FORMIA, Ospedale – Al momento non c’è alcun provvedimento disciplinare. Potrebbe arrivare dopo le decisioni che assumerà la Procura di Cassino sulla scorta delle risultanze investigative del Commissariato di Polizia di Formia. Il dipartimento “Risorse Umane” dell’Asl di Latina è stato messo in allarme per un eventuale provvedimento di sospensione che potrebbe proporre alla direzione generale dell’azienda sanitaria pontina relativamente alla posizione di uno dei dirigenti medici più influenti e apprezzati sul piano prettamente professionale dell’ospedale “Dono Svizzero” di Formia. Le sue vicende personali – una lite in strada per una mancata precedenza – è sotto la lente di ingrandimento della Procura perché la vittima è niente meno che un ufficiale in servizio presso il gruppo formiano della Guardia di Finanza.
L’aggressione c’è stata lo scorso maggio quando il Suv del primario si scontrava all’esterno del Dono Svizzero con lo scooter in sella al quale stava transitando il finanziere. Quest’ultimo, munito di un casco, si era fermato per accertare l’entità dei danni subiti dal suo mezzo quando – secondo la sua versione – sarebbe stato insultato prima e aggredito con una testata dal primario. La vicenda non si esaurì qui. Il finanziere si reco presso la sede del gruppo formiano della Finanza nel quartiere di San Pietro mentre il primario, dopo aver danneggiato con il suo Suv la barra d’accesso della caserma, ha tentato di aggredire di nuovo l’agente, nonostante l’intervento, visto il trambusto, dei suoi superiori. La vicenda ha assunto un epilogo quasi tragico comico. Nel senso che l’aggredito e l’aggressore si ritrovarono per la terza volta…questa volta nel Pronto soccorso dell’ospedale Dono Svizzero”. Entrambi per farsi prestare le prime cure.
E lì il finanziere scoprì la vera professione del conducente del Suv che tentò, a fatica, di scusarsi. Tutto inutile perché il finanziere a questo punto decise di rivolgersi al centro di primo soccorso di Minturno dove gli vennero applicati ben 17 punti di sutura sul volto. Fu il prologo della decisione di denunciare per lesioni il primario del Dono Svizzero che, protagonista anni fa di un’altra lite all’interno dell’ospedale per la quale dovette affrontare un processo concluso con un’assoluzione , si era giustificato del suo comportamento perché preoccupato per un’urgenza da affrontare in sala operatoria. Le indagini del commissariato appurarono il contrario: quella notte nessun intervento chirurgico si svolse al Dono Svizzero. Ora a decidere sul conto del primario sono in due: la Procura e l’Asl di Latina.