Senza acqua la parte alta di Ponza, il sindaco Ambrosino si rivolge al prefetto

PONZA – Il sindaco di Ponza Franco Ambrosino ha chiesto l’intervento del Prefetto di Latina Ciaramella per ovviare ai prolungati blackout idrici che stanno interessando la parte alta dell’isola, la frazione di Le Forma. Acqualatina è stata invitata attraverso il suo amministratore delegato Patrizia Vasta ad aumentare l’approvvigionamento idrico portando, nel clou della stagione turistica, da tre a quattro il numero delle bettoline provenienti da Napoli e Gaeta. Ma a quanto pare anche questo incremento idrico non è bastato per allievare la carenza idrica per oltre la metà dell’isola. Ambrosino una proposta l’ha avanzata: ridurre in alcune fasce orarie del giorno la distribuzione idrica nella zona di Santa Maria e del porto per dirottarla, attraverso pompe di sollevamento, laddove l’acqua arriva col contagocce.

Il sindaco Amnbrosino ha chiesto l’intervento dell’ente per risolvere l’imbarazzante situazione venutasi a creare, in località Shiavone, dove insiste una delle tre cisterne di raccolta dell’acqua da parte di Acqualatina. Sono diventate virali le immagini circa la dispersione dell’acqua nelmare di Cala Inferno durante lefasi di riempimento del sovrastante serbatoio. Una ragione c’è ed è dovuta alla mancata informatizzazione del servizio di trasferimento dell’acqua dalla bettolina di turno e, dunque,il prezioso liquido finisce per caduta in mare a causa del troppo pieno nel frattempo venutosi a creare. Ambrosino ha chiesto a settembre la ripresa del tavolo tecnico per la realizzazione nel mare di Cala dell’Acqua del dissalatore finanziato da Acqualatina. I lavori sono in effetti iniziati per la realizzazione di due condotte sottomarine per pompare al largo dell’acqua marina e per smaltire la salamoia.

Ai primi intoppi si sono affiancati i relativi contenziosi che impediscono alla principale isola pontina di essere, com’è avvenuto nella vicina Ventotene, sufficiente per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico. Il sindaco Ambrosino ammette l’esistenza dei disagi (“I maggiori problemi li stiamo registrando nelle zone alte. Sono in contatto costante con l’amministratrice delegato di Acqualatina e con la Prefettura, che si è subito attivata per far tornare da tre a quattro le navi cisterna”) ma ribadisce come l’isola meriti un diverso trattamento da parte di Acqualatina:” L’acqua che finisce in mare non è il problema. Il vero problema è che qualcuno non è stato in grado di fare i calcoli giusti e ancora ne paghiamo le conseguenze”.