Dopo un’attesa durata quasi 48 ore, la sesta sezionale penale della Corte di Cassazione ha deciso: ha annullato con rinvio l’ordinanza del Riesame che, a sua volta, aveva confermato gli arresti domiciliari notificati il 17 ottobre scorso nei confronti di Enrico Tiero, il consigliere regionale “sospeso” di Fratelli d’Italia finito nei guai con l’ipotesi accusatori di corruzione. La Suprema Corte ha così accolto parzialmente il ricorso illustrato il 4 marzo dai legali dell’uomo politico di Latina, gli avvocati Pasquale Cardillo Cupo e Angelo Fiore che avevano chiesto la revoca della detenzione domiciliare venendo meno le esigenze cautelari. Enrico Tiero non torna ad essere un uomo libero. La Suprema Corte ha annullato l’ordinanza con rinvio del Riesame disponendo che ci sia un nuovo pronunciamento da parte del Tribunale della Libertà e, più precisamente, da una sezione diversa rispetto a quella che invece aveva avallato la misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Latina Giuseppe Cario su richiesta del sostituti procuratore Martina Taglione e Antonio Sgarrella sulla scorta delle indagini effettuate dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina e dagli del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza.
Annullando con rinvio, la Cassazione ha specificato che depositerà le motivazioni della sua decisione non prima di 30 giorni. Solo dopo la difesa di Tiero potrà chiedere un nuovo pronunciamento del Riesame per revocare la detenzione domiciliare. In attesa il collegio difensivo potrebbe anticipare i tempi chiedendo allo stesso Gip l’attenuazione della misura cautelare con l’obbligo di dimora o con l’obbligo di firma davanti la Pg. Con le loro motivazioni i giudici del Tribunale della Libertà non erano stati teneri nei confronti del consigliere regionale “Mister Preferenze” di Fratelli d’Italia. Il Riesame aveva scritto, come “sia di tutta evidenza che quanto ricevuto da Tiero quale controprestazione per il suo interessamento a favore dei privati, costituisca un’oggettiva (indebita) utilità… l’indagato ha accresciuto il suo peso politico sul territorio pontino, orientando anche in concreto l’azione politica sul territorio di riferimento, essendosi così assicurato, soprattutto attraverso il tesseramento, un bacino di voti a suo favore”.
Lo stesso Riesame aveva tenuto in piedi l’accusa dei Pm Taglione e Sgarrella, le cui indagini “restituiscono l’immagine plastica di un soggetto che ha sistematicamente piegato la pubblica funzione rivestita al perseguimento di interessi privati”. Tiero si trova – come detto – ai domiciliari dal 17 ottobre, il giorno dopo in cui era stato sottoposto – secondo quanto prescrive la Riforma Cartabia – all’interrogativo preventivo davanti il Gip Cario. Con i suoi difensori l’esponente politico già all’epoca aveva respinto l’accusa di essere la punta dell’iceberg di un “patto corruttivo” tra promesse e favori per il buon esito delle richieste avanzate da diversi imprenditori della provincia di Latina.
La contropartita era rappresentata da alcune assunzioni che Tiero avrebbe favorito per accrescere il suo peso politico: “L’esercizio della funzione pubblica sarebbe connotato da un inquinamento di base poichè asservito agli interessi di grandi imprenditori del territorio”. In sintesi, il consigliere regionale di Fdi avrebbe esercitato la sua funzione in cambio di un’occupazione per la figlia e nei quattro episodi contestati la Procura parla di una tangente da parte di un imprenditore di seimila euro, danaro che Tiero avrebbe destinato a finanziare il tesseramento del suo partito, Fdi, da cui si è autosospeso.

“Adesso attendiamo le motivazioni e la nuova udienza al Riesame con un nuovo collegio – ha dichiarato l’avvocato Pasquale Cardillo Cupo – Sono mesi che con il collega Fiore ripetiamo che ciò che viene contestato a Tiero non é mai reato: al consigliere sono 5 mesi che viene persino negata la visita della madre ottuagenaria.” Il vero spauracchio che temono i legali di Tiero da settimane è un altro: la Procura di Latina potrebbe chiedere lo svolgimento del giudizio immediato per Tiero by-passando la fase dell’udienza preliminare davanti il Gup.
E se ciò dovesse avvenire la difesa – ha preannunciato – non chiederà riti alternativi e sarebbe orientata a citare quali testi diversi assessori e funzionari della Regione e lo stesso presidente Francesco Rocca. Enrico Tiero non siede da settimane nel consiglio regionale: è stato surrogato temporaneamente nel gruppo di Fdi dalla prima dei non eletti, la terracinese Emanuela Zappone, e da presidente della commissione Sviluppo economico dal cisternese Vittorio Sambucci.
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