FONDI – Il segretario del pd di Fondi Lorenzo cervi interviene sul contenimento del consumo di suolo, in favore della rigenerazione urbana. “Nei giorni scorsi spiega – sono stato attaccato dalla maggioranza che governa Fondi da 32 anni, in risposta ad una mia riflessione sul consumo di suolo nella nostra città. Una riflessione che partiva da fatti e numeri e che aveva un obiettivo molto semplice: fotografare la situazione attuale e aprire una discussione su quale città vogliamo costruire per il futuro.
Sorvolo sul tono aggressivo della replica. Non vale la pena commentarlo. Rispondiamo con il sorriso e con il ragionamento.
Per questo cari amici della maggioranza, vi rispondo da qui: Piazza De Gasperi. Un esempio concreto e visibile di quello a cui facevo riferimento.
Partiamo dai fatti. La maggioranza non ha smentito i dati ISPRA che ho citato: nel 2024 a Fondi risultano consumati 1.513 ettari di territorio, pari al 10,49% della superficie comunale. Tra il 2023 e il 2024 sono stati consumati altri 3,81 ettari, a fronte di una superficie ripristinata di poco inferiore a un ettaro. Questi sono numeri, non opinioni. E sia chiaro un punto: non ho mai negato che sia in corso un processo di revisione urbanistica.
Ne prendiamo atto. Proprio per questo, però, credo sia necessario aprire una riflessione sulla direzione che vogliamo dare alla nostra città. Anche perché il PRUA di cui si parla riguarda soltanto una parte di Fondi, mentre la mia riflessione riguarda la condizione complessiva del territorio.
Non ho attribuito direttamente colpe a nessuno. Ho messo in fila dei dati, osservato una situazione e posto delle domande.
Evidentemente, quando si governa una città da 32 anni, ci si sente chiamati in causa e responsabili anche quando non si viene direttamente nominati. Bene così. Ma io non mi sono limitato a fotografare il problema. Ho avanzato una proposta.
Contenere progressivamente il consumo di suolo fino ad arrivare al saldo zero, accompagnando questo obiettivo con un Bilancio annuale del suolo di Fondi, pubblico e trasparente, che permetta di sapere quanto territorio viene consumato, quanto viene recuperato e quale sia il saldo ogni anno.
Perché dire “meno espansione, più rigenerazione” è condivisibile. Ma la politica deve trasformare le intenzioni in obiettivi misurabili. Quanti ettari vogliamo evitare di consumare? Quanti ne vogliamo recuperare? Quale saldo vogliamo raggiungere?
Sono domande semplici, ma necessarie se davvero vogliamo cambiare direzione.
Perché gli effetti di decenni di politiche urbanistiche sono sotto gli occhi di tutti: nel consumo progressivo del territorio, nella cementificazione, nella carenza di aree verdi urbane, nella trasformazione di pezzi di campagna e paesaggio e nella crescita disordinata di alcune zone della città.
E anche in quei veri e propri “mostri di cemento” che negli anni sono diventati parte del nostro paesaggio urbano e che rappresentano, forse più di tante parole, il risultato di una certa idea di sviluppo della città. Non serve essere urbanisti per accorgersene. Basta attraversare Fondi.
E proprio perché questa amministrazione governa la città da 32 anni, è legittimo chiedereuna riflessione sul modello di sviluppo urbanistico seguito in questo lungo periodo. La questione, però, non riguarda soltanto il passato. Riguarda soprattutto il futuro. Fondi ha bisogno di sviluppo. Ma sviluppo non significa necessariamente costruire di più.
Significa anche recuperare ciò che già esiste, rigenerare, riqualificare i quartieri, restituire spazio al verde, proteggere il territorio agricolo ed evitare nuovo consumo di suolo quando esistono alternative già urbanizzate.
Se, come sostiene la maggioranza, la nuova pianificazione va nella direzione di “meno espansione e più rigenerazione”, allora discutere di obiettivi concreti non dovrebbe essere una provocazione. È una proposta politica. Mettiamo nero su bianco l'obiettivo del progressivo azzeramento del consumo netto di suolo e rendiamo ogni anno trasparente il bilancio del nostro territorio.
Perché alla fine il punto non è stabilire chi ha ragione in un comunicato stampa. Il punto è decidere che città vogliamo. Noi continuiamo a pensare che Fondi non debba diventare semplicemente più grande. Deve diventare migliore”.