Furto del pc di Marco Travaglio, scoppia il putiferio tra i consiglieri

LATINA – Il furto del computer del direttore de “Il fatto quotidiano” Marco Travaglio mentre il giornalista era in scena nel suo monologo ospitato dal palcoscenico del teatro comunale “Gabriele D’Annunzio” di Latina non è solo il motivo di un’inchiesta contro ignoti da parte della Questura del capuologo pontino ma – non poteva essere diversamente – si è trasformato subito in un caso politico. Al “profondo rammarico” della direzione del teatro comunale che aveva definito il furto del pc di Travaglio “un atto del tutto inedito nella storia del teatro” si sono aggiunte subito le scuse della sindaco del comune capoluogo Matilde Celentano affermando come il “teatro sia un luogo di cultura, confronto e condivisione, frequentato da cittadini e professionisti che vi lavorano con serietà e dedizione. Quanto accaduto non rappresenta in alcun modo la comunità che quotidianamente ani-ma e custodisce questo spazio” Ma a gettare benzina sul fuoco è stata la consigliera comunale del M5S e presidente della commissione Trasparenza del comune Maria Grazia Ciolfi. Senza peli sulla lingua ha parlato di “un fatto di una gravità senza precedenti che certifica un fallimento politico, amministrativo e istituzionale nella gestione della sicurezza e della cultura”. Non ha impiegato molto la Ciolfi a mettere sul banco degli imputati la dottoressa Celentano: “Non è in grado di garantire la sicurezza nel luogo simbolo della cultura cittadina” e pertanto è necessaria “un’indagine interna immediata”.

In difesa della sindaca di Latina è giunta la sua maggioranza consiliare: “Le dichiarazioni della consigliera Ciolfi rappresentano l’ennesimo tentativo di strumentalizzazione politica costruita su toni allarmistici, accuse infondate e una ricostruzione volutamente distorta dei fatti. Il furto è un episodio grave, come ogni atto criminoso, ed è già all’attenzione delle autorità competenti. Ma trasformare un reato commesso da ignoti in un presunto fallimento politico, amministrativo e istituzionale del Sindaco è un’operazione propagandistica scorretta e irresponsabile, che offende l’intelligenza dei cittadini e scredita gratuitamente la città di Latina”.

La maggioranza che governa in piazza del Popolo ha restituito al mittente la principale e velenosa accusa della Ciolfi: “E’ semplicemente falso sostenere che il Sindaco sia “responsabile” di un atto criminale. La sicurezza di un evento pubblico non si misura con slogan né con la caccia al colpevole politico di turno, ma con procedure, competenze e collaborazione istituzionale. Attribuire al Sindaco colpe che non le appartengono significa dimostrare una totale mancanza di senso delle istituzioni. L’atteggiamento di strumentalizzazione della Ciolfi – ha aggiunto la maggioranza di centro destra al comune di Latina – risulta in netto contrasto con la serietà istituzionale dimostrata, poiché ci risulta che la prima cittadina si è attivata tempestivamente inviando una formale lettera di scuse al direttore Marco Travaglio. A tale iniziativa è seguita una risposta cordiale, in un clima di reciproca fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine, chiamate a fare piena luce sull’accaduto e, si auspica, a recuperare gli effetti personali sottratti. È altrettanto pretestuoso mettere in discussione la delega alla Cultura sulla base di un episodio criminoso. La gestione culturale della città si valuta sui risultati, sugli eventi realizzati, sulla programmazione e sugli investimenti messi in campo, non su narrazioni costruite ad arte per colpire politicamente l’Amministrazione. Utilizzare il nome di un ospite di rilievo nazionale per costruire un attacco politico al Sindaco e all’intera Amministrazione – ha concluso la maggioranza Celentano – è un atto di pura speculazione politica, che nulla ha a che fare con la tutela della cultura, della sicurezza o della dignità istituzionale. Anzi, è proprio questo tipo di comunicazione a danneggiare l’immagine di Latina, più di qualsiasi altro fatto. Continueremo a lavorare con serietà, responsabilità e concretezza per migliorare sicurezza, cultura e servizi, senza farci dettare l’agenda da chi preferisce il clamore mediatico al lavoro quotidiano. Latina merita rispetto. Le istituzioni meritano rispetto. La politica degli slogan e degli attacchi personali non appartiene a questa Amministrazione”.