SANTI COSMA E DAMIANO – Meglio il carcere che la sua abitazione, dove ritroverebbe la sorella che ha gravemente ferito in diverse parti. La detenzione in carcere è necessaria anche in mancanza di strutture idonee, come le Rems, in grado di curare le sue gravose patologie, depressione e ludopatia. Non ha utilizzato altri mezzi termini il Gip del Tribunale di Cassino convalidando l’arresto e confermando la detenzione nel carcere di Cassino di Damiano Lungo, il 33enne di Santi Cosma e Damiano arrestato venerdì’ pomeriggio dai Carabinieri della Compagnia di Formia con l’accusa di tentato omicidio della sorella 33enne Margherita.
Il Gip ha accolto in piena la richiesta formulatagli dal sostituto Procuratore Maria Beatrice Siravo a fronte della richiesta dell’uomo, gli avvocati Francesco e Marcantonio Mastroianni, che hanno presentato al magistrato una dettagliata relazione medica dello psichiatra, il dottor Giuseppe Ionta, secondo il quale non c’è stato alcun movente relativamente alla violenta aggressione compiuta da Lungo nei confronti della sorella. Il 33enne da tempo ha un quadro clinico “intaccato” dalla depressione e dalla ludopatia che stava tentando di fronteggiare con una robusta terapia farmaceutica. Il caldo di questi giorni avrà fatto il resto facendo scattare nell’uomo una molla omicidiaria arrivando ad imbracciare un coltello da cucina nel momento in cui i due fratelli erano soli in casa nell’abitazione in cui vivono con i genitori in località Grunuovo. Se la sorella Margherita nel frattempo è stata dimessa dall’ospedale Dono Svizzero dove le era stata diagnostica una prognosi di 20 giorni per le ferite da arma da taglio riportate in diversi parti del corpo, gli avvocati Mastroianni rinnoveranno allo stesso Gip la richiesta dell’attenuazione della misura cautelare in carcere perché decisamente incompatibile con lo stato di salute del 33enne. Sarà formalizzata anche l’istanza di un incidente probatorio al quale la difesa intende far partecipare, quale perito di parte, il neuropsichiatra Angelo Cardillo.