Sub morto a Ponza, la procura procede al sequestro della salma di Marzio Giangiulio

PONZA – Un malore improvviso. Potrebbe essere stata questa la causa che nella tarda mattinata di giovedì ha provocato il decesso di Marzio Giangiulio, l’architetto 23enne di Roma che, appassionato di diving, ha perso la vita proprio nel corso di un’immersione a cui stavano partecipando altri iscritti di una scuola di Ponza nel tratto di mare all’altezza di Punta Papa, a poco più di trecento metri dalla costa. Quanto si è realmente verificato lo stanno cercando di accertare gli agenti della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera, il cui intervento, immediato, era stato sollecitato dalle persone che si trovavano a bordo di un’imbarcazione da diporto.

Giangiulio non si è immerso insieme agli altri corsisti nella zona nord occidentale di Ponza, davanti la frazione di Le Forna. Avrebbe temporeggiato quel poco, probabilmente perché il primo a rendersi conto di non stare completamente bene. Quando è stato avvistato in mare, munito di maschera e pinne, che non respirava giù più. Il cadavere è stato posto sotto sequestro e ora è a disposizione della Procura della Repubblica che quasi sicuramente disporrà gli accertamenti di rito per definire la causa del decesso di Giangiulio ed eventuali responsabilità . L’architetto era molto conosciuto a Ponza. La sua famiglia, proprietaria della ditta “Garden Nomentano” di Roma, frequentava l’isola non solo d’estate ma anche in altri periodi dell’anno disponendo di un’abitazione in località Giancos.