LATINA – Un calendario estivo da costruire con il contributo delle associazioni, degli operatori culturali e delle realtà del territorio, ma senza risorse comunali destinate al finanziamento diretto dei progetti. È questo il nodo attorno al quale si è sviluppata la polemica politica su “Estate Latina 2026”, il programma di manifestazioni previsto nel centro cittadino, sulla marina e nei borghi tra giugno e settembre.
La questione non riguarda una cancellazione generalizzata di tutti gli appuntamenti: alcune iniziative culturali sono già in corso e altre sono state annunciate. Al centro dello scontro c’è invece l’assenza di contributi economici nel bando gestito dal Servizio Turismo, una condizione che, secondo le opposizioni, impedirebbe alle associazioni meno strutturate di realizzare spettacoli, rassegne e manifestazioni già progettate o potenzialmente inseribili nel cartellone.
L’annuncio di aprile e il bando pubblicato a fine maggio
Il percorso era stato presentato dall’amministrazione comunale il 23 aprile. In quella occasione la sindaca Matilde Celentano aveva dichiarato: «Ci muoviamo per tempo», indicando come obiettivi l’ampliamento del pubblico, la valorizzazione turistica del territorio e l’organizzazione di occasioni gratuite di incontro. L’assessore al Turismo Gianluca Di Cocco aveva annunciato una programmazione estesa alla marina, al centro, ai quartieri e ai principali spazi culturali della città.
L’avviso vero e proprio è stato però pubblicato il 25 maggio, con scadenza fissata al 21 giugno, mentre il periodo indicato per lo svolgimento delle manifestazioni cominciava formalmente il 1° giugno. La pagina istituzionale descrive la procedura come una raccolta di proposte da inserire nel calendario “Estate Latina 2026”, senza presentarla come un bando ordinario per l’assegnazione di finanziamenti.
Il testo stabilisce che il Comune possa garantire l’inserimento nel calendario, la promozione istituzionale, il patrocinio, l’eventuale installazione di un palco o di una pedana, il presidio sanitario, l’intervento della Polizia locale e della Protezione civile, l’eventuale pagamento della Siae e l’adozione del piano di sicurezza. Restano invece a carico degli organizzatori la gestione del progetto, le attrezzature, il personale, le autorizzazioni, le assicurazioni, la pulizia e le responsabilità per eventuali danni.
Un altro elemento contestato è il sistema di valutazione: la gratuità dell’iniziativa attribuisce fino a dieci punti, nonostante i costi organizzativi ricadano prevalentemente sui proponenti. Nel documento compare inoltre un’incongruenza nella tabella: alla voce “qualità dell’iniziativa” viene indicato un massimo di 30 punti, mentre il giudizio “ottimo” ne assegna 40.
Il primo attacco del Partito Democratico
La polemica è esplosa a metà giugno con l’intervento dei consiglieri comunali del Partito Democratico Valeria Campagna e Leonardo Majocchi. I due esponenti hanno contestato le tempistiche dell’avviso, l’assenza di un sostegno economico definito e il peso degli adempimenti affidati alle associazioni.
«Il Comune vuole il calendario pieno, ma non mette davvero le associazioni nelle condizioni di fare cultura», hanno affermato, sottolineando come assicurazioni, autorizzazioni, service, impianti, pulizia e sicurezza possano rendere insostenibile un evento per una piccola realtà associativa.
Secondo Campagna e Majocchi, il meccanismo rischierebbe di favorire soggetti già dotati di sponsor, strutture tecniche e disponibilità economiche, riducendo invece le possibilità per gruppi giovanili, compagnie, associazioni culturali e organizzazioni di dimensioni minori.
I consiglieri hanno inoltre criticato l’assenza di un assessore esclusivamente dedicato alla Cultura, delega rimasta alla sindaca, sostenendo che le iniziative culturali non possano essere considerate soltanto strumenti di promozione turistica o elementi con cui riempire un calendario.
Le contestazioni di Ranaldi
Alle critiche del Pd si è aggiunto il consigliere Nazzareno Ranaldi, esponente di PerLatina2032. Ranaldi ha evidenziato la mancata previsione esplicita degli impianti audio e luci, l’assenza di una quantificazione degli eventuali contributi e la concentrazione delle responsabilità organizzative sui proponenti.
«Promuovere eventi culturali e turistici è un obiettivo condiviso», ha osservato, aggiungendo però che la struttura dell’avviso rischia di scoraggiare «soprattutto le realtà più piccole e meno strutturate».
Il consigliere ha contestato anche la sovrapposizione tra l’avvio formale del periodo estivo, fissato al 1° giugno, e la scadenza delle candidature del 21 giugno. Una tempistica ritenuta poco compatibile con la necessità di programmare artisti, fornitori, autorizzazioni e servizi tecnici con un adeguato anticipo.
