Atti vandalici all’Ispettorato del lavoro, l’ipotesi dell’intimidazione e le reazioni dei sindacati

LATINA – Una vendetta, una ritorsione contro l’azione di controllo degli ispettorati del lavoro sull’intero territorio della provincia di Latina. Ne sono convinti gli agenti della Squadra Mobile della Questura che stanno indagando, a trecentosessanta gradi , per risalire al movente e soprattutto ai responsabili del gravissimo atto vandalico – per gli inquirenti appare essere stata un’intimidazione- consumato l’altra notte all’interno degli uffici dell’Ispettorato territoriale del lavoro in viale Pierluigi Nervi a Latina.

Gli investigatori sono stati sempre convinti di una certezza: quello dell’altra notte non è stato un furto semplicemente perché non è stato rubato nulla. Fanno pensare gli arredi distrutti, le scritte sulle pareti con la vernice rossa e gli estintori svuotati che lasciano ipotizzare una sorta di avvertimento nei confronti degli ispettorati del lavoro che, già alle prese con organici ridotti all’osso, svolgono un’azione delicatissima e sensibile a favore della tutela e salvaguardia dei diritti dei lavoratori.

E non si sono fatte attendere le prese di posizione su questo raid. La segreteria della Cgil di Frosinone e Latina ha espresso una “ferma condanna” per quanto accaduto ai danni di “un presidio essenziale per la tutela dei diritti, della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori. Chi esercita una funzione pubblica così delicata deve poter lavorare in sicurezza, con risorse adeguate e con il pieno sostegno delle istituzioni”. Il raid dell’altra notte fa seguito a quello dello scorso luglio a Sezze, quando furono vandalizzate le autovetture degli ispettori impegnati in un controllo presso un’azienda agricola, concluso con la sospensione dell’attività per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza.

Per la segreteria della Cgil di Latina e Frosinone “il ripetersi di attacchi contro gli operatori e, adesso, contro la sede dell’Ispettorato impone un’attenzione particolare. Spetta agli investigatori accertare responsabilità, moventi ed eventuali collegamenti. Ma sul piano istituzionale e sociale questi episodi non possono essere liquidati come semplice vandalismo: appaiono segnali sempre più precisi d’intimidazione verso la funzione di controllo e di contrasto all’illegalità nel mondo del lavoro. In un territorio profondamente segnato da lavoro nero, sfruttamento e caporalato, colpire chi vigila – aggiunge il segretario generale Giuseppe Massafra – significa indebolire la possibilità dei lavoratori di vedere riconosciuti i propri diritti. Significa anche colpire le imprese che rispettano le regole e subiscono la concorrenza di chi costruisce i propri profitti sull’illegalità”.

La Cgil intanto ha chiesto alla Prefettura di Latina di convocare con urgenza un confronto con l’Ispettorato del lavoro, le forze dell’ordine, l’Asl e le parti sociali “per analizzare questi episodi, valutarne il possibile carattere intimidatorio e definire una risposta coordinata. Servono misure concrete a tutela del personale e delle sedi, il rafforzamento dell’attività ispettiva e una collaborazione stabile contro la diffusa illegalità nel lavoro”. Per il principale sindacato italiano la solidarietà “deve tradursi in impegno e decisioni. Nessuno deve sentirsi solo mentre svolge il proprio dovere e nessuno deve pensare di poter fermare i controlli attraverso la paura. Difendere l’Ispettorato significa difendere la dignità del lavoro e la presenza dello Stato sul territorio”