PONZA – Saranno gli esami istologici e di laboratorio, in programma nelle prossime settimane, a contribuire a definire la causa del decesso di Marzio Giangiulio, l’imprenditore romano di 23 anni deceduto l’altra mattina nelle fasi iniziali di un’immersione di snorkeling in località Puntata Papa, a trecento metri a largo della frazione de Le Forma a Ponza. Neppure l’autopsia svolta lunedì pomeriggio presso l’obitorio dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino è riuscita a chiarire le ragioni della morte del giovane che, conosciuto a Ponza dove viveva diversi periodi dell’anno in località Giancos, era considerato un diving esperto e attento.
A compiere l’esame tecnico irripetibile per conto della Procura, che ha aperto un fascicolo contro ignoti con l’ipotesi di omicidio colposo, è stato il medico legale Fabio De Giorgio, affiancato dalla dottoressa Daniela Lucidi, quest’ultima nominata dai genitori dello sfortunato Marzio, molto conosciuti a Roma per essere titolari di un’importante azienda florovivaistica. L’autopsia ha escluso che il 23 ennne possa essere stato colpito da qualche imbarcazione in transito – non sono stati rinvenuti sul corpo della vittima 23enne traumi e ferite che potessero giustificare questa ipotesi – ma la famiglia con la nomina della dottoressa Lucidi ha rinnovato la richiesta di voler accertare la dinamica della tragedia ed individuare eventuali responsabilità.
E’ un obiettivo che si è posto la stessa Procura che ha dato mandato alla Guardia Costiera di Ponza – con la locale Guardia di Finanza ed il personale del 118 aveva soccorso Marzio in mare già privo di vita – di sequestrare la barca a bordo della quale si trovano alcuni partecipanti ad un corso di snorkeling, tra cui Giangiulio e la fidanzata. L’autopsia effettuata lunedì deve anche accertare il rispetto delle norme di sicurezza e di pronto soccorso in mare in occasione di questo corso di diving e,dunque, appurare se Giangiulio, colpito a quanto pare da un improvviso malore appena immerso,potesse essere salvato se soccorso in tempo…