Suicidio necroforo di Gaeta, la procura dispone la riesumazione

GAETA – Istigazione al suicidio o, peggio, l’omicidio. Il sostituto procuratore Andrea Corvino vuole vederci chiaro sul decesso di un necroforo di 48 anni di Gaeta trovato ufficialmente morto suicida la mattina del 13 febbraio 2026 nella cantina dell’abitazione in cui abitava con la moglie nella storica via Indipendenza. Il magistrato titolare del fascicolo, al momento aperto contro ignoti e senza alcuna ipotesi di reato, ha innanzitutto disposto la riesumazione del cadavere dell’uomo – dal 2024 dipendente dell’”Antica Impresa onoranze funebri di Salvatore Salemme” di Gaeta – per tentare di definire la causa del decesso che, dopo l’apertura dell’inchiesta, è accompagnato non pochi misteri.

Se la riesumazione del cadavere sarà effettuata presso il cimitero monumentale di via Garibaldi entro il fine settimana o nei primi giorni della prossima dalla stessa ditta di cui era dipendente il 48enne suicida, le operazioni peritali si svolgeranno il7 novembre presso l’obitorio dell’ospedale “Santa Scolastica” di Cassino. A prendervi parte saranno per la Procura il medico legale Gabriele Margiotta mentre la moglie e i fratelli del48enne, attraverso l’avvocato Pasquale Di Gabriele, hanno nominato il dottor Giorgio Bolino. L’autopsia dovrà chiarire una volta per tutte come morì otto mesi fa il 48enne di Gaeta nella cantina dell’appartamento preso in affitto 15 anni fa in concomitanza del matrimonio dal quale non aveva avuto figli. L’immediata ricognizione cadaverica stabilì che il decesso era avvenuto per asfissia dovuta ad una corda legata volontariamente al collo. Trascorsero alcune settimane ma i familiari dell’uomo cominciarono a nutrire alcuni sospetti e segnalare una serie di misteriose incongruenze: riguardarono la porta della cantina chiusa dall’esterno e la scomparsa di alcuni oggetti personali dell’uomo deceduto.

La moglie del 48enne, una volta rimasta vedova, decise di cambiare casa, più piccola rispetto a quella occupata con il marito, e si accordò con la sua ex locataria di verificare e ritirare l’arrivo della corrispondenza nella sua vecchia della buca della posta. Un’altra svolta all’intera vicenda si registrò proprio quando la proprietaria di casa del 48enne necroforo di Gaeta chiamò l’ex inquilina relativamente all’arrivo di una busta contenente gli oggetti scomparsi, tra cui la chiave della cantina in cui si consumò la tragedia. Da qui la decisione dell’avvocato Pasquale Di Gabriele di denunciare il tutto al Commissariato di Polizia di Gaeta e alla Procura che ora ha deciso di riesumare il cadavere del 48enne suicida.

L’autopsia in programma il 7 novembre dovrà verificare le cause della morte e se questa sia avvenuta in conseguenza di altro reato. Il ritrovamento delle chiavi è stata una messa in scena per depistare le stesse indagini? I familiari hanno escluso che il 48enne necroforo avesse dei problemi, di qualsiasi natura, prima della scelta di mettere in atto l’insano gesto. Hanno chiesto di fare chiarezza ed in quest’ambio hanno sollecitato di ricostruire le ultime ore in vita del necroforo attraverso l’esame del suo traffico telefonico e le ricostruzioni dei suoi conoscenti.

Il 48enne aveva tentato la scalata al consiglio comunale di Gaeta in occasione delle amministrative del 2017 quelle in cui Cosimino Mitrano si riconfermò sindaco al termine del primo turno. Conosceva molto bene il 48enne il suo datore di lavoro, Salvatore Salemme: “G. era un dipendente irreprensibile, molto generoso e corretto – ha dichiarato l’imprenditore di Gaeta – E’ stato un nostro necroforo tanti anni fa. Decise poi di fare altro sino a due anni quando è stato assunto con un regolare contratto. E’ sempre stato tranquillo. Nulla ci ha permesso di capire se avesse nel frattempo problemi, di natura familiare o personale. Per noi sarà un altro dolore riesumare il suo cadavere a pochi mesi soltanto dal suo seppellimento nel cimitero di Gaeta” – ha concluso Salvatore Salemme.