FORMIA – Qualcuno giura di aver ascoltato anche qualche “vaffa”, qualcuno che conferma di aver visto alzato anche l’indice della mano destra puntato verso l’alto. Non è stata una passeggiata di salute il primo pomeriggio di martedì trascorso al Comune di Formia dall’ex candidato a sindaco Amato La Mura che nella veste di presidente ha dovuto coordinare i lavori di una sin troppo vivace seduta della commissione Trasparenza.
Dopo l’attacco frontale di lunedì del sindaco Gianluca Taddeo alle minoranze “che non vogliono il bene della città”, lo scontro verbale con uno dei richiedenti la commissione, la Dem Imma Arnone, non è tardato ad arrivare. La temperatura è salita vertiginosamente, alla stessa stregua di quella esterna al comune, quando il sindaco, alzandosi, ha abbandonato la commissione dicendo a chiare lettere che non sarebbe caduto nella provocazione della signora Arnone che, insieme ai colleghi di gruppo Alessandro Carta e Luca Magliozzi, al capogruppo di Un’altra città Paola Villa e al gruppo consiliare della Lega (Amato La Mura, Nicola Riccardelli e Antonio Di Rocco) avevano richiesto la commissione per fare il punto sull’interruzione, ormai dal 1 aprile scorso, del servizio della sosta a pagamento a Formia
Le minoranze avevano messo in conto che la maggioranza di centro destra potesse provocare la mancanza del numero legale. E invece i suoi rappresentanti erano regolarmente al loro posto così come il sindaco Taddeo e gli altri destinatari della richiesta di audizione, la segretaria generale Marina Saccoccia, i dirigenti della Polizia Locale e del settore finanziario del comune, Giuseppina Sciarra e Daniele Rossi, e l’amministratore unico della municipalizzata Futuro Rifiuti Zero, Raffaele Rizzo.
Perché Rizzo? Le minoranze – soprattutto i Dem Arnone e Carta – hanno fatto rimarcare come il prossimo 27 luglio sarà trascorso un anno dalla modifica dello Statuto con cui l’amministrazione comunale ha deciso, anche con i voti delle opposizioni (tranne la consigliera Villa che si era astenuta), di conferire in house alla sua municipalizzata la gestione delle strisce blu.
Il Pd sente sempre più odore di elezioni amministrative e ha deciso di alzare il livello dello scontro con il capo dell’amministrazione perché i ritardi della Giunta Taddeo su questo conferimento “stanno provocando, oltre ai mancati introiti per l’ente, anche i primi problemi occupazionali perché gli ex ausiliari del traffico ed il personale amministrativo della K City (l’ultima società esterna incaricata del servizio con “due dubbie proroghe”) non potranno percepire in eterno l’assegno Naspi pari al 75% della retribuzione ordinaria”.

Lo scontro al vetriolo tra Taddeo e la dottoressa Arnone ha raggiunto il suo picco quando ha accusato il sindaco di aver detto una bugia al consiglio sostenendo come i parcometri e i parchimetri funzionanti sino al 30 marzo fossero di proprietà del comune. Apriti cielo. Per fortuna che i due erano seduti a distanza di sicurezza. Ripubblicizzare un servizio, sinora privatizzato, richiede tempo e su questa falsariga si sono espressi la segreteria Saccoccia (ha impugnato al Gip del Tribunale di Cassino il provvedimento di archiviazione disposto dalla Procura a favore della consigliera Arnone per una presunta diffamazione sui social circa l’efficacia e la correttezza di alcune forniture eseguite dalla Frz) , i dirigenti Sciarra e Rossi e l’amministratore della Frz Rizzo.
Quest’ultimo ha ostentato sicurezza e tranquillità sul nuovo compito che lo aspetta. Ha dichiarato di essere pronto alla gestione delle strisce blù e degli spazi liberi ed il passaggio completo delle consegne avverrà con l’assistenza di due consulenti per evitare qualunque smagliatura. Il dirigente del Settore finanziario, Rossi, ha ribadito quanto già affermato dal sindaco Taddeo in una replica ai consiglieri Dem:il mancato gettito dei ticket dei parcheggi a pagamento (nel bilancio pluriennale 2026-2028 erano state previste entrate per oltre 550mila euro) non comporterà danno erariale per l’ente e le somme già previste nel bilancio verranno compensate con altre voci o con una necessaria variazione in entrata in occasione dell’approvazione della salvaguardia degli equilibri di bilancio.
Lo scontro in commissione non è tardato a palesarsi anche si è trattato di affrontare la gestione del personale, rimasto senza lavoro, in forza sinora alla K City. “Dispiace sottolineare come non siano arrivate risposte – hanno tuonato Arnone e Carta – circa l’applicazione in automatico della cosiddetta clausola di salvaguardia sociale – che prevede l’assorbimento di tutti i 12 dipendenti della K-City – o se bisognerà procedere con un nuovo bando di selezione. In un primo momento si è parlato di avvio transitorio ma la Frz ha chiarito che per tutti i passaggi serviranno delle settimane e forse saremo pronti a settembre. – hanno aggiunto i due esponenti del Pd in commissione – E’ comunque assurdo che sindaco e società non abbiano alcuna considerazione dei lavoratori in disoccupazione oltre allo stato di evidente disordine che questa situazione sta creando. L’Amministrazione Taddeo non è ancora riuscita a trovare una soluzione a un problema che era noto e programmabile all’indomani del voto amministrativo del 2021. Il sindaco non può accusarci di alimentare facili e strumentali polemiche perché il passaggio della gestione alla società pubblica del Comune era stato approvato quasi all’unanimità dal consiglio. Intanto la K-City ha rimosso i suoi parcometri e Formia è diventata l’unica città della provincia con la sosta gratuita non per una scelta politica, ma per l’incapacità di amministratori e dirigenti di portare a termine il percorso avviato”
Il Pd alla vigilia della stagione turistica, che inizia proprio il 24 giugno in occasione della festività co-patronale di San Giovanni, ha sottolineato in commissione trasparenza come questo vuoto stagionale stia provocando anche “crescenti difficoltà per i residenti, i lavoratori pendolari e i turisti nel trovare parcheggio, il parcheggio multipiano della stazione è saturo già dalle prime luci dell’alba ed è privo di adeguati controlli e dodici lavoratori a tempo pieno e nove stagionali sono ancora in attesa di risposte certe sul proprio futuro lavorativo, con stipendi ridotti. E le ripercussioni, prevedibili, investono la vivibilità cittadina e l’immagine di Formia”
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