PONZA – C’è un primo indagato,con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, sul decesso avvenuto la scorsa settimana di Marzio Giangiulo, l’imprenditore romano di 23 anni che ha perso la vita nelle fasi iniziali di un’immersione in località Punta Papa, a trecento metri a largo della frazione de Le Forma a Ponza. Il sostituto procuratore Nicole De Angelis ha iscritto sul registro degli indagati il nome del 63enne romano, ma ponzese d’adozione, proprietario della barca sulla quale c’erano i 12 partecipanti al corso di snorkeling promosso dalla scuola di diving di cui è titolare lo stesso 63enne.
L’avviso di garanzia notificato dalla Guardia Costiera di Ponza fa seguito allo svolgimento dell’autopsia svolta lunedì pomeriggio presso l’obitorio dell’ospedale “Santa Scolastica” di Cassino che, eseguita dal medico legale Fabio De Giorgio nominato dalla Procura, non è riuscita a chiarire le ragioni della morte del giovane che, conosciuto a Ponza dove viveva diversi periodi dell’anno in località Giancos, era considerato un diving esperto e attento. Intanto la Procura ha concesso il nulla osta per la consegna del cadavere di Giangiulio alla famiglia per mettere lo svolgimento dei funerali in programma mercoledì pomeriggio nel quartiere Nomentano a Roma. La stessa famiglia della vittima vuole vederci chiaro per accertare eventuali responsabilità sul decesso del 23enne. In quest’ottica ha nominato un medico legale di fiducia – la dottoressa Daniela Lucidi- e l’avvocato Alessandro Parisella che stanno partecipando agli esami tecnici irripetibili disposti da una Procura interessata ad accertare il rispetto delle norme di sicurezza e di pronto soccorso in mare in occasione di questo corso di diving che stava registrando una numerosa partecipazione di appassionati.
E’ esistita una “finestra di salvataggio” che avrebbe potuto permettere a Giangiulio di salvarsi? La Procura ha concesso 60 giorni al dottor De Giorgio per rispondere a questo interrogativo fermo restando che l’autopsia ha già chiarito due aspetti: nei polmoni di Marzio non è stata trovata acqua marina e tantomeno sul corpo non sono state riscontrati traumi e ferite che potessero configurare l’eventuale contatto con un’imbarcazione in transito. Intanto è già scontro tra la famiglia e la posizione del 63enne istruttore che, dopo essere stato raggiunto dall’avviso di garanzia,ha nominato quali suoi legali difensori gli avvocati Simone Castellini e Luca Scipione. Per loro Marzio non si trovava sull’imbarcazione dell’indagato quando è iniziato l’immersione degli altri corsisti.
La vittima aveva fatto snorkeling in mattinata, riemergendo subito perchè non al meglio della sua condizione fisica. Aveva desistito a tornare in acqua ma poi, munito di pinna ed occhiali, si è immerso di nuovo quando potrebbe essere stato colpito da un infarto.Le indagini sono appena agli inizi e la Procura di piazza Labriola ha delegato la Guardia Costiera di Ponza a raccogliere le testimonianze non solo dei partecipanti all’immersione ma anche di coloro che nella zona di attracco dell’imbarcazione avevano notato.