Gaeta / Necroforo morto suicida: la difesa dell’indagata rinuncia al perito. Disposti esami sui cellulari e autopsia

GAETA – “Non dobbiamo nominare alcun perito di parte perché la mia assistita è pronta a dimostrare da sola l’estraneità ai fatti che le vengono contestati”. L’ha dichiarato domenica l’avvocato Pasquale Cardillo Cupo, il legale della donna di 51 anni di Gaeta indagata per istigazione al suicidio del necroforo di 48 anni dipendente dell’Antica Impresa Onoranze Funebri Salvatore Salemme di Gaeta. La presa di posizione della difesa dell’unica indagata è arrivata alla vigilia – in programma lunedì 2 novembre – della nomina da parte del Sostituto Procuratore Andrea Corvino del consulente informatico chiamato ad analizzare il contenuto sia il telefonino dell’uomo suicida – sequestrato dagli agenti del commissariato di Gaeta lo scorso 27 ottobre – che di quello della donna che con il necroforo scomparso lo scorso febbraio “aveva soltanto un rapporto di amicizia”.

La Procura è convinta invece che quello messo in atto il 13 febbraio scorso dal necroforo 48enne non sia stato soltanto un drammatico gesto volontario ma indotto da soggetti esterni per cause ancora al centro degli accertamenti disposti dal Pm Corvino. Secondo quanto sta emergendo nelle ore che precedettero il suicidio la vittima incontrò la 51enne ma – secondo quanto ha anticipato il suo difensore – i messaggi e le chat dimostrerebbero che tra i due c’era soltanto un rapporto di conoscenza e nulla che possa mettere in evidenza presunti problemi economici del necroforo 48enne anche perché – come aveva dichiarato il suo datore di lavoro, l’imprenditore Salvatore Salemme – era assunto a tempo pieno e indeterminato poco più di un anno tornando a svolgere un lavoro che aveva effettuato già una decina di anni fa.

Resta il fatto che l’uomo il 13 febbraio scorso era sceso nella cantina dell’abitazione presa in affitto con la moglie nella storica via Indipendenza e legarsi una corda al collo. La Polizia sta cercando di fare piena luce su quanto avvenuto qualche settimana fa quando nella buca della corrispondenza dell’ex locataria erano rispuntate le chiavi della cantina che, non trovate il giorno del suicidio,era stata chiusa a mandate ma… dall’esterno.

Qualcosa per la Procura non quadra e il pm Corvino aveva già disposto la riesumazione del cadavere del 48enne – ad effettuarla il 6 novembre prossimo saranno gli stessi colleghi di lavoro dell’uomo – per essere sottoposto il giorno dopo ad autopsia. Ad eseguirla presso l’obitorio dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino sarà il medico legale Gabriele Margiotta. La stessa famiglia vuole vederci chiaro e in quest’ottica ha nominato il dottor Giorgio Bolino. L’autopsia dovrà chiarire una volta per tutte come morì otto mesi fa il 48enne di Gaeta nella cantina dell’appartamento preso in affitto 15 anni fa in concomitanza del matrimonio dal quale non aveva avuto figli.