Di Cocco: «Non è un bando di finanziamento»
La replica dell’assessore al Turismo è arrivata il 18 giugno. Di Cocco ha chiarito che l’avviso non era stato concepito per finanziare direttamente gli organizzatori, ma per raccogliere le proposte e costruire un calendario unico, evitando sovrapposizioni tra gli appuntamenti.
Sul punto economico l’assessore è stato esplicito: «Allo stato attuale non vi sono risorse economiche dedicate al finanziamento diretto delle singole iniziative». Di Cocco ha spiegato che le priorità di bilancio dell’ente sono rivolte ad altri interventi considerati urgenti e non comprimibili.
Secondo l’assessore, la polemica avrebbe quindi confuso due strumenti diversi: da una parte la programmazione istituzionale e la promozione degli eventi; dall’altra il sostegno finanziario, possibile soltanto in presenza di specifiche disponibilità di bilancio. L’amministrazione, ha assicurato, continuerà a lavorare per una stagione diffusa tra centro, marina e borghi.
La ricerca di sponsor privati
Parallelamente, il Comune ha avviato una ricerca di sponsorizzazioni per sostenere gli appuntamenti dell’estate e del Natale 2026. Sono stati predisposti tre pacchetti: “Basic” da mille euro, “Standard” da cinquemila e “Plus” da diecimila, con livelli crescenti di visibilità sui materiali promozionali, sui social, sui palchi e durante le manifestazioni.
Il ricorso agli sponsor privati rappresenta uno dei canali attraverso i quali l’amministrazione punta ad ampliare l’offerta senza gravare esclusivamente sul bilancio comunale. Resta tuttavia da verificare quante risorse potranno essere effettivamente raccolte e in che modo saranno utilizzate per sostenere il calendario.
Il Question Time e il nuovo affondo del Pd
La discussione è tornata al centro del confronto politico dopo il Question Time. Campagna e Majocchi hanno sostenuto che le risposte ricevute abbiano confermato le loro preoccupazioni: per il 2026 non risultano fondi destinati direttamente alle associazioni attraverso l’avviso estivo, mentre nel 2025 sarebbero stati stanziati 20mila euro.
«L’anno scorso erano stati stanziati 20 mila euro, quest’anno zero», hanno dichiarato i due consiglieri, denunciando un nuovo arretramento nel sostegno alle attività culturali. Hanno inoltre riferito che gran parte dei partecipanti avrebbe richiesto un contributo, circostanza considerata la prova delle difficoltà economiche affrontate dal tessuto associativo.
Nella pagina istituzionale dell’avviso, consultata il 14 luglio, risultano pubblicati il testo della procedura, la determinazione di approvazione e il modello per la candidatura, ma non compare ancora una graduatoria o un calendario definitivo delle proposte selezionate.
La maggioranza respinge l’accusa di definanziamento
A replicare al Pd è stato Claudio Di Matteo, presidente della commissione Cultura. Secondo l’esponente della maggioranza, l’opposizione avrebbe sovrapposto impropriamente il bando del Turismo all’intera programmazione culturale comunale.
«Si è voluto fare una gran confusione, mescolando le iniziative degli assessorati al Turismo e alla Cultura», ha affermato Di Matteo.
Il presidente della commissione ha ricordato la rassegna musicale organizzata al Museo Cambellotti grazie a un contributo regionale, gli appuntamenti legati al centocinquantesimo anniversario della nascita dell’artista, le iniziative ospitate dal Teatro D’Annunzio e quelle previste con la riapertura del Parco Falcone e Borsellino. Ha quindi respinto l’idea di un disinvestimento complessivo nella cultura, sostenendo che l’amministrazione stia operando sia sul piano degli eventi sia su quello delle strutture e delle istituzioni culturali.
La distanza politica rimane. Per la maggioranza, l’assenza di fondi nel singolo avviso non equivale a una rinuncia alla programmazione culturale. Per le opposizioni, invece, un calendario affidato prevalentemente alle risorse degli organizzatori rischia di tradursi in meno manifestazioni, minore qualità e nella rinuncia ai progetti da parte delle associazioni che non dispongono di sponsor o mezzi propri.
Al momento non è stato pubblicato un elenco ufficiale di eventi cancellati esclusivamente per mancanza di fondi. Il dato certo è che il bando “Estate Latina 2026” non mette a disposizione contributi diretti per le singole proposte. Saranno la pubblicazione del calendario definitivo e il numero degli appuntamenti concretamente realizzati a stabilire quale impatto avrà questa scelta sull’estate del capoluogo pontino.