Tornano a litigare Formia e Gaeta e il calcio non c’entra nulla questa volta. A gettare il sasso nello stagno era stato qualche giorno il Pd formiano riproponendo l’esistenza di un quesito che la politica comprensoriale, provinciale e regionale non ha voluto affrontare e risolvere: sono compatibili i legittimi interessi economici, imprenditoriali ed occupazionali legati alla miticoltura ed itticoltura e la tutela dell’eco sistema marino del Golfo per coltivare la prima voce del Pil dei due centri, quella del turismo balneare? Il centro sinistra (con diverse sfaccettature) e l’amministrazione comunale di Formia ha sempre tacciato quella di Gaeta di “protezionismo” quando questo termine trumpiano non era ancora in voga. Guai a mettere in discussione le aziende del settore che sono tutte di Gaeta e le spiagge del litorale di ponente, da Serapo a Sant’Agostino passando per le Scissurre e l’Ariana. Per il comune di Gaeta gli allevamenti delle spigole, delle orate e delle cozze – mancavano all’appello solo quelli devastanti dei tonni rossi – stanno bene dove sono, a poche centinaia di metri la spiaggia di Vindicio a Formia. Il segretario del Pd Stefano Scipione non ha voluto credere ai suoi il contenuto della legge finanziaria 2026 pubblicata sul Burl, il bollettino ufficiale della Regione. Contiene un micro emendamento – a dire di Scipione- presentato dal potente assessore al bilancio e all’agricoltura della Giunta Rocca, Giancarlo Righini (Fratelli d’Italia) – concede una proroga di tre anni all’attività di piscicoltura nel Golfo a favore di “chi presenterà un piano di delocalizzazione. Di fatto però allunga i tempi favorendo la possibilità di mantenere comunque attività legate alla piscicoltura all’interno del Golfo, con un’occupazione fino a 2 ettari, attraverso una deroga al divieto oggi esistente e stabilito dalla Carta Vocazionale dell’Acquacoltura”. Scipione ed il Pd senza colpo ferire ripetono un’amara considerazione di sempre: Gaeta le sue bellissime spiagge le tutela e considera lo specchio di mare antistante Formia una sorta di servitù dove benissimo le orate e le spigole possono benissimo fare i loro bisogni. Per Scipione l’emendamento contenuto nella legge finanziaria 2026 costituisce “colpo di mano contro il Golfo di Gaeta, forzatura che suona come un insulto verso il nostro territorio” dopo che la Regione, a guida centrodestra, nel 2010 aveva approvato una legge considerando il Golfo “Area sensibile”. Le perplessità dei Dem riguardano i costi, ingenti, che dovrebbero sostenere lo spostamento a largo di Punta Stendardo delle vasche in cui vengono allevate spigole e orate e la previsione in concreto della permanenza di questi impianti all’interno del Golfo e, dunque, davanti la spiaggia formiana di Vindicio. Scipione aveva interrogato il sindaco di Formia Gianluca Taddeo: “Mentre il Comune di Formia resta in silenzio, un silenzio grave, incomprensibile e politicamente irresponsabile, il primo cittadino è a conoscenza di questo emendamento e cosa ne pensa? È sorprendente che su un tema che incide direttamente sul futuro del nostro mare e della nostra economia l’amministrazione comunale non abbia ritenuto di dire una sola parola”. Ancora il Pd non era stato tenero con la maggioranza di centro destra al comune arrivando ad accusarla di “debolezza su questo tema. Ha perso davanti al Tar sull’ordine di sgombero degli allevamenti di sua competenza, senza difendersi in modo adeguato e senza presentare ricorso”. Insomma il Pd è convinto di una considerazione: l’attuale amministrazione comunale di Formia è vittima di una situazione di soggezione nei confronti del comune di Gaeta e della Regione: “Avrebbe potuto esercitazione un’azione di pressione per dare piena e coerente attuazione alla Carta Vocazionale. Anche in questa fase, ancora una volta, manca una presa di posizione chiara e autorevole”. Un fatto è certo: le due amministrazioni comunali, vuoi anche per i diversi colori politici che hanno caratterizzato le rispettive maggioranze. non hanno mai avviato una comune azione politica sull’argomento che implica conseguenze economiche, occupazionali ed ambientali. Ora si è registrata un’obbligata inversione di tendenza. Formia e Gaeta sono guidati da due giovani sindaci, legati da una comune appartenenza politica. In una nota congiunta, pur senza mai citare il Pd, accusano senza mezzi termini i Dem di aver preso “un abbaglio”.
I sindaci di Formia e Gaeta escludono subito l’esistenza di una proroga triennale, parlano invece “dell’avvio della fase di sperimentazione, passaggio indispensabile e previsto dalla normativa per verificare la reale possibilità di delocalizzare gli impianti al di fuori dell’area del Golfo, classificata come area sensibile”. A dire di Taddeo e Leccese questa fase di sperimentazione è necessaria per la delocalizzazione delle gabbie e rendono pan per focaccia ai Dem formiani quando sostengono all’unisono come “non sia mai stata avviata nei precedenti quindici anni di centrosinistra nonostante ripetuti annunci e proclami e rappresenta finalmente un atto concreto dopo un lungo periodo di immobilismo. Tutto ciò grazie all’intervento dell’attuale Giunta regionale che è stato possibile sbloccare una situazione rimasta ferma per oltre un decennio”. Ma cosa prevederebbe questo emendamento di Righini? Per le due amministrazioni comunali di Formia e Gaeta “è stato, di fatto, disposto l’avvio della sperimentazione che prevede un investimento di circa 3 milioni di euro da parte della società concessionaria. A seguito di ciò, il Comune di Gaeta ha rilasciato con tempestività le concessioni per l’installazione degli impianti offshore, quindi esterni all’area del Golfo sensibile, consentendo l’avvio immediato delle attività sperimentali. La sperimentazione avrà una durata di 36 mesi e solo al termine di questo periodo – osserva il sindaco Leccese – sarà possibile assumere una decisione definitiva: o la piscicoltura potrà essere stabilmente delocalizzata fuori dall’area del Golfo, oppure il settore non potrà più operare sul nostro territorio. Per la prima volta si affronta dunque la questione in modo serio, concreto e verificabile, tutelando l’ambiente e, al contempo, il tessuto economico”. Taddeo ed il collega di Gaeta non mancano di criticare l’operato dell’ultima Giunta Zingaretti , la stessa che, uscita come un’anatra zoppa dalle regionali del 2018, era stata sostenuta indirettamente da Forza Italia: “Le aree offshore individuate nel 2022 dalla precedente Giunta regionale di centrosinistra si sono rivelate clamorosamente sbagliate. A seguito di approfondimenti tecnici e di un confronto formale con la Capitaneria di Porto, è emerso che queste aree insistono sulle rotte dei traghetti diretti o provenienti da Ponza e Ventotene e delle navi prossime ad attraccare al porto commerciale di Gaeta. Una scelta che dimostra non solo superficialità amministrativa, ma una palese incapacità di pianificazione, costringendo oggi le istituzioni a porre rimedio a errori macroscopici”
L’emendamento di Righini – hanno aggiunto i sindaci dei due principali comuni del Golfo – è stato sì sostenuto dal Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e dall’Assessore all’Agricoltura Giancarlo Righini ma ha avuto un input da parte dell’assessore all’ Ambiente, l’itrana Elena Palazzo, e dal consigliere regionale di Forza Italia ed ex sindaco Cosimino Mitrano che Taddeo ed il suo successore ringraziano “per il lavoro svolto con serietà, competenza e senso di responsabilità” . L’emendamento di Righini, insomma, esclude qualsiasi programma secondo i sindaci di Formia che concludono rimarcando “la conclamata incapacità della precedente Giunta regionale di centrosinistra che per quindici anni ha prodotto solo parole, propaganda e annunci, senza mai avviare la sperimentazione e arrivando persino a individuare aree di delocalizzazione offshore tecnicamente errate”. Solo gli stolti non cambiano mai idea nella maggioranza Taddeo ci sono diversi operatori balneari di Vindicio che quando arrivavano le feci delle orate e delle spigole sulle rispettive spiagge alzavano la voce gridando allo scandolo. Ora che presiedono anche commissioni consiliari competenti continuano a restare in religioso silenzio….quasi colpiti da quella che in psichiatria si chiama tuttora Sindrome di Stoccolma…