GAETA – Continua senza sosta la ‘crociata’ dell’ex sindaco di Formia e attuale capogruppo della lista Un’Altra città Paola Villa sull’arrivo e movimentazione sulle banchine del porto commerciale di Gaeta di merci pulvilorenti e, nello specifico, del temutissimo pet coke. “Dopo una breve pausa estiva ritorna il petcoke nel golfo di Gaeta, ritorna ad essere scaricato al porto commerciale”. E’ questo l’incipit di un durissimo post che la professoressa Villa ha pubblicato sui suoi canali social che ribadire come la carboniera ‘Marmor’ è partita il 10 settembre da Lake Charles in America, è arrivata a Gaeta venerdì scorso e lentamente ha iniziato a scaricare circa 20mila tonnellate di veleno nero, 20mila tonnellate di petcoke.
Stavolta i camion procedono a rilento, molto accorti affinché il piazzale non si riduca come una delle ultime volte – l’ex sindaco ha allegato una foto relativa – una coltre nera di polvere di petcoke che ricordiamo a tutti è un prodotto cancerogeno per gli esseri umani e per l’ambiente”. L’ex primo cittadino ha voluto ribadire di non voler mettere in discussione decine e decine di posti lavoro ma rinnovato due “richieste fondamentali” per la salute pubblica. Innanzitutto che vengano fatte le analisi del prodotto dagli organi competenti, analisi serie e approfondite su tutti i carichi che arrivano, per comprendere se il prodotto ha i parametri per essere “non” considerato un rifiuto, come prevede la normativa.
“Si tratta di controlli che fino ad oggi sono mancati e ci si basa solo sulla scheda tecnica fornita da chi fa business con il suo commercio”. Il petcoke, “se proprio deve restare nel Golfo di Gaeta”, venga scaricato a circuito chiuso, affinché “si riduca totalmente la dispersione in banchina e a mare”. La professoressa Villa ammette che le “accortezze” utilizzate sulle operazioni di scarico di questi giorni sono “legate a voler “fare abbassare” l’attenzione sulla pericolosità cancerogena di questa sostanza”.
POLEMICHE A GO GO PER LE NUOVE CONCESSIONI
L’ex sindaco ricorda che il pet coke è “movimentato dalla azienda Intergroup della famiglia Di Sarno, che neanche una settimana fa ha ottenuto in concessione dall’ultima seduta del comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, “ente pubblico che sovrintende ogni cosa che avviene al porto commerciale di Gaeta”, “altri 37457 metri quadrati di banchina del porto. Come abbiamo denunciato pubblicamente, a nostro avviso l’iter seguito per dare in concessione alla famiglia Di Sarno i due terzi del porto commerciale non è stato per niente trasparente, ma soprattutto ha violato regolamenti e prescrizioni della commissione Consultiva deputata a dare parere obbligatorio e dirimente prima che l’atto arrivasse in comitato di gestione, dove è stato approvato. Noi non smetteremo di informare su quanto da tantissimi anni accade al porto commerciale di Gaeta…no, non smetteremo!”
Alla “Gmt”, una prestigiosa multinazionale olandese specializzata nella movimentazione dell’alluminio, il comitato di gestione dell’Adsp aveva formulato una distinta proposta di accordo procedimentale relativa a circa 29.700 metri quadrati. Un incontro è fissato per il prossimo 9 ottobre, termine entro il quale è attesa la posizione definitiva dell’operatore che aveva preannunciato un’iniziativa legale per ribadire la giustezza della propria richiesta. L’Adsp l’ha definita accoglibile, alla stessa stregua di quella presentata dalla Interminal della famiglia Di Sarno, a condizione di rivedere, verso il basso, il contenuto delle proprie pretese”.
Ma cosa era successo al punto che sono in fermento l’ex sindaco di Formia e diversi altri operatori portuali di Gaeta? La professoressa Villa aveva chiesto l’intervento del Procuratore capo di Cassino Carlo Fucci anche per le decisioni assunte martedì, 24 ore dalla seduta del comitato di gestione , dalla commissione Consultiva Locale dell’Asdp. “Entrambe le riunioni avevano come oggetto il rilascio della concessione per 30 anni di ulteriori 34757 metri quadrati di aree demaniali del porto di Gaeta all’azienda Interminal/Intergroup della famiglia Di Sarno. Le preannuncio che la famiglia Di Sarno si prepara ad edificare un ennesimo capannone (che in progetto viene impropriamente chiamato “tettoia”) lungo 200 metri, largo 50 metri e alto 15 metri, più 4 silos da 22 metri in altezza eretti quasi a ciglio banchina”.
Il presidente Raffaele Latrofa martedì 29 settembre aveva indetto la commissione Consultiva Locale: si tratta di un organismo con funzioni consultive e di confronto con il territorio e le categorie economiche locali, il cui parere è indispensabile e obbligatorio prima dell’approdo di ogni proposta di delibera in Comitato di Gestione. “Abbiamo certezza che martedì 29 settembre nella consulta, al netto dei componenti incompatibili, non ci fosse il numero legale per la discussione e la votazione che riguardava il rilascio all’azienda Interminal/Intergoup della nuova concessione demaniale. Pertanto il presidente dell’ex Autorità Portuale, persona che dovrebbe garantire l’imparzialità dell’organismo consultivo e garantirne la trasparenza delle procedure, ha consentito ai rappresentanti dell’azienda Interport/Intergroup – è la pesantissima accusa dell’ex sindaco formiano – di dichiararsi “compatibili” con la votazione e quindi li abbia fatti votare, consentendo il raggiungimento del numero legale e pertanto consentendo il passaggio obbligatorio in consulta della concessione”.
