LATINA – Non si sono fatte attendere le polemiche dopo che l’assemblea dei sindaci dell’Egato 4 ha votato a favore l’adeguamento del piano tariffario dell’acqua in provincia di Latina per il biennio 2026-2027. Solo due comuni – Priverno e Roccagorga – sui 38 facenti parte dell’ex Ato 4 hanno votato contro mentre il resto dei soci di maggioranza hanno votato a favore – a fronte dei 13 assenti – a fronte del “timore” di subire la scure dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente -l’Arera- che aveva previsto anche un incremento tariffario anche maggiore – del 9% – rispetto quello approvato. E così che le bollette idriche nel territorio dell’Egato 4 per quanto rimane del 2026 incrementeranno del 3,5%, per il 2027 del 4.5%.
Acqualatina per il 2026 ipotizza di incassare 70milioni di euro, somme vincolate destinate a contribuire a finanziare gli investimenti nel momento in cui quelli sostenuti dai fondi del Pnrr sono in fase di esaurimento. Il Pd ha deciso ancora una volta di votare insieme al centrodestra con due sole eccezioni: quello contrario dei sindaci di Priverno Annamaria Bilancia e di Roccagorga Carla Amici. Ad innescare le polemiche, difendendo l’operato della segreteria tecnica dell’Egato 4 e del suo responsabile tecnico, l’ingegner Umberto Bernola, è stato, per certi versi, il presidente della Provincia e dell’Egato 4. A suo dire questi aumenti “sono decisamente più contenuti rispetto a quelli prospettati da Arera”.
L’ex sindaco di Formia Paola Villa rimarca come questo adeguamento sia stato approvato “nell’indifferenza un po’ di tutti. Bisogna dare una più corretta interpretazione a questi ritocchi delle tariffe dell’acqua: 3,5% in più nel 2026 ( pure retroattivo!) e 4,5% in più nel 2027. Quindi dal 1 gennaio 2027 abbiamo un aumento totale dell’8%”. La professoressa Villa rivela come ai sindaci dell’ex Ato4 prima della votazione sia stata inviata una Relazione di Accompagnamento sulla Qualità Tecnica dei servizi pagati ad Acqualatina: – erogazione di acqua potabile, gestione delle fognature, distribuzione dell’acqua.
Da quella relazione emerge che Acqualatina non abbia raggiunto gli obiettivi sulla qualità dell’acqua erogata,sull’interruzione del servizio idrico e sulle perdite idriche. Eppure gli aumenti sono passati, il consiglio di amministrazione di Acqualatina si è spartito oltre 7,5 milioni di euro di utili e in questo assurdo e complice silenzio nessuno dei sindaci ha chiesto spiegazioni e assunzione di responsabilità al gestore. Unica funzione della parte pubblica di Acqualatina: controllare la gestione della parte privata. Qui nessuno ha controllato, proprio nessuno”.
Per il sindaco Pd di Anzio Lo Fazio l’approvazione del nuovo piano tariffario è avvenuto “con senso di responsabilità”. A suo dire le tariffe per l’anno in corso “non aumentano. È previsto un piccolo aumento rispetto a quanto già programmato dell’1% per il 2027, poco più di 1 euro a bolletta per un’utenza domestica. Questo piccolo aumento è stato necessario per far recuperare al gestore 76 milioni di euro di conguagli (dei quali 46 già riconosciuti in precedenza) entro il 2029, obbligo questo imposto dall’Arera, oltre che a non compromettere il futuro della gestione del servizio”. Anche Lo Fazio si dichiara convinto che qualora i sindaci non avessero approvato “queste minime tariffe, su istanza del gestore stesso, l’Arera avrebbe potuto approvare tariffe con aumenti del 9% annui. Questo piccolo incremento tariffario ha consentito, inoltre, di contenere Il valore residuo di fine gestione, non compromettendo così la possibilità da parte dei sindaci di scelte future su un cambio di gestione nel 2032”. Lo Fazio sottolinea,invece, che la conferenza dei sindaci ha bocciato la richiesta di “maggiori costi per la qualità tecnica”.
“La proposta era pervenuta all’ufficio di presidenza, del quale faccio parte. Sono stato io a proporre che dovesse essere discussa da tutti i sindaci dell’Ato 4, cosa che è stata accettata, nonostante alcune perplessità espresse da alcuni componenti, affinché tutti fossero a conoscenza della situazione e potessero approfondire tale importante e fondamentale argomento – spiega Lo Fazio, perché tali decisioni devono essere prese da tutti i Comuni e non da soli eletti nell’ufficio di presidenza. Questo non significa che io sia soddisfatto del servizio del gestore Acqualatina, tutt’altro – ha concluso il sindaco di Anzio – le criticità restano tutte e sono evidenti. Ma qui si discuteva di altro ed è stato evitato un maggiore esborso a carico dei cittadini”.
Intanto l’assemblea di Acqualatina è in programma il 5 novembre prossimo dove queste polemiche di sicuro affioreranno. Il gruppo di opposizione di “Bassiano Futura”, attraverso l’ex sindaco Domenico Guidi, definisce “incomprensibile e grave” la posizione dell’amministrazione comunale essenzialmente per tre ragioni: “Nessuna garanzia è sugli investimenti locali. Il voto è stato dato a scatola chiusa. Non è stata fatta alcuna valutazione reale sul Programma degli Interventi né sul Piano delle Opere Strategiche. Quali opere idriche verranno realizzate a Bassiano per giustificare questi rincari? Al momento, non è dato saperlo”. Guidi ha lamentato anche la “mancanza di trasparenza economica: “È assente una verifica approfondita del Piano Economico- Finanziario, l’unico strumento in grado di esplicitare il vincolo ai ricavi del gestore e tutelare l’utenza da profitti ingiustificati”. E poi Guidi parla di “democrazia calpestata. Le modifiche alla convenzione di gestione sono state decise nelle stanze dell’EGATO senza il minimo coinvolgimento dei Consigli Comunali, escludendo di fatto i rappresentanti eletti dai cittadini da decisioni che peseranno sui bilanci familiari per i primi anni. Aumentare le tasse senza definire gli obiettivi e senza presentare un piano chiaro per il nostro Comune è – ha concluso Guidi – un atto di profonda irresponsabilità”.
Ironia e polemiche arrivano dalla principale forza di minoranza al comune di Itri. L’ex sindaco Antonio Fargiorgio, capogruppo di Itri Domani, utilizza il sarcasmo per polemizzare con il primo cittadino in carica: “Grazie, Sindaco Di Biase, per averci regalato un aumento delle bollette dell’acqua! Nonostante il servizio idrico di Itri sia da tempo caratterizzato da continui guasti, perdite e interruzioni, nostro Sindaco ha ben pensato di votare a favore di un aumento delle tariffe del 3,5% per il 2026 e del 4,5% per il 2027. Sarebbe stato auspicabile che, prima di avallare ulteriori costi a carico dei cittadini, il Sindaco avesse preteso da Acqualatina un piano concreto e verificabile di investimenti per il rifacimento e la manutenzione della rete idrica del nostro Comune. E non si venga a raccontare che l’intervento di via Mazzini rappresenti la prova degli investimenti realizzati da Acqualatina sul territorio. Quell’intervento, infatti, Itri lo ha già pagato a caro prezzo: con continue interruzioni del servizio idrico, con una strada ridotta a un percorso a ostacoli tra buche e crateri e con ripetuti interventi di riparazione”.
“Una vicenda, quella di via Mazzini, che noi di Itri Domani -ha osservato l’avvocato Fargiorgio – denunciamo e seguiamo da almeno un anno, portando all’attenzione pubblica le criticità e i disagi subiti dai cittadini. Il punto è semplice: non si possono chiedere ai cittadini bollette sempre più care senza pretendere, prima di tutto, un servizio efficiente. Il Sindaco dovrebbe rappresentare gli interessi della propria comunità, non limitarsi ad avallare decisioni che ricadono sulle tasche degli itrani. Perché gli aumenti in bolletta arrivano puntuali. L’acqua, invece, a Itri non sempre arriva”, ha concluso Fargiorgio.