Inchiesta chioschi di Sabaudia, fissata l’udienza per discutere la ricusazione del gip Cario

SABAUDIA, Inchiesta chioschi – Autorizzando lo svolgimento delle intercettazioni telefoniche ed ambientali il Gip del Tribunale di Latina Giuseppe Cario sarebbe andato oltre la richiesta pervenutagli dalla Procura affermando la “sussistenza di gravi indizi”. Era stata questa la motivazione con cui il legale dell’ex vice sindaco ed assessore alla cultura (e autosospeso coordinatore di Forza Italia) del comune di Sabaudia Giovanni Secci – ai sensi dell’articolo 37 del Codice di procedura penale – aveva ricusato il 20 gennaio scorso il Gip Giuseppe Cario. L’istanza di fatto era stata presentata 24 ore prima dell’interrogatorio preventivo disposto nell’ambito dell’indagine del sostituto procuratore Giuseppe Miliano circa la presunta illegittimità commessa dal comune di Sabaudia revocando nel maggio 2025 la concessione rilasciata inizialmente ad un ristoratore di Latina per la gestione di cinque chioschi sul lungomare della città delle dune.

Avv. Renato Archidiacono

L’istanza di ricusazione del Gip Cario – presentata dal legale di Secci, l’avvocato Renato Archidiacono – sarà discussa il prossimo 19 febbraio dalla quarta sezione penale della Corte d’appello. Si tratta di uno snodo importante dell’intero iter giuridico-processuale. Qualora la ricusazione di Cario venisse accolta – “intanto è stata dichiarata ammissibile e questo è già un elemento fondamentale” ha dichiarato l’avvocato Archidiacono – l’interrogatorio preventivo chiesto dal Pm Miliano dovrà essere compiuto da un altro Gip e soprattutto verrebbe dichiarati nulli gli interrogatori cui erano stati sottoposti gli altri due dirigenti indagati e a rischio di arresti domiciliari come Secci: il responsabile del settore Lavori Pubblici del comune di Sabaudia, l’architetto formiano Giuseppe Caramanica e la dirigente del settore demanio dello stesse ente, la privernate Elisa Cautilli, assistiti rispettivamente dagli avvocati Massimo Signore e Giulio Mastrobattista.

Secondo la testi accusatori della Procura, stando alle risultanze investigative dei Carabinieri Forestali e della Guardia di Finanza a Secci, Caramanica e Cautilli (è indagata una quarta persona, il sindaco di Sabaudia Alberto Mosca nei confronti della quale la Procura non ha chiesto alcuna misura cautelare,ndr) vanno concessi gli arresti domiciliari per l’ipotesi di reato di turbativa d’asta in merito all’ assegnazione, poi revocata da un’ordinanza del Tar del Lazio, di cinque posta. I tre avrebbero condizionato l’esito del bando pubblico e in questo modo sarebbe stato danneggiato il ristoratore che se lo era aggiudicato a favore dei secondi classificati che non erano altro – secondo il dottor Miliano – familiari e amici dei precedenti concessionari. “La discussione della ricusazione del Gip Cario – ha ripetuto di nuovo l’avvocato Archidiacono – non ha nulla di personale contro un ottimo magistrato ma intende eccepire una disposizione ben precisa del vigente codice di procedurale penale”.