Aprilia / Maxi sequestro da 53 milioni a un imprenditore del settore degli autotrasporti

Il provvedimento disposto dal Tribunale di Roma su proposta della Procura di Latina. Sigilli a immobili di pregio, uffici, autocarri, aziende e rapporti finanziari

APRILIA – Un patrimonio del valore complessivo di circa 53 milioni di euro è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza a un imprenditore di Aprilia, attivo nel settore degli autotrasporti e ritenuto «socialmente pericoloso».

Il provvedimento, eseguito dai finanzieri del Comando provinciale di Latina, è stato emesso dalla Sezione specializzata Misure di prevenzione del Tribunale di Roma, su proposta del procuratore della Repubblica di Latina.

La misura si fonda sulle disposizioni del Codice antimafia che consentono di intervenire sui patrimoni ritenuti di origine illecita quando il loro valore risulti sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati e siano riconducibili a soggetti considerati abitualmente dediti ad attività delittuose.

Le indagini sono state condotte dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Aprilia, guidata dal maggiore Davide Santuccio, con la collaborazione del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Latina. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’imprenditore sarebbe stato abitualmente coinvolto in condotte illecite di natura economica, connesse a ipotesi di reati fiscali e previdenziali e alla somministrazione illecita di manodopera.

Da queste attività avrebbe tratto risorse tali da sostenere un tenore di vita giudicato incompatibile con la capacità reddituale dichiarata, risultata pressoché inesistente.

Al centro degli accertamenti è finito un gruppo imprenditoriale facente capo all’uomo e, in particolare, un consorzio operante nel trasporto di merci per conto proprio e di terzi. Il sistema ricostruito dagli investigatori si sarebbe basato sull’impiego di cooperative create appositamente per acquisire una quota significativa del mercato del facchinaggio presso alcuni dei principali spedizionieri nazionali.

Attraverso queste cooperative sarebbero state realizzate condotte di somministrazione illecita di manodopera, usufruendo indebitamente delle agevolazioni fiscali riservate a questa tipologia di società. Il gruppo avrebbe inoltre maturato ingenti crediti d’imposta derivanti da contratti d’appalto che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero stati predisposti artificiosamente.

L’imprenditore, nella veste di rappresentante legale di una società per azioni dello stesso settore, risulta inoltre imputato, con riferimento a diverse annualità, per l’omesso versamento dell’Iva e delle ritenute operate e certificate, per importi pari a decine di milioni di euro.

Tra le contestazioni figura anche l’utilizzo in compensazione di crediti ritenuti inesistenti per oltre dieci milioni di euro. Le somme sarebbero state collegate a presunti investimenti nei settori della ricerca e sviluppo, della transizione ecologica e dell’innovazione tecnologica 4.0 che, stando agli accertamenti, non sarebbero mai stati effettuati.

Le indagini economico-finanziarie hanno permesso di ricostruire il patrimonio societario, mobiliare e immobiliare riconducibile all’imprenditore, anche attraverso persone ritenute interposte. Il complesso dei beni sarebbe stato caratterizzato da una marcata sproporzione rispetto ai redditi formalmente dichiarati.

Il sequestro ha interessato l’intero compendio patrimoniale individuato dagli investigatori: immobili di pregio e uffici situati nel territorio comunale di Aprilia, autocarri, patrimoni aziendali e rapporti finanziari, per un valore stimato in circa 53 milioni di euro.

Il Tribunale ha nominato un amministratore giudiziario, al quale sarà affidata la gestione dei beni e delle società raggiunti dal provvedimento. L’obiettivo è preservarne il valore, garantire la continuità delle attività economiche e tutelare i lavoratori, sottraendo allo stesso tempo i patrimoni alla disponibilità del soggetto destinatario della misura.

L’operazione, sottolinea la Guardia di Finanza, rientra nella strategia di aggressione ai patrimoni ritenuti illecitamente accumulati e punta a tutelare la libera concorrenza, il mercato e le imprese sane del territorio. Un’attività che comprende l’analisi patrimoniale, la ricostruzione dei flussi finanziari, l’individuazione di eventuali intestazioni fittizie e il contrasto al riciclaggio e al reimpiego di capitali di presunta provenienza illecita.

Il procedimento si trova nella fase delle misure di prevenzione e il provvedimento potrà essere sottoposto ai successivi gradi di giudizio previsti dalla legge.