“Aggressione di gruppo” al pronto soccorso di Aprilia, la denuncia di Cisl Medici

APRILIA – Momenti di forte tensione, ieri sera, al pronto soccorso dell’ospedale di Aprilia.  Una trentina di familiari di un paziente, deceduto durante il trasporto in ospedale a causa di un arresto cardiaco, si è radunata intorno alle 18.30 davanti alla struttura. La situazione sarebbe rapidamente degenerata: alcuni presenti avrebbero cercato di oltrepassare la sala d’attesa per raggiungere le aree riservate ai pazienti, arrivando anche a colpire porte e pareti.

Di fronte alla situazione, sono intervenute diverse pattuglie di Polizia, Carabinieri e Polizia Locale. Per circa un’ora il clima all’interno della struttura è rimasto particolarmente teso, tanto che alcune persone presenti in sala d’attesa hanno preferito allontanarsi per timore che la situazione potesse degenerare ulteriormente.

La notizia della morte del paziente, un uomo di 64 anni, ha poi provocato profondo sconforto tra i familiari. Fortunatamente, secondo le ricostruzioni disponibili, non si sarebbero verificati ulteriori episodi di violenza e la situazione è progressivamente tornata alla normalità. L’accaduto riporta ancora una volta l’attenzione sulle difficili condizioni in cui spesso sono costretti a lavorare medici, infermieri e operatori sanitari. Il dolore per la perdita di una persona cara è comprensibile e umano, ma la violenza e le intimidazioni non possono mai diventare la risposta, soprattutto in un luogo come il pronto soccorso, dove il personale sta cercando di assistere altri pazienti e garantire cure e sicurezza a tutti.

“Un episodio che condanniamo fermamente, ma il problema dei pronto soccorso esiste e le soluzioni sono ancora lontane”. A dirlo è Ciriaco Iandolo, segretario provinciale della Cisl Medici Latina, in merito a quanto accaduto al pronto soccorso della clinica “Città di Aprilia”.

“Siamo di fronte – aggiunge – a un’ennesima aggressione, stavolta addirittura di gruppo. I pronto soccorso continuano a essere la prima linea in una condizione nota: da una parte il sovraffollamento di pazienti, dall’altra il personale sottodimensionato. Questo comporta attese, soprattutto per i codici minori, e tensioni ingiustificabili ma che comunque si verificano. Per questo occorrono soluzioni strutturali, a cominciare dagli organici che ancora oggi vedono troppi gettonisti, fino ad arrivare a riorganizzare le modalità di presa in carico e di ricovero quando necessario di chi arriva in pronto soccorso, secondo criteri e direttive realmente praticabili e risolutive. Si confida – conclude il segretario – nel fatto che le aziende sanitarie si pongano al nostro fianco nel tutelare chi presta cure alla comunità”.