Martedì si è costituito una sorta di comitato che raggruppa gli operatori portuali “sani di Gaeta che amano la legalità”. Parla della “(finta) spartizione del porto di Gaeta” quando “nessuna impresa portuale avrebbe diritto ad ottenere aree così estese ed impattanti sull’operatività del porto”. Nutre – si legge in una nota – più di “un semplice dubbio sull’opportunità e sull’imparzialità delle scelte fatte pur di assegnare ad un singolo operatore la totalità delle aree portuali di maggior pregio e consentirvi l’installazione di impianti industriali, centri direzionali e parcheggi, la cui locazione è di norma fuori dal porto. Tra tutte, l’eliminazione della viabilità di accesso alla principale Banchina Cicconardi nel tratto con il fondale maggiore disponibile, in corrispondenza delle aree che si vuole assegnare in esclusiva. Impedendone così la libera fruizione e qualsiasi possibilità di concorrenza da parte di altre imprese portuali per i prossimi trent’anni. Con possibili ripercussioni anche sulla sicurezza dei lavoratori. E per “convincere” le imprese antagoniste ad accettare la proposta “trabocchetto”, oltre ad offrire tutti gli spazi secondari attualmente disponibili, si è deciso di introdurre dal prossimo gennaio un drastico limite per la sosta temporanea delle merci gestite sulle aree non in concessione.
Una mannaia per le imprese ex art. 16 (e anche per l’erario)”. In pratica, “o le altre imprese accettano le condizioni “imposte” (aree secondarie) e si precludono l’uso delle banchine principali rinunciando per i prossimi “trent’anni” a sviluppare traffici e competere seriamente, o con le nuove norme saranno impossibilitate ad operare su Gaeta. Che dire di più”. Questo comitato stigmatizza questa forma di “privatizzazione” che di fatto “ponendo un singolo operatore in posizione esageratamente dominante è contrario a qualsiasi principio di libero mercato nazionale e comunitario a tutela della concorrenza per il beneficio della collettività. Esiste infatti il concreto rischio che i costi di movimentazione delle materie prime subiscano un’impennata fino al mille percento. Che inevitabilmente si ripercuoteranno sui prezzi dei prodotti al consumo e chi pagherà tutto questo saranno come al solito i consumatori”. Gli ‘altri’ operatori appaiono stanchi e rassegnati di “elencare le incongruenze ed anomalie dell’ultimo lustro. Compreso il timido ed inefficace intervento dell’Agcm (l’Aurorità di garanzia per il mercato e la libera concorrenza,ndr). Eppure, per fare un paragone azzardato ma non troppo, è come se si affidassero tutti gli stabilimenti balneari di Gaeta ad un solo imprenditore e, per far credere che vi sia libertà di scelta, convertire tutte le spiagge attrezzate in concessioni. Il passo successivo sarà l’uso esclusivo della battigia e dello specchio acqueo frontiero. Altro che Bolkestein.Solo un tempestivo intervento istituzionale asettico ed imparziale potrebbe fare chiarezza sulla vicenda, prima che sia troppo tardi per tutelare davvero l’interesse pubblico dei cittadini”- conclude la nota
GLI AUGURI DI LECCESE A DAMIANO MAGLIOZZI

E’ rimasto deluso chi attendeva nella seduta di mercoledì scorso del comitato tecnico di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale l’insediamento dell’imprenditore di Gaeta Damiano Magliozzi (fratello dell’ex sindaco di Forza Italia e attuale assessore ai Lavori Pubblici e portualità nella Giunta Leccese,Massimo).
Alla convocazione del presidente Raffaele Latrofa avevano risposto il Segretario Generale Fabrizio Urbani, il Comandante della Capitaneria di Porto di Civitavecchia e Direttore Marittimo del Lazio Cosimo Nicastro, il Comandante in seconda della Capitaneria di porto di Roma Fiumicino Biagio Mauro Sciarra, il componente della Città Metropolitana di Roma Capitale Sergio Cozzi, quello designato dal Comune di Civitavecchia Emiliano Scotti ed il rappresentante della Regione Lazio, Giorgio Pineschi. Quest’ultimo si era dimesso “per motivi personali” lo scorso luglio ma, in attesa della formalizzazione della nomina di Magliozzi (fortemente avallata sul piano politico dal coordinatore regionale di Forza Italia, il Senatore Claudio Fazzone) , è rimasto ancora al suo posto.
Ora all’ex presidente della Polisportiva Gaeta sono arrivate “le mie più sincere congratulazioni e un caloroso augurio di buon lavoro” da parte del sindaco Cristian Leccese. Sui social quella dell’”amico e concittadino Damiano Magliozzi” è considerata una “prestigiosa designazione, da parte della Regione Lazio. È un incarico significativo per tutto il nostro territorio. La presenza di Damiano all’interno del Comitato di gestione dell’Adsp – ha aggiunto il sindaco di Gaeta – rappresenta un segnale forte e certamente un sicuro impegno per la valorizzazione del porto e delle sue straordinarie potenzialità economiche, turistiche e commerciali. Sono certo che saprà svolgere questo ruolo con la dedizione, la competenza e l’amore per la nostra città che lo contraddistinguono da sempre. Buon lavoro, Damiano!” -ha concluso Leccese.
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