FONDI, LENOLA – Sono due comunità, quelle di Fondi e Lenola, incredule e sotto shock dopo aver appreso nella giornata di sabato della morte assurda e davvero inverosimile di due bravissimi e apprezzati ambulanti, Francesco Di Fazio, di 31 anni, di Fondi, e di Gabriele Tullio, di appena 15 anni di Lenola. Francesco e Gabriele da venerdì si trovavano ad Allumiere, in provincia di Roma, per partecipare, in qualità di ambulanti venditori di panini, ad una festa popolare, il Palio delle Contrade che per il borgo dei Monti della Tolfa, è la festa principale dell’anno, un rito civile e popolare in cui sintetizzano memoria, appartenenza e lavoro collettivo. Di Fazio ed il giovanissimo Gabriele, dopo il prologo di venerdì, erano pronti a soddisfare le esigenze di migliaia e migliaia di visitatori attesi ad Allumiere sabato sera per la Provaccia, “un mini palio” e, domenica, in occasione del corteo storico e alla corsa degli Asini, cui avrebbero dovuto partecipare le sei contrade di Allumiere, quelle di Burò, Ghetto, La Bianca, Nona, Polveriera e Sant’Antonio.
Il destino,davvero cinico e senza volto, ha trasformato un week end di duro lavoro per Francesco e Gabriele in un’immane tragedia nei confronti della quale i sindaci di Lenola e di Fondi, Fernando Magnafico e Vincenzo Carnevale hanno fatto davvero fatica a trattenere le loro lacrime e commozione. Quanto si è verificato nel gazebo che i due ambulanti pontini avevano posizionato in viale Garibaldi, in pieno centro ad Allumiere, lo vogliono accertare i Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia e gli ispettori dello Spresal della Asl Roma 4 (Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro) che, coordinati dalla stessa Procura di Civitavecchia, hanno compiuto già i primi accertamenti disponendo il trasferimento dei cadaveri di Francesco e Gabriele presso l’Istituto di Medicina Legale di Roma, dove l’esame tossicologico e l’autopsia forniranno le risposte definitive sulle cause del decesso.
Manca l’ufficialità che arriverà da questo esame tecnico irripetibile ma i due ambulanti di Fondi e di Lenola hanno perso la vita per una possibile esalazione da monossidio di carbonio. Che fosse avvenuto qualcosa di grave l’avevano intuito altri ambulanti che, aprendo i loro stand, si sono insospettiti che quello di proprietà della Panineria “Incontro 2.0” di Fondi (gestisce un frequentato gazebo nei pressi dell’area mercatale della città della piana) fosse ancora chiuso a mezzogiorno. Il macabro rinvenimento l’ha effettuato quasi per caso un fornitore di carne: Francesco e Gabriele sembra che dormissero..invece erano deceduti da diverse ore ormai. L’uomo ha provato a chiamare i due ambulanti ma il loro silenzio ha motivato un volontario della Protezione civile che si trovava nei paraggi ad entrare e a scoprire una tragedia tanto immane quanto silenziosa.
Ma cosa sarebbe successo? L’ipotesi dei Carabinieri di Civitavecchia attende solo il riscontro dell’autopsia. I due sfortunati ambulanti avevano deciso di dormire su altrettante brandine. Per proteggersi dall’umidità della notte avrebbero sigillato completamente i teli esterni del gazebo lasciando in funzione – secondo quanto è trapelato – un generatore di corrente a motore all’interno dell’ambiente chiuso, necessario per garantire l’alimentazione continua dei frigoriferi e non deteriorare la merce, salsicce e porchetta. Durante la notte lo stand sarebbe diventato una vera e propria trappola mortale, saturandosi del gas letale e inodore che non avrebbe lasciato scampo ai due occupanti, sorpresi nel sonno.
I soccorsi del personale del118 sono stati, come sempre, immediati ma questa volta si sono rivelati drammaticamente inutili: Francesco e Stefano erano già morti provocando un senso di sbigottimento, oltre che nella calorosa comunità di Allumiere, nelle realtà di Fondi e Lenola. Questa tragedia avrebbe potuto un conoscere un bilancio ben più grave. Pare che avrebbe dovuto dormire in quel gazebo killer un collaboratore di Francesco che, trovando ospitalità presso un amico a Civitavecchia, aveva dato appuntamento alle due vittime per la giornata di sabato
I COMMENTI
Tra i primi a giungere sul luogo di questa tragedia è stato il sindaco di Allumiere, Luigi Landi, che, visibilmente scosso, ha deciso di sospendere i festeggiamenti in programma sabato 22 e di ridimensionare quelli in programma domenica 23 agosto. “Il primo pensiero -ha esordito – è rivolto a queste due giovani vite che se ne sono andate e che hanno spezzato l’io di ognuno di noi. Questa tragedia ci vede provati in maniera profonda. Il pensiero è quello di stare vicino alle famiglie e pregare per loro e cercare la forza per andare avanti. Loro non ci saranno più. Noi non conosciamo queste giovani vittime, però facevano parte della nostra festa e per noi è uno strappo violento, qualcosa che ci ha addolorati”
Commosso anche il messaggio di cordoglio di Marrigo Rosato,il segretario nazionale dell’Ana, l’associazione Nazionale Ambulanti che, essendo di Lenola, conosceva sia il giovanissimo Stefano che il fondano Francesco:”Siamo vicini alle famiglie di questi due ambulanti strappati alla gioia della vita in così giovane età durante la Fiera di Allumiere. Siamo altresì vicini anche al titolare della ditta, nostro socio, che si trova coinvolto in una tragedia conseguente ai ritmi del duro lavoro ambulante. Solo chi non conosce i sacrifici a cui si sottopongo gli ambulanti per esercitare la loro attività nei mercati e nelle fiere può lasciarsi andare a giudizi affrettati o superficiali -ha aggiunto Rosato- C’è bisogno di maggior rispetto per una categoria stressata dai vertiginosi aumenti del carburante, dal caldo torrido che ha desertificato i mercati e le fiere, e dalle difficoltà delle famiglie. In queste condizioni si cerca di ridurre al minimo gli altri costi di gestione e forse Gabriele e Francesco hanno deciso di passare la notte nel furgone per evitare altri costi di albergo. E questo atteggiamento ammirevole gli è stato fatale. Le Istituzioni tutte lavorino per migliorare le condizioni reali in cui lavorano gli ambulanti e li aiutino a superare il grave momento di crisi e si adoperino per essere vicine alle famiglie di Stefano e Francesco, al titolare della Ditta. Ora è il momento in cui non possono e non devono essere lasciate nel loro immenso dolore”.
Ha indirizzato il suo pensiero direttamente alle famiglie il sindaco di Fondi Federico Carnevale, conscio dell’insufficienza di qualsiasi parola per commentare la tragedia. “La notizia dei due giovano che hanno perso la vita ad Allumiere ci lascia sgomenti e colpisce da vicino anche la nostra comunità – ha espresso il suo cordoglio – Due vite spezzate troppo presto e due famiglie chiamate ad affrontare un dolore inimmaginabile. Come sindaco e, ancora prima, come cittadino, il mio pensiero e la mia più sincera vicinanza vanno alle famiglie Di Fazio e Tullio, ai loro cari ed a quanti, in queste ore, condividono questa immensa sofferenza. A loro giunga l’abbraccio della città di Fondi. In questo momento restano soltanto il silenzio, la preghiera ed il rispetto. Che la terra sia loro lieve”.