precedenti; quali interventi siano stati effettuati e quali enti competenti siano stati coinvolti; se, a seguito del caso di salmonellosi, l’Asl di Latina o altri enti abbiano disposto accertamenti sull’area interessata; se siano stati effettuati campionamenti dell’arenile, delle acque e del canalone che sfocia in quel tratto di costa; quali siano gli eventuali esiti di tali verifiche; quali provvedimenti urgenti siano stati adottati o si intendano adottare per l’allontanamento dell’animale, la rimozione delle deiezioni e la pulizia dell’area e quali misure siano previste per garantire la sicurezza di cittadini e bagnanti. Il Consigliere Dem Carta riserva un consiglio al capo dell’amministrazione di centro destra: “Non possiamo aspettare che una situazione potenzialmente pericolosa diventi un’emergenza prima di intervenire.
Se la presenza di un animale selvatico in un’area frequentata quotidianamente da cittadini e turisti è stata effettivamente segnalata per mesi, è doveroso capire- aggiunge Carta – chi ne fosse a conoscenza, quali interventi siano stati messi in campo e per quali ragioni la situazione non sia stata risolta prima. Ora servono risposte chiare e, soprattutto, interventi tempestivi a tutela della salute e della sicurezza di cittadini, residenti e turisti. Di fronte a una situazione di questo tipo, ritengo doveroso sapere cosa sia stato fatto”- ha concluso il consigliere comunale del Pd.