Malori durante la vacanza in Calabria, 25 minori in ospedale: coinvolti anche ragazzi della provincia di Latina

LATINA – Una vacanza al mare trasformata in poche ore in una corsa in ospedale. Venticinque bambini e ragazzi, alcuni dei quali provenienti anche dalla provincia di Latina, hanno accusato improvvisi malori mentre soggiornavano con le proprie famiglie a Mandatoriccio, località balneare della provincia di Cosenza.

I giovani, di età compresa fra i 2 e i 17 anni e provenienti anche dalle province di Napoli, Avellino e Lecce, hanno manifestato vomito, diarrea, forti dolori addominali e febbre alta. In alcuni casi la temperatura avrebbe raggiunto i 39,5 gradi. Nessuno dei minori coinvolti risiederebbe in Calabria: si tratta di turisti che stavano trascorrendo alcuni giorni di vacanza nella zona.

I sintomi sarebbero comparsi improvvisamente tra domenica e lunedì, dopo una giornata trascorsa al mare. La maggior parte dei ragazzi è stata accompagnata all’ospedale di Corigliano-Rossano, mentre alcuni sono stati assistiti in quello di Crotone.

A fornire un primo quadro delle condizioni dei giovani è stata Rosalba Signorella, assistente sanitaria della Direzione medica del presidio Spoke di Corigliano-Rossano. «Sei bambini sono già stati dimessi dalla nostra struttura e gli altri vengono tenuti sotto osservazione e dimessi man mano che le loro condizioni migliorano», ha spiegato all’Adnkronos Salute.

I bambini e i ragazzi avrebbero soggiornato insieme ai genitori in un albergo e in alcune abitazioni situate nella stessa zona, nei pressi della quale è presente uno scarico fognario. L’origine dei malori, però, non è stata ancora individuata.

Del caso si sta occupando il servizio di Igiene pubblica, che ha avviato le verifiche necessarie per ricostruire la catena degli eventi e individuare un eventuale fattore comune. Dai primi riscontri, i giovani non avrebbero consumato tutti gli stessi alimenti. Una circostanza che renderebbe meno immediata l’ipotesi di un’intossicazione alimentare collettiva, senza tuttavia consentire, in questa fase, di escludere definitivamente alcuna possibilità.

L’elemento comune emerso finora sarebbe la permanenza nello stesso tratto di mare. Proprio per questo sono stati disposti esami clinici e rilevamenti ambientali, i cui risultati dovranno stabilire se esista un collegamento tra i malori e le condizioni delle acque.

Nella zona sono state intanto riscontrate alcune criticità relative al depuratore. Il Comune ha disposto il divieto di balneazione per 150 metri a destra e 150 metri a sinistra della foce del fiume Armirò, dove confluisce lo scarico dell’impianto.

Il sindaco di Mandatoriccio, Cataldo Iozzi, ha confermato a CalabriaDirettaNews il malfunzionamento del depuratore e ha spiegato di avere ampliato, in via precauzionale, l’area interessata dal divieto: dai cento metri inizialmente previsti ai centocinquanta attuali. La zona sarebbe stata segnalata anche attraverso un’apposita cartellonistica.

Non è ancora chiaro, tuttavia, se i bambini e i ragazzi abbiano fatto il bagno all’interno dell’area interdetta oppure in un tratto vicino. Anche su questo punto le testimonianze e le informazioni finora emerse non appaiono del tutto coincidenti.

«Tra le possibili cause c’è anche un problema al depuratore della zona. Per questo motivo è stata emanata un’ordinanza che vieta temporaneamente la balneazione per 150 metri a destra e 150 metri a sinistra della foce del fiume Armirò, dove confluisce lo scarico dell’impianto», ha dichiarato all’Adnkronos Salute il vicesindaco Francesco Pugliese.

Lo stesso amministratore ha però invitato alla prudenza: «È ancora presto per stabilire se il malfunzionamento del depuratore sia la causa. Non possiamo escludere altre ipotesi».

Una posizione condivisa anche dal sindaco Iozzi, che ha sottolineato come possano esserci ulteriori spiegazioni, comprese quelle di natura alimentare, e che soltanto le autorità sanitarie potranno stabilire l’origine dei disturbi.

Al momento, dunque, non esiste alcuna prova scientifica che colleghi i malori alla qualità delle acque o al funzionamento del depuratore. Il fatto che i minori abbiano frequentato lo stesso tratto di costa rappresenta un elemento sul quale si stanno concentrando le verifiche, ma non basta a indicare una causa certa. Dalle altre strutture ricettive della zona, inoltre, non risulterebbero segnalazioni di episodi analoghi.

L’accaduto ha comprensibilmente suscitato preoccupazione tra le famiglie in vacanza a Mandatoriccio. Alcune avrebbero già deciso di interrompere anticipatamente il soggiorno e fare ritorno a casa.

Gli accertamenti proseguiranno nelle prossime ore, incrociando i risultati degli esami clinici con quelli dei rilevamenti ambientali e verificando tutti i possibili fattori di contatto, sia alimentari sia ambientali. Soltanto allora sarà possibile stabilire se i venticinque casi abbiano effettivamente un’origine comune e quale sia stata la causa dei malori.