GAETA – Alla fine la montagna ha partorito un topolino. Ha registrato un nulla di fatto l’audizione chiesta al sindaco di Gaeta Cristian Leccese dal Comitato spontaneo di via Atratina e via del Piano che aveva presentato una proposta di delibera di iniziativa popolare finalizzata all’acquisizione del piazzale dell’ex stazione ferroviaria da parte del Consorzio Industriale regionale. Il 4 giugno scorso il consiglio comunale ha deciso diversamente, nel senso che è stata respinta la proposta dei cittadini avanzata in base alle prescrizioni dello Statuto del comune ed è stata una mozione presentata dalla maggioranza di centrodestra. Sono trascorsi 40 giorni ed il presidente del comitato, il professor Damiano Di Ciaccio, ha motivato la richiesta dell’audizione “per chiarire alcuni punti della delibera approvata”.
Il primo cittadino ha ribadito l’esistenza di un’interlocuzione con il presidente del consorzio industriale laziale Raffaele Trequattrini finalizzata sia alla cessione della parte del piazzale di proprietà pubblica che alla rescissione della convenzione con una società napoletana alla quale era stata in concessione di un’altra porzione dell’area dell’ex scalo ferroviario della città. Il Comitato pensava e sperava di avere una copia cartacea della documentazione amministrativa sinora prodotta dal comune ma la sua delegazione ha lasciato l’aula consiliare a mani vuote. Il rammarico misto a delusione l’ha esternato il professor Di Ciaccio: “La proposta di delibera presentata da oltre mille cittadini per la riacquisizione del piazzale ex stazione di Gaeta ha avuto il merito di portare allo scoperto un argomento che, dopo la vendita a privati di una parte dell’area, l’assoggettamento ad uno sconosciuto progetto di finanza della restante parte e qualche prescritto strascico giudiziario, era scomparso dai radar della politica. Ci sono voluti tre anni d’impegno costante dei cittadini per vedere finalmente approvata una delibera che -anche se non è la loro- sancisce il diritto dei residenti a non lasciarsi scippare un’area di vitale importanza per il quartiere e per l’intera città. È del tutto evidente che senza la raccolta delle oltre mille firme e il disinteressato impegno di tanti cittadini, l’Amministrazione, probabilmente, non si sarebbe mai attivata sull’argomento”.
Il presidente Di Ciaccio ha avuto un pepato scontro verbale con il presidente del consiglio comunale Gennaro Dies che, insieme al neo assessore ai Lavori Pubblici, aveva accompagnato il sindaco Leccese. Il dottor Dies avrebbe voluto effettuare un intervento ma Di Ciaccio è stato durissimo nella risposta: “Con lei non parliamo. Si ricordi come si è comportato in consiglio il 4 giugno”. E in quella circostanza il presidente del comitato Di Ciaccio avrebbe voluto illustrare la proposta di delibera di iniziativa popolare e Dies si oppose. Ora lo scontro è diventato frontale: “Spiace che taluni amministratori non abbiano apprezzato l’impegno civico delle persone e non abbiano colto lo spirito collaborativo del Comitato. Essi, per sminuire la portata dell’iniziativa, hanno persino maldestramente tentato di attribuire alla stessa (inesistenti) connotati politici.
La delibera popolare è stata bocciata non perché non fosse condivisibile il suo contenuto, ma per una mera strumentalizzazione politica, che non fa onore a chi l’ha promossa. La delibera di proposta popolare non porta la firma di nessun partito politico e i vari firmatari non sono stati mai indirizzati verso l’uno o l’atro schieramento. Hanno firmato semplicemente perché quanto accaduto al piazzale ex stazione è inaccettabile. La delibera proposta dal Sindaco e approvata dal Consiglio non è certo quella del Comitato. Il punto centrale è che i cittadini avevano chiesto tempestività, impulso attuale e azione immediata, mentre l’Amministrazione risponde con un annuncio che non cambia la realtà dei fatti.”.
Il comitato si è dichiarato deluso anche dalle “non risposte” del sindaco di Gaeta: “Dire ‘siamo intenzionati ad acquisirla” e, nello stesso tempo, subordinare l’acquisizione a futuri accordi con la proprietà dell’area, ancora non definiti, significa rinviare sine die qualsiasi intervento concreto. Ancora più evidente è la distanza fra le parole e i fatti quando il Sindaco collega l’eventuale acquisizione al progetto di rigenerazione urbana “Cajeta Anima Vitri” che dovrebbe coinvolgere le aeree della Ex Avir e Stadio Riciniello ma di cui non esiste al momento alcuna concretezza attuativa… La delibera, così formulata, non risponde alle esigenze dei cittadini, non affronta il problema e non avvia alcun percorso amministrativo. È un atto che ha il sapore della propaganda che serve a mascherare gli errori commessi dalla passata amministrazione e non certamente dai cittadini tutti”.
Il comitato ha abbandonato l’aula consiliare del comune di Gaeta preannunciando la sua volontà di “monitorare con attenzione gli sviluppi e verificare se, oltre le dichiarazioni di principio, seguiranno atti amministrativi e coerenti con le esigenze della comunità. Se con questo irrispettoso modo di agire si voleva togliere dal tavolo amministrativo la questione ex stazione, si può essere certi che si è ottenuto l’effetto contrario” – ha concluso Damiano Di Ciaccio.